Barolo 2015

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Vino Barolo 2015 (o simili): elenco delle offerte di Agosto 2022

Bestseller No. 1
BAROLO DOCG 2015 Lebon 0,75 l Vino rosso - pregiata etichetta in sughero - PROMO
3 Recensioni
BAROLO DOCG 2015 Lebon 0,75 l Vino rosso - pregiata etichetta in sughero - PROMO
  • Barolo DOCG Lebon con pregiata etichetta in sughero, vino di altissima qualità presenta un colore rosso intenso con lievi sfumature aranciate. Prodotto sulle colline di Serralunga d’Alba (Cuneo)
  • Profumo delicato ma persistente di sottobosco, tartufo bianco, goudron, liquirizia, spezie, caffè e scatola di sigari. Gusto corposo, delicato e con forte personalità
  • Vinificazione in vasche di acciaio inox a 28/30°c per 22 giorni e affinamento in botti di rovere di slavonia per 5 anni. Vendemmia a mano
  • Questo Barolo DOCG accompagna perfettamente formaggi stagionati,carni rosse alla griglia, selvaggina, piatti ai funghi, primi e secondi anche di cucina internazionale
  • Si consiglia una temperatura di servizio di 20-22°C
Bestseller No. 2
Barolo Fontanafredda 2015 DOCG 750ml + ASTUCCIO
  • Vinificazione: la fermentazione è di tipo tradizionale, effettuata in tini di acciaio inox a cappello galleggiante, con una durata media di 10-12 giorni a temperatura controllata (30-31 °C) e con frequenti rimontaggi. Segue una permanenza del mosto sulle bucce per qualche giorno, per ottimizzare la fase di estrazione delle sostanze polifenoliche e per favorire l'avvio della successiva fermentazione malolattica.
  • Affinamento: almeno due anni vengono trascorsi nelle grandi botti di rovere (di Slavonia e della Francia centrale). Segue poi l'imbottigliamento e un affinamento in bottiglia che non è mai inferiore ai 12 mesi.
  • Il frutto del lungo affinamento, grazie soprattutto alle doti naturali di questo prodotto, si sostanzia in un vino ricco di struttura, pieno e robusto, in grado di resistere bene negli anni.
  • Nel calice, il Barolo è vino affascinante sin dal colore, rosso rubino con riflessi granati che, col tempo, si fanno aranciati. Il profumo è netto e intenso, ampio, con sentori tipicamente di fiori appassiti, spezie, foglie secche e sottobosco.
  • Ideale l'accostamento a piatti di carni rosse, più o meno importanti a seconda dell'annata, e a formaggi di media o lunga stagionatura, ma può piacevolmente anche accompagnare l'amichevole conversare di fine pasto.
Bestseller No. 3
BAROLO DAGROMIS GAJA 2015
  • BAROLO DAGROMIS GAJA 2015
Bestseller No. 6
Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
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Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Barolo DOCG del Comune di Monforte d'Alba, vino rosso italiano. Il Barolo Monforte d'Alba è ottenuto da uve Nebbiolo, provenienti solo da vigneti situati nel comune di Monforte d'Alba, uno degli 11 che compongono la zona del Barolo
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Bestseller No. 7
BAROLO 2015 CIABOT MENTIN DOMENICO CLERICO
  • BAROLO 2015 CIABOT MENTIN DOMENICO CLERICO
Bestseller No. 8
Barolo Cannubi DOCG Damilano 2015
1 Recensioni
Barolo Cannubi DOCG Damilano 2015
  • Cannubi è considerato il Grand Cru del Barolo, un vino straordinario in fatto di stile ed eleganza.
  • L’assoluta qualità delle uve provenienti dalla collina di Cannubi è determinata dalla particolare composizione del terreno: sono suoli poco evoluti, costituiti da marne argillose grigio-biancastre in superficie. Il terreno dove si trovano le vigne di Damilano ha un’alta percentuale di sabbia (fino al 45%) che regala alle uve profumi intensi di ciliegia, prugna e tabacco, rosa e viola in evoluzione.
  • Poco potassio, buon calcio e magnesio conferiscono al vino finezza ed eleganza. Di colore intenso e vivo, il vino si presenta con una concentrazione polifenolica elevata.
  • Allo sguardo colpisce il suo colore rosso rubino granato con limitata presenza di riflessi aranciati e un profumo ampio, avvolgente, con evidenti note fruttate di ciliegia e prugna e sentori evoluti di tabacco, liquirizia e cacao
  • All’assaggio il palato viene avvolto da un sapore armonico, piacevolmente secco, con tannini morbidi e con sensazioni di corposità e pienezza
Bestseller No. 9
MASSOLINO Vigna Rionda Riserva Barolo 2015
  • MASSOLINO Vigna Rionda Riserva Barolo
  • 0,75 l bottle
Bestseller No. 10
Barolo DOCG Trentaquattro Rattalino 2015 0,75 L
  • VINIFICAZIONE condotta in vasche di acciaio, col sistema a cappello emerso e con la macerazione delle vinacce dai 13 ai 17 giorni. La temperatura di fermentazione viene controllata e mantenuta intorno ai 28-30 °C. La malolattica avviene a fine fermentazione e a svinatura ultimata.
  • INVECCHIAMENTO 24 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia, 12 mesi in vasca di acciaio e a seguire 6 mesi in bottiglia.
  • CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE vino potente, austero, elegante. Il colore appare granato intenso, al naso in gioventù appaiono fragranti sensazioni di rosa, viola e rabarbaro che vanno con l’età evolvendosi in note speziate, di pepe nero e tartufo. La bocca è imponente, equilibrata e con un finale molto persistente.

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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