Barolo 2015

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Vino Barolo 2015 (o simili): elenco delle offerte di Dicembre 2021

Bestseller No. 1
BAROLO DOCG 2015 Lebon Vino Rosso
  • Barolo DOCG Lebon con pregiata etichetta in sughero, vino di altissima qualità presenta un colore rosso intenso con lievi sfumature aranciate. Prodotto sulle colline di Serralunga d’Alba (Cuneo)
  • Profumo delicato ma persistente di sottobosco, tartufo bianco, goudron, liquirizia, spezie, caffè e scatola di sigari. Gusto corposo, delicato e con forte personalità
  • Vinificazione in vasche di acciaio inox a 28/30°c per 22 giorni e affinamento in botti di rovere di slavonia per 5 anni. Vendemmia a mano
  • Questo Barolo DOCG accompagna perfettamente formaggi stagionati,carni rosse alla griglia, selvaggina, piatti ai funghi, primi e secondi anche di cucina internazionale
  • Si consiglia una temperatura di servizio di 20-22°C
Bestseller No. 3
Rattalino Barolo 34 2015
  • Rossi
  • Barolo DOCG
  • Piemonte
  • DOCG
Bestseller No. 4
Barolo Riserva Ravera DOCG Lo Zoccolaio 2015 0,75 ℓ
  • Il Barolo Ravera è prodotto con le uve dei cru più importanti di Novello, garanzia di aromi fini, grande complessità.
  • l terreno prevalentemente calcareo di questo vigneto storico aggiunge eleganza e struttura al vino, lo rende ideale per l’invecchiamento.
  • Austero e severo nei suoi primi anni di vita. Il Barolo Ravera non perde la sua tipicità con il passare del tempo.
  • Dopo la raccolta arriva la diraspatura, pigiatura soffice, segue una fermentazione in vasche di acciaio Inox a temperatura controllata di 28°C.
  • Questo consiste nel lasciare il mosto in contatto con le bucce per 18gg. Dopo la svinatura, in cantina vengono create le condizioni ideali per una perfetta fermentazione malolattica.
Bestseller No. 5
Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
1 Recensioni
Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Barolo DOCG del Comune di Monforte d'Alba, vino rosso italiano. Il Barolo Monforte d'Alba è ottenuto da uve Nebbiolo, provenienti solo da vigneti situati nel comune di Monforte d'Alba, uno degli 11 che compongono la zona del Barolo
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Bestseller No. 6
Barolo DOCG 2015 - Prunotto 375Ml
  • Annata: 2015
  • Denominazione: Barolo DOCG
  • Vitigni: nebbiolo 100%
  • Alcol: 13.5%
  • Formato: 0.375l
Bestseller No. 7
BAROLO 2015 RAVERA DOCG COGNO
  • BAROLO 2015 RAVERA DOCG COGNO
Bestseller No. 8
Barolo Cannubi DOCG Damilano 2015
  • Cannubi è considerato il Grand Cru del Barolo, un vino straordinario in fatto di stile ed eleganza.
  • L’assoluta qualità delle uve provenienti dalla collina di Cannubi è determinata dalla particolare composizione del terreno: sono suoli poco evoluti, costituiti da marne argillose grigio-biancastre in superficie. Il terreno dove si trovano le vigne di Damilano ha un’alta percentuale di sabbia (fino al 45%) che regala alle uve profumi intensi di ciliegia, prugna e tabacco, rosa e viola in evoluzione.
  • Poco potassio, buon calcio e magnesio conferiscono al vino finezza ed eleganza. Di colore intenso e vivo, il vino si presenta con una concentrazione polifenolica elevata.
  • Allo sguardo colpisce il suo colore rosso rubino granato con limitata presenza di riflessi aranciati e un profumo ampio, avvolgente, con evidenti note fruttate di ciliegia e prugna e sentori evoluti di tabacco, liquirizia e cacao
  • All’assaggio il palato viene avvolto da un sapore armonico, piacevolmente secco, con tannini morbidi e con sensazioni di corposità e pienezza
Bestseller No. 9
Barolo Massolino 2015
  • Barolo Massolino 2015
OffertaBestseller No. 10
Batasiolo, BAROLO DOCG 2017, Vino Rosso Fermo, Secco, Area di Produzione del Barolo DOCG, Vino Giovane dal Sapore Equilibrato
  • Caratteri Distintivi: Un Barolo buono da bere, formale e distinto ma pur sempre conviviale, intenso e pronto fin da subito. Ideale per i pasti domenicali in famiglia, è il perfetto vino da scegliere quando cerchiamo il risultato a prescindere della spesa.
  • Vinificazione: Dopo un’attenta selezione dai vigneti in La Morra, Serralunga, Barolo e Monforte, le uve vengono diraspate, macerate e lasciate in fermentazione sulle bucce per almeno 10-12 giorni in vasche di acciaio, a temperatura controllata, con periodici rimontaggi. La maturazione avviene in barrique di rovere francese e successivamente in serbatoi di acciaio inox. Dopo questo periodo l’affinamento prosegue in bottiglia.
  • Vitigni: Considerato il "Re dei vini", deriva dalla vinificazione delle uve Nebbiolo in purezza all'interno dell’area di produzione del Barolo. La buccia sottile, un lungo ciclo vegetativo, il colore scarico e una nobile astringenza sono le caratteristiche varietali predominanti per il simbolo del Piemonte e dell'Italia nel mondo.
  • Barolo “Classico”: La bellezza di un Barolo DOCG sta nella sua capacità di narrare storie differenti attraverso uno stesso calice. Nonostante i vigneti singoli riscuotano più apprezzamento, è nel loro assemblaggio che sta la vera maestria di un viticoltore, in grado di dare voce in capitolo a ciascuno e garantire ogni anno la proposta di un prodotto fiero e risoluto, opportunamente calibrato in ogni suo aspetto e relativamente semplice da degustare.
  • Brand: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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