Beverage

B 180, la birra come progetto di riabilitazione Psichica

Il nostro paese è famoso in tutto il mondo per i prodotti Made in Italy, che fanno registrare trend crescenti e performance eccellenti.

La qualità indiscussa dei prodotti italiani rappresenta un cardine per la crescita del nostro mercato Agroalimentare.

Tuttavia i prodotti alimentari Made in Italy hanno, spesso, un duplice ruolo di tipo etico-sociale.

Come nel caso del Consorzio Co.Ri., le cui Cooperative sociali hanno intuito l’importanza, talvolta strategica, di integrare nei piani aziendali il Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato (PTRI), che favorisce l’inserimento di individui con disagio psichico tra le risorse umane, che operano a vari livelli nei processi produttivi di uno dei prodotti d’eccellenza del “Beverage artigianale” italiano, la birra B180.

Un prodotto con peculiarità intrinseche uniche, che ne identificano il produttore.

La denominazione B180 è riferita alla legge Basaglia 180/78, la quale determina un cambiamento nell’approccio delle strutture socio-assistenziali nei confronti di individui con disagi psichici. La legge ha portato alla chiusura degli ospedali psichiatrici e l’integrazione di risorse umane con patologie psichiche in contesti aziendali, laddove ad ognuno di essi viene assegnato un ruolo operativo nella produzione di un Item, sulla base delle abilità e del saper fare, valorizzandone i caratteri.

La birra B 180 è un’idea di Business, scaturita dai trend crescenti di consumo di questa bevanda famosa in tutto il globo.

Nella definizione dei parametri caratteristici del prodotto, le cooperative hanno sottolineato l’importanza di realizzare una birra da abbinare con cibi semplici, poco elaborati e poco impegnativi, nonché a piatti conditi e “lavorati”, dunque una birra adatta ad ogni genere consumo contestuale.

Il risultato ottenuto è ottimo, sia per i caratteri intrinseci del prodotto, sia per l’iniziativa etico-sociale, che ha visto coinvolgere risorse con disagi psichici nei processi produttivi.

Materie prime utilizzate

La materia prima essenziale per la produzione di birra è l’orzo, utilizzato fin dall’antichità per la sua resistenza e adattabilità, tanto climatica quanto geografica. L’orzo viene sottoposto ad un processo di macinazione, da cui si ottiene il malto.
Nello specifico per la produzione di B 180 si utilizza il Malto Pilsner ed il Malto di Vienna.
L’altro ingrediente essenziale è il Luppolo, in tal caso il Cascade.
La B 180 viene, inoltre, sottoposta ad un processo di “personalizzazione” delle note caratteristiche al palato e all’olfatto, mediante l’introduzione di ingredienti locali, come gli agrumi ed il miele.

Le fasi di produzione

Nei processi produttivi i disabili con patologie psichiche ricevono il supporto e la supervisione costante dei produttori.
Le fasi per la produzione di B 180 sono sei:

  • Raccolta e lavorazione agrumi e miele, necessari per i processi di personalizzazione della birra.
  • Macinazione, è la fase di preparazione degli ingredienti di base come l’orzo, il luppolo e le spezie, che vengono mescolati in acqua ad alta temperatura, contenuta in specifici macchinari e lasciati fermentare per una settimana.
  • Imbottigliamento, consiste nel versare il prodotto finale in singole bottiglie da 33 o 75 cl.
  • Etichettatura, si applicano delle etichette sulle singole bottiglie.
  • Distribuzione, la B 180 viene consegnata presso i ristoranti, bar ed enoteche.
  • Riciclo di Trebbie, rappresenta la fase relativa al riciclo dei materiali di scarto della produzione, meglio noti come “Trebbie”, utile per speziare i Taralli ed i Rustici.

Il risultato finale è una birra eccellente che esalta e valorizza le abilità ed il saper fare di individui con disagi psichici, dunque un modello da seguire.

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