Barolo 2019

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Vino Barolo 2019 (o simili): elenco delle offerte di Agosto 2022

Bestseller No. 1
Batasiolo, LANGHE DOC NEBBIOLO - Bottiglia in formato Magnum da 1,5 l di Vino Rosso Fermo Secco, Delicato e Pungente
4 Recensioni
Batasiolo, LANGHE DOC NEBBIOLO - Bottiglia in formato Magnum da 1,5 l di Vino Rosso Fermo Secco, Delicato e Pungente
  • IDEA REGALO: l'originale ed elegante cassetta di legno che racchiude la bottiglia diventa una perfetta idea regalo per ogni occasione
  • CARATTERI DISTINTIVI: Langhe Doc Nebbiolo è un vino che può accompagnare un intero pasto trovando perfetto abbinamento con i piatti di pasta, risotti, carni bianche e rosse e formaggi saporiti; si presenta alla vista con il suo caratteristico rosso rubino, al naso è delicato e fresco, al palato di buona intensità e persistenza, piacevolmente tannico
  • VINIFICAZIONE: Dopo la raccolta nel mese di ottobre, l’uva di Nebbiolo viene diraspata e lasciata fermentare sulle bucce per circa 10 giorni in vasche d'acciaio, a temperatura controllata e con periodici rimontaggi; segue un periodo di maturazione di almeno 6 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia e successivamente in serbatoi di acciaio inox, per poi completare l'affinamento in bottiglia
  • VITIGNI: La varietà simbolo della regione: bacca nera a buccia sottile, elevati tannini ed acidità sostenuta per un grappolo dal ciclo vegetativo lento, che nelle annate migliori garantisce vini corposi e durevoli nel tempo; in molti pensano che il suo nome derivi dalle “nebbie” che in autunno ricoprono i vigneti al momento del raccolto
  • TERRITORIO: Tra le caratteristiche più importanti del Nebbiolo, va ricordata una condizione che davvero lo lega al territorio piemontese: la sua massima espressione è in questa regione; poco prima degli anni 2000 viene assegnata la denominazione “Langhe”, da allora molti produttori presentano la loro versione di Nebbiolo
Bestseller No. 2
Batasiolo, DOLCETTO D'ALBA DOC BRICCO DI VERGNE, Vino Rosso Fermo Secco dalla Vigna Bricco di Vergne, Sapore Corposo e Fruttato
4 Recensioni
Batasiolo, DOLCETTO D'ALBA DOC BRICCO DI VERGNE, Vino Rosso Fermo Secco dalla Vigna Bricco di Vergne, Sapore Corposo e Fruttato
  • CARATTERI DISTINTIVI: Il Bricco di Vergne è un vino di grande armonicità e personalità, che trasmette intensi profumi fruttati e tutte le sensazioni dei vini giovani. Un sapore ricco, pieno, perfettamente fresco e bilanciato con un leggero retrogusto amarognolo.
  • VINIFICAZIONE: Dopo un’attenta selezione dei grappoli migliori dalla vigna Bricco di Vergne, le uve Dolcetto vengono diraspate e pigiate, prima di essere sottoposte al tradizionale processo di fermentazione in acciaio inox per circa 8-10 giorni. Al termine della fermentazione malolattica, in primavera, il vino prosegue l’affinamento in bottiglia.
  • CENNI STORICI: Anch’esso parte della storia del piemontese: in passato il Dolcetto era il cosiddetto “vino del contadino”, acquistato in damigiane e scarsamente apprezzato dal pubblico aristocratico. Il suo ciclo vegetativo è rapido e sopporta il clima più freddo. Nella sua migliore espressione produce vini dal colore purpureo, con tannini medio-alti e acidità media.
  • VITIGNI: Vigna situata nella frazione di Vergne a un’altezza che va dai 250 ai 450 metri di altezza. Per esposizione e pendenza è caratterizzata da temperature più rigide, ecco perché le sue uve vengono costantemente controllate, raccolte e vinificate separatamente.
  • BRAND: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.
Bestseller No. 3
Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
58 Recensioni
Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
  • Vitigno: nebbiolo
  • Colore: rosso granato con sfumature arancio mattone che si intensificano col passare del tempo
  • Profumo: intenso e complesso ma delicato ed etereo allo stesso tempo
  • Gusto: caldo, pieno e asciutto
  • Abbinamenti: carne di manzo, selvaggina e stufati, bistecca, agnello, vitello, coniglio, cinghiale e cervo, ideale con formaggi di media o vecchia stagionatura
OffertaBestseller No. 4
Barolo DOCG, Torlasco - 750 ml
264 Recensioni
Barolo DOCG, Torlasco - 750 ml
  • Aroma pieno, intenso ed equilibrato per il re dei rossi piemontesi
  • Note di frutti rossi, grande struttura, gusto vellutato, austero ed equilibrato
  • Nebbiolo 100% coltivato negli 11 comuni di barolo e monforte
  • Abbinamento consigliato: primi piatti, secondi piatti e carni rosse
  • 100% Nebbiolo nelle vairetà Lampia, Rosè e Michet
Bestseller No. 5
Toso S.p.a Toso Barolo DOCG, Vino Rosso prestigioso, Piemonte, 750ml
28 Recensioni
Toso S.p.a Toso Barolo DOCG, Vino Rosso prestigioso, Piemonte, 750ml
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Di colore rosso tendente al granato, con riflessi aranciati, ha profumo caratteristico, etereo e sapore vellutato, austero ed asciutto. Vendemmia 2016
  • Vino prestigioso, esprime al meglio le sue qualità in accompagnamento a selvaggina, carni rosse e formaggi stagionati
  • Servire a temperatura ambiente; si consiglia di stappare la bottiglia almeno un’ora del servizio
  • Piemonte; affinamento di almeno 38 mesi di cui 18 in botti di rovere/castagno
Bestseller No. 6
Usiglian del Vescovo Toscana Rosso Igt Mora del Roveto, 3 l
61 Recensioni
Usiglian del Vescovo Toscana Rosso Igt Mora del Roveto, 3 l
  • Bottiglia da 300 cl
  • Vitigni: cabernet sauvignon, merlot, sangiovese
  • Note di degustazione: al naso intenso con note evidenti di piccoli frutti rossi; al palato morbido e avvolgente con finale persistente e piacevole
  • Vinificazione: le uve vengono raccolte a mano e pigiate dopo una accurata cernita; la fermentazione manolattica avviane in serbatoi d'acciaio; si affina circa 8 mesi in barrique
  • Abbinamenti: carni bianche e rosse, pasta al ragù, lasagne e tutti i piatti della tradizione toscana
Bestseller No. 7
Langhe Nebbiolo DOC Cordero di Montezemolo 2019 0,75 L
  • Piemonte - Dal comune di La Morra, dalla raccolta delle uve di piante giovani (meno di 15 anni) dei vigneti di Nebbiolo da Barolo nel comune di La Morra
  • Nebbiolo 100% - Macerazione in vasche d’acciaio inox per ¾ giorni poi svinatura e fine della fermentazione per ulteriori 10/12 giorni.Affina in fusti di rovere di varie capacità. Imbottigliato in estate e commercializzato dopo 2 mesi di bottiglia
  • Dal colore viola acceso di media intensità, dona profumo di lampone, fragola e violetta. Fresco e robusto, dal sapore pieno e tannino dolce.Vino che da consumarsi preferibilmente nei primi anni di vita ma che ha buone capacità di invecchiare anche fino a 10 anni
  • Ottimo per accompagnare agnolotti con ragù, risotti succulenti, fettuccine, la classica finanziera piemontese, l’inera gamma di carni, dalle costolette di vitello o d’agnello al capretto arrosto, alla faraona con funghi, al coniglio con peperoni al rognone di vitello
Bestseller No. 8
Kit"Nebbiolo" Confezione da 3 Bottiglie: Batasiolo Langhe DOC Nebbiolo 2019 Batasiolo Barbaresco DOCG 2017 Batasiolo Barolo DOCG 2016
  • Kit "Nebbiolo" in Confezione da 3 Bottiglie
  • Langhe Doc Nebbiolo, Barbaresco e Barolo: il Kit di degustazione che rende omaggio a uno dei Vitigni più rappresentativi delle Langhe
  • Brand: Batasiolo, una miscela di tradizione e modernità
  • Adatto come regalo
  • Contenuto alcolico (alc/vol): 14.0 percent_by_volume
Bestseller No. 9
Marchesi di Barolo Barbera d'Alba Peiragal 2019
  • Rossi
  • Barbera d'Alba DOC
  • Piemonte
  • DOC
Bestseller No. 10
Marchesi di Barolo Barbera d'Alba Ruvei 2019
  • Rossi
  • Barbera d'Alba DOC
  • Piemonte
  • DOC

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

Speriamo tu abbia trovato il vino Barolo 2019 che cercavi. Buona degustazione!

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