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Il 2016 è l’anno dei legumi, miniera di proteine e minerali

legumi

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, FAO, lo scorso 10 novembre ha stabilito che il 2016 sarà l’anno internazionale dei legumi, quest’anno perciò gli obiettivi sono la sensibilizzazione sulle loro proprietà nutritive, il rafforzamento di tutta la filiera di produzione e la conseguente incentivazione a un maggiore consumo.

José Graziano da Silva, direttore generale della FAO, ha dichiarato che “i legumi sono importanti coltivazioni per la sicurezza alimentare di una grande percentuale della popolazione mondiale. […] Tuttavia, il loro valore nutrizionale non viene generalmente riconosciuto ed è spesso sottovalutato” da qui la necessità di rendere noti il valore proteico e gli effetti benefici dei legumi, in particolare se consumati secchi.

Non è un caso che in molti Paesi del mondo questi semi siano alla base dei piatti tradizionali, infatti le proteine contenute in alcune varietà sono un’ottima alternativa alle proteine di origine animale considerate sia economicamente sia ecologicamente meno convenienti.

Inoltre, i legumi sono ricchi di amminoacidi e vitamine del gruppo B, i primi supportano varie importanti funzioni dell’organismo tra cui il rinnovamento cellulare e la produzione di energia; le seconde, invece, tra le altre cose aiutano il corretto funzionamento del fegato, del sistema nervoso e del cervello, ma non solo, aumentano la resistenza alle infezioni, favoriscono la trasformazione dei carboidrati in glucosio e il metabolismo dei grassi e delle proteine. Infine, hanno un basso contenuto di grassi e un’alta percentuale di fibre che contribuiscono a controllare i livelli di grassi e colesterolo nel sangue.

Un altro obiettivo di questo anno dedicato ai legumi è la promozione di un’agricoltura sostenibile e di un commercio più capillare che possa combattere la malnutrizione da una parte e il sovrappeso dall’altra. La coltivazione di questi semi, infatti, aiuta a rendere più fertile il suolo fissando l’azoto, rendendo meno necessari i fertilizzanti sintetici e creando un ambiente adatto a ospitare organismi utili come germi, batteri e insetti.

Infine, l’intento conclusivo della FAO è l’aumento a livello globale del consumo di fagioli, lenticchie, piselli, ceci, fave e ogni altro legume che contribuiranno positivamente sia alla salute umana, sia al benessere del pianeta.

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