Rubrica Agroalimentare

Allarme siccità: agricoltori e allevatori italiani sull’orlo del baratro

siccità

“La stagione estiva 2017 sarà la più calda degli ultimi 60 anni”

Le stime dei climatologi e dei meteorologi dei primi mesi del 2017 erano corrette, purtroppo. Gli esperti del settore climatico fin dall’inizio dell’anno hanno previsto un netto innalzamento delle temperature, che come conseguenza avrebbe provocato un periodo di forte siccità durante il periodo tardo-primaverile ed estivo. Questo terribile scenario prospettato dagli esperti del clima ha avuto seguito, determinando gravi danni economici e mettendo in ginocchio gli agricoltori e gli allevatori italiani, reduci da un inverno rigido che ha colpito duramente le aziende agricole del nostro paese, con imponenti perdite di prodotti made in Italy.

Quindi, prima il freddo in inverno, poi il caldo e la siccità in estate: gli agrocoltori e gli allevatori sono sull’orlo del baratro.

Questa drammatica condizione oramai ha delle gravissime ripercussioni lungo tutto lo stivale, seppur a macchia di leopardo, ha provocato perdite per quasi 1 miliardo di Euro, ma questo dato può aumentare drasticamente se non vengono presi dei provvedimenti di irrigazione di “emergenza” ovvero quella forzata, senza la quale le perdite di ortaggi, frutta, sementi e formaggi tipici si revelerebbero presto ingenti e disastrose.

Ma la siccità genera tutta una catena di effetti contingenti che, talvolta, complicano la situazione agricola odierna, come lo “Stress da Caldo“, un fattore che influisce sul rendimento produttivo degli animali da latte (fino al 20%), a scapito della quantità e della qualità organolettica del latte stesso, e che ha costretto gli allevatori a ricorrere alle forniture “eccezionali” di acqua con autobotti per dissetare il bestiame e che ha costretto molte regioni d’Italia a richiedere al governo lo “Stato d’Emergenza“.

Lo Status di siccità nelle regioni italiane

Iniziamo dall’Emilia Romagna dove si registra un tasso di perdita economica più alto a causa del grande caldo, dai pomodori ai cereali agli ortaggi, fino ai formaggi e ai prodotti lattiero caseari. Anche la Sardegna vede crollare il proprio comparto agricolo e caseario, con forti disagi per l’economia della regione che verte in gran parte su agricoltura e allevamento. In Campania il quadro generale non è migliore, infatti si registra una netta contrazione dei raccolti di ortaggi e frutta e in particolare un calo sostanziale della produzione di mozzarella di bufala un prodotto caseario tipico della regione famoso e richiesto in tutto il mondo, per il quale non si riuscirà a soddisfare l’intera domanda di prodotto. Ma non è solo la bufala campana a risentire della siccità, infatti la Lombardia ha registrato un calo del 20% della produzione di latte. In Toscana si è avvertita una contrazione della produzione di sementi e di miele, mentre nel Lazio si è registrata una fluttuazione negativa nel sotto-comparto del frumento, con perdite per il 35/40%. In Sicilia negli agrumeti si è stati costretti ad anticipare l’attività irrigua, mentre in Puglia si è registrato un calo nella produzione di sementi. In Friuli è stato decretato lo stato di “emergenza idrica“, invece il Piemonte è in stato di allerta incendi.

Come rimediare alla siccità?

Domanda da un milione di Dollari, di non facile soluzione. Certamente, è possibile prendere degli accorgimenti su larga scala (regionale-nazionale), basati su un corretto processo di razionalizzazione delle risorse idriche, un sistema di raccolta dell’acqua piovana che non disperda questa preziosa risorsa e che operi in modo efficiente e sostenibile, un sistema agricolo con valori bassi di idroesigenza, in cui viene sfruttata in modo più efficace una quantità di risorsa idrica minore.

Certo è che al clima non si comanda e a dimostrazione di ciò il 2017 ha riservato una “lezione”, con danni ingenti per diversi miliardi di Euro, adesso è il momento di prendere seri provvedimenti per salvaguardare il tessuto agricolo italiano nel rispetto “verde” dell’ambiente.

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