Barolo 1961

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Vino Barolo 1961 (o simili): elenco delle offerte di Ottobre 2022

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Lo Zoccolaio Cassetta Legno - Vino Rosso - Barbera D'Alba+Langhe Rosso+Barolo 3 Bottiglie x 750ml
130 Recensioni
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  • Viene fornito in una cassetta di legno
  • Perfetto con piatti regionali pregiati, arrosti e formaggi stagionati
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Prunotto Barolo Vino DOCG, 75 cl
8 Recensioni
Prunotto Barolo Vino DOCG, 75 cl
  • 1 Bottiglia da 75 cl
  • Un naso complesso e generoso
  • Aromi di petali di rosa, frutta rossa e note speziate
  • Al palato è pieno, equilibrato con tannini vellutati
  • Contenuto alcolico (alc/vol): 140 percent_by_volume
Bestseller No. 3
Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
65 Recensioni
Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
  • Vitigno: nebbiolo
  • Colore: rosso granato con sfumature arancio mattone che si intensificano col passare del tempo
  • Profumo: intenso e complesso ma delicato ed etereo allo stesso tempo
  • Gusto: caldo, pieno e asciutto
  • Abbinamenti: carne di manzo, selvaggina e stufati, bistecca, agnello, vitello, coniglio, cinghiale e cervo, ideale con formaggi di media o vecchia stagionatura
OffertaBestseller No. 4
Renato Ratti Barbera d'Asti docg Battaglione - 750 ml
40 Recensioni
Renato Ratti Barbera d'Asti docg Battaglione - 750 ml
  • Bottiglia da 75 cl
  • Annata: 2018
  • Provenienza: Piemonte - Astigiano
  • Vitigno: Barbera
  • Vino rosso ricco e strutturato
Bestseller No. 5
Renato Ratti Barolo docg Marcenasco - 750 ml
2 Recensioni
Renato Ratti Barolo docg Marcenasco - 750 ml
  • Bottiglia da 75 cl
  • Annata: 2016 (leggendaria)
  • Provenienza: Piemonte - Langhe
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Vino Rosso nobile e generoso, adatto a lunghissimo invecchiamento
Bestseller No. 6
Toso S.p.a Toso Barolo DOCG, Vino Rosso prestigioso, Piemonte, 750ml
29 Recensioni
Toso S.p.a Toso Barolo DOCG, Vino Rosso prestigioso, Piemonte, 750ml
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Di colore rosso tendente al granato, con riflessi aranciati, ha profumo caratteristico, etereo e sapore vellutato, austero ed asciutto. Vendemmia 2016
  • Vino prestigioso, esprime al meglio le sue qualità in accompagnamento a selvaggina, carni rosse e formaggi stagionati
  • Servire a temperatura ambiente; si consiglia di stappare la bottiglia almeno un’ora del servizio
  • Piemonte; affinamento di almeno 38 mesi di cui 18 in botti di rovere/castagno
Bestseller No. 7
Barolo DOCG, Torlasco - 750 ml
276 Recensioni
Barolo DOCG, Torlasco - 750 ml
  • Aroma pieno, intenso ed equilibrato per il re dei rossi piemontesi
  • Note di frutti rossi, grande struttura, gusto vellutato, austero ed equilibrato
  • Nebbiolo 100% coltivato negli 11 comuni di barolo e monforte
  • Abbinamento consigliato: primi piatti, secondi piatti e carni rosse
  • 100% Nebbiolo nelle vairetà Lampia, Rosè e Michet
Bestseller No. 8
Torlasco Confezione Regalo Bottiglie Barolo Docg - Confezione da 2 X 750 ml
16 Recensioni
Torlasco Confezione Regalo Bottiglie Barolo Docg - Confezione da 2 X 750 ml
  • Confezione regalo per il re dei rossi piemontesi
  • Note di frutti rossi, grande struttura, gusto vellutato, austero ed equilibrato
  • Nebbiolo 100% coltivato negli 11 comuni di barolo e monforte
  • Abbinamento consigliato: primi piatti, secondi piatti e carni rosse
Bestseller No. 9
Cantine Ascheri Barolo docg - 750 ml
8 Recensioni
Cantine Ascheri Barolo docg - 750 ml
  • Bottiglia da 75 cl
  • Annata: 2016
  • Provenienza: Piemonte - Langhe
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Vino rosso di grande struttura, aromi di viola e frutti rossi, da invecchiamento
Bestseller No. 10
Sant'Orsola Barolo D.O.C.G. Siglati - 750 ml
16 Recensioni
Sant'Orsola Barolo D.O.C.G. Siglati - 750 ml
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Colore: Rosso granato con riflessi aranciati
  • Profumo: Intenso ed elegante di frutti maturi, note speziate e sentori di cuoio
  • Gusto: Asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato armonico con leggero aroma di liquirizia
  • Abbinamento: primi e secondi di carne, arrosti, formaggi stagionati

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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