Barolo 2012

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Vino Barolo 2012 (o simili): elenco delle offerte di Agosto 2022

Bestseller No. 1
Marchesi di Barolo Barolo Riserva 2012
  • Rossi
  • Barolo DOCG
  • Piemonte
  • DOCG
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Barolo Lazzarito Vietti 2012
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Bestseller No. 3
Barolo DOCG Falletto 2012 Bruno Giacosa
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Bestseller No. 4
Batasiolo, BAROLO DOCG CEREQUIO, Vino Rosso Fermo Secco, Fine e Signorile, Sapore Speziato e Tannico
  • CARATTERI DISTINTIVI: Un Barolo profumato, signorile e terziarizzato. Il cru Cerequio dona sempre grandi soddisfazioni a chi cerca un vino dalle chiare note esotiche, speziate, che sappia accompagnare un secondo importante e non tema l’approccio accademico.
  • VINIFICAZIONE: Le uve di Nebbiolo, raccolte manualmente nella prima metà di ottobre, vengono diraspate, macerate e lasciate in fermentazione sulle bucce per almeno 10-12 giorni in vasche di acciaio, a temperatura controllata, con periodici rimontaggi. La maturazione avviene dapprima in botti di rovere di Slavonia, dopodiché l’affinamento prosegue in bottiglia.
  • VITIGNI: Considerato il "Re dei vini", deriva dalla vinificazione delle uve Nebbiolo in purezza. La buccia sottile, un lungo ciclo vegetativo, il colore scarico e una nobile astringenza sono le caratteristiche varietali predominanti per il simbolo del Piemonte e dell'Italia nel mondo.
  • TERRITORIO: Dai versanti spioventi di La Morra e Barolo, due dei più grandi Cru della denominazione. Un vigneto ambizioso, solitario per tipicità ed impressionistico nel trasmettere emozioni avvolgenti. Cerequio occupa un posto speciale per gli amanti del Barolo speziato, dai profumi boschivi e i sapori terragni. Un chiaro esempio di quanto l’uva Nebbiolo possa impreziosirsi quando proveniente dai suoli appropriati. L’esposizione a Sud/Sud-Est permette ai vigneti di godere delle prime luci per poi rinfrescare verso sera.
  • BRAND: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.
Bestseller No. 5
Nipozzano Riserva - Castello Nipozzano - Chianti Rufina Riserva Docg - Frescobaldi - 1 Bottiglia da 750 ml
74 Recensioni
Nipozzano Riserva - Castello Nipozzano - Chianti Rufina Riserva Docg - Frescobaldi - 1 Bottiglia da 750 ml
  • Sangiovese e uve complementari
  • Note: un vino di carattere, elegante, fresco e minerale; le sue note fruttate, speziate e leggermente tostate lo rendono la rappresentazione perfetta di questo terroir così particolare
  • Abbinamento: carne rossa alla griglia, agnello al forno, pecorino poco stagionato
Bestseller No. 6
Marchesi di Barolo Barbaresco La Tradizione 2012
  • Zona di produzione: Barolo (cn) ? Piemonte - Uve: Nebbiolo 100%
  • Affinamento: 12 mesi in botti di rovere di slavonia e di rovere francese da 30hl e 12 mesi in bottiglia - Colore: Rosso
  • Al naso: Profumi ampi di frutti rossi, viola e spezie - Al palato: Sapido, fruttato e lungo
  • Temperatura di servizio: 18-20 - Abbinamenti gastronomici: Piatti a base di carne
  • Grado alcolico: 14.5% vol
Bestseller No. 7
Barolo DOCG Borgogno 2012
  • Piemonte
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo
Bestseller No. 9
Lo Zoccolaio - Vino Rosso - Barbera d'Alba DOC Superiore Suculè + Cassa Legno 1 X 750 ml
127 Recensioni
Lo Zoccolaio - Vino Rosso - Barbera d'Alba DOC Superiore Suculè + Cassa Legno 1 X 750 ml
  • Vitigno: Barbera
  • Colore: rosso rubino intenso e brillante
  • Profumo: intensi profumi di rosa varietale, frutti rossi maturi, note di vaniglia
  • Gusto: resco e morbido, molto equilibrato e con buona raffinatezza e persistenza
  • Abbinamenti: pasta fresca con ragù di carne, ravioli di carne, bolliti, roastbeef e bistecche, carni suine
OffertaBestseller No. 10
Lo Zoccolaio - Vino Rosso - Pinot Nero DOC Re Noir 1 X 750 ml
22 Recensioni
Lo Zoccolaio - Vino Rosso - Pinot Nero DOC Re Noir 1 X 750 ml
  • Vitigno: Pinot Nero
  • Colore: Rosso intenso.
  • Profumo: Delicato ed equilibrato tra spezie e frutti rossi.
  • Gusto: intenso e pieno, di grande soddisfazione e persistenza.
  • Abbinamento: Può essere servito facilmente con menu nazionali, anche della cucina internazionale.

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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