Rubrica Agroalimentare

Aumento dell’Iva e delle Accise: una mazzata al mondo del cibo

iva

Da parecchi mesi circola la notizia secondo cui l’Imposta sul Valore Aggiunto o Iva, subirà una rettifica, con un incremento delle aliquote nei vari settori dell’economia italiana. Pare, infatti, che questa notizia stia diventando una possibilità concreta, ed è quanto si apprende dal DEF (Documento di Programmazione Economico Finanziaria), varato dal Consiglio dei Ministri, che vede anche un ulteriore incremento delle accise.

Tale aumento, annoverato tra le manovre economiche previste dal governo uscente, si riperquote anche sui prodotti di prima necessità, come: riso, yogurt, miele, uova, carne, pesce zucchero e altre tipologie agroalimentari, ivate al 10%, aliquota che ha favorito lo sviluppo economico commerciale sia in Italia che all’estero, e che ha veicolato l’immagine del made in Italy, fino a forgiarne il prestigio in un ambito estremamente concorrenziale, come quello del Food.

Purtroppo, anche i prodotti con aliquota al 22% subiranno un incremento, come. il vino, la birra, il caffè e tutte le macrocategorie del comparto alimentare di prima necessità. Insomma, un duro colpo per un settore che negli ultimi anni ha fatto registrare dei valori record in termini di volumi di vendita nel circuito nazionale e all’estero, che dopo un periodo di stallo è riuscito a risollevarsi, nonostante i continui attacchi da parte dell’agropirateria e di fenomeni come l’Italian Sounding, che minacciano l’economia agroalimentare.

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Certamente, l’aumento potenziale dell’Iva e delle accise determinerà un crollo sostanziale dei consumi, persino sui beni di prima necessità e un calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, con un duro colpo per tutto il comparto dell’agroalimentare, settore guida dell’economia tricolore, che nel 2017 ha fatto registrare una fluttuazione del +3,2% dei volumi di vendita complessivi, rispetto al quinquennio precedente, caratterizzato da una forte “stagnazione” delle performance nell’export.

Inoltre, la manovra economica prevista nel DEF e relativa a l’incremento di Iva e Accise, rappresenta un duro colpo per il mondo del cibo italiano, e fa emergere un dato consistente sulla voce di spesa alimentare, che ammonta ad oltre 210 miliardi di Euro, seconda solo alla spesa per la “prima abitazione” (Comparto Immobiliare).

Dunque, gli effetti di tale manovra sono oramai chiari, non resta che scongiurare la possibilità che questa venga applicata, specialmente ai beni di prima necessità.

 

Fonte: Coldiretti.

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