Rubrica Agroalimentare

Allarme siccità… e tanta sete. 500 miliardi di litri d’acqua mancanti

acqua

Al maltempo viene spesso associato un significato quasi catastrofico e in effetti, spesso, rappresenta la causa di frane e smottamenti. Tuttavia, le piogge fuori stagione possono fare la differenza, specialmente in un contesto come quello attuale, caratterizzato da una forte siccità a scapito dei campi agricoli e dei bacini idrici, assetati e carenti di acqua, con un ammanco di ben 500 miliardi di litri.

Il maltempo diventa, quindi, un alleato dell’agricoltura, dei bacini idrici e dell’uomo, infatti in questi ultimi giorni di pioggia è stato rilevato un incremento della soglia negli invasi, apportando importanti benefici anche in campo agricolo, sebbene questi periodi di transizione stagionale sono temutissimi dagli agricoltori, e il motivo è presto detto, e risiede nella violenza degli acquazzoni, nelle grandinate e nell’eccessiva caduta di acqua, fattori che determinano frane e smottamenti e danneggiano le coltivazioni. La pioggia, per essere efficace, deve essere continua e non violenta.

Quindi, l’acqua caduta in questi giorni è stata una “Manna dal cielo” e ha contribuito a dissetare i campi, a favore dell’agricoltura, in un anno, il 2018, iniziato male a causa del gelo e delle grandinate prima e degli acquazzoni poi, che hanno causato ingenti danni ad un settore sempre in bilico, che oltre a fronteggiare gli attacchi dei competitors esteri e dell’agropirateria, deve far fronte anche ai fattori climatici, che a causa del clima impazzito, in questa prima metà del 2018 hanno fatto registrare ben 400 milioni di Euro di danni all’agricoltura, in particolare nel Mezzogiorno.

A risentirne di più, le piantagioni di ulivo, con un numero enorme di alberi spogliati dalle foglie e scortecciati, che ammonta a 25 milioni di unità, causando ingenti perdite per il settore olivicolo, già messo in ginocchio negli anni passati a causa della diffusione di un parassita, con perdite stimate – rivela Coldiretti – comprese tra il 15% ed il 60% della produzione annuale totale, a livello nazionale.

Certamente, questo clima pazzo metterà a dura prova le sorti dell’agricoltura italiana, nel prossimo futuro, e la conferma si riscontra nei cambi repentini del clima e nel rapido passaggio dal caldo al freddo, a danno delle coltivazioni.

 

Fonte: Coldiretti

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