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Banco Alimentare, dagli Usa all’Italia

Il cibo è il “Motore della Vita”. Sulla base di questa filosofia e al fine di soddisfare le esigenze nutrizionali di persone indigenti o/e con disagi economici sono nati dei centri di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari agricole e industriali. Questi prodotti eccedenti convergono verso un centro di stoccaggio, dove viene organizzato il processo di smistamento sul territorio di competenza

Il Banco alimentare è stato fondato nel 1989 su iniziativa di Monsignor Luigi Giussani e Danilo Fossati, allora Presidente della Star. Il Banco Alimentare è un’organizzazione No Profit, basata sul concetto di donazione ed efficienza, per il quale i prodotti alimentari non più idonei alla vendita per motivi commerciali vengono recuperati e distribuiti presso mense per poveri, enti caritativi e centri di recupero per tossicodipendenti.

Ad oggi in Europa si contano ben 150 organizzazioni con lo stesso fine, affiliate alla “Fèdèration Européenne des Banques Alimentaires”. Il Banco Alimentare si basa sul modello degli Stati Uniti d’America, dove venne fondata la prima organizzazione No Profit di recupero alimenti e redistribuzione ad utenti indigenti. Lo stesso modello venne poi adottato dalla Comunità Europea, ottimizzando l’organizzazione, i processi e le strutture logistiche.

Nei primi anni ’90 il Banco Alimentare disponeva di un magazzino di raccolta, stoccaggio e smistamento, situato a Meda, in provincia di Milano, con una superficie di 700 mq. Il Banco Alimentare si avvalse della collaborazione di 10 aziende e 30 associazioni convezionate. Negli anni seguenti, grazie alla partecipazione di enti e aziende, l’organizzazione di recupero del cibo ha trovato riscontro positivo in altre regioni, implementando una rete capillare, basata sulla collaborazione congiunta con i partner.

Nel 2014 ben 21 organizzazioni costituivano il network del Banco Alimentare. Oggi l’organizzazione si avvale di un sistema di controllo dei prodotti recuperati, sottoposti alle rigorose procedure di analisi degli alimenti, in termini di sicurezza alimentare (legge HACCP), tipici delle fasi di post-produzione lungo la filiera.

L’attenzione verso la sicurezza alimentare e la valutazione degli standard qualitativi rappresentano dei fattori rilevanti, offrendo al consumatore, spesso indigente, un prodotto di ottima qualità. Le quantità distribuite sono dimensionate in funzione del numero di consumatori ospitati presso un centro. Questa soluzione permette di abbattere gli sprechi e le perdite di prodotti.

Il Banco Alimentare è costituito da una filiera logistica articolata ed efficiente, basata sul recupero dei prodotti in esubero, eccedenze e giacenze, che vengono raccolte nei punti vendita della GDO o presso le filiere agroalimentari, stoccate all’interno di un magazzino centrale e successivamente smistate nei centri caritativi o mense, seguendo le linee guida della programmazione logistica.

Il Banco Alimentare deve essere un esempio e un modello da seguire, così da fornire cibo e alimenti alla fetta di popolazione al di sotto della fascia di povertà.

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