Barolo bartolo mascarello

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Vino Barolo bartolo mascarello (o simili): elenco delle offerte di Novembre 2022

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Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
75 Recensioni
Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
  • Vitigno: nebbiolo
  • Colore: rosso granato con sfumature arancio mattone che si intensificano col passare del tempo
  • Profumo: intenso e complesso ma delicato ed etereo allo stesso tempo
  • Gusto: caldo, pieno e asciutto
  • Abbinamenti: carne di manzo, selvaggina e stufati, bistecca, agnello, vitello, coniglio, cinghiale e cervo, ideale con formaggi di media o vecchia stagionatura
Bestseller No. 4
Monte Antico 2016 - Toscana IGT - Top 100 Wine Enthusiast - Vino Toscano Rosso - 0.75L (3 Bottiglie)
8 Recensioni
Monte Antico 2016 - Toscana IGT - Top 100 Wine Enthusiast - Vino Toscano Rosso - 0.75L (3 Bottiglie)
  • WINE ENTHUSIAST TOP 100 per l’annata 2016 - Alc. 13% - Adatto Ai Vegani - Vivino 3,6 (Dic 2020)
  • PRODUZIONE: Prodotto in Toscana da uve 85% Sangiovese, 10% Cabernet, 5% Merlot
  • PROFUMO: Fruttato e elegante; colore rosso rubino con aromi di frutti rossi e spezie
  • ABBINAMENTI: Ideale con pasta al sugo, carni alla griglia, affettati e tutti i tipi di formaggi
  • FERMENTAZIONE: FERMENTATO in vasche di acciaio inox e invecchiato 18 mesi in botti di rovere slavonia e barrique
Bestseller No. 5
Barolo Bartolo Mascarello 2015
  • Barolo Bartolo Mascarello 2015
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Batasiolo, BAROLO DOCG BRUNATE, 750 ml, Fermo Rosso Vino Secco Barolo La Morra Brunate Langhe Botte Rovere Nebbiolo Granato Viola Fiori Floreale Fruttato Freschezza Tannino
1 Recensioni
Batasiolo, BAROLO DOCG BRUNATE, 750 ml, Fermo Rosso Vino Secco Barolo La Morra Brunate Langhe Botte Rovere Nebbiolo Granato Viola Fiori Floreale Fruttato Freschezza Tannino
  • CARATTERI DISTINTIVI: Un Barolo adatto a tutto il pasto, che riecheggia i classici profumi floreali del Cru Brunate. Un Cru dalle spiccate sensazioni tanniche, capace di conservare freschezza e donare maturità organolettica nelle giuste occasioni.
  • VINIFICAZIONE: Le uve di Nebbiolo, raccolte manualmente nella prima metà di ottobre, vengono diraspate, macerate e lasciate in fermentazione sulle bucce per almeno 10-12 giorni in vasche di acciaio, a temperatura controllata, con periodici rimontaggi. La maturazione avviene in botti di rovere di Slavoni, dopodiché l’affinamento prosegue in bottiglia.
  • VITIGNI: Considerato il "Re dei vini", deriva dalla vinificazione delle uve Nebbiolo in purezza. La buccia sottile, un lungo ciclo vegetativo, il colore scarico e una nobile astringenza sono le caratteristiche varietali predominanti in Piemonte
  • TERRITORIO: Brunate interpreta magistralmente le marne blu di provenienza, arricchendo la propria intensità di leggiadri sentori floreali e richiamando il frutto maturo al palato. Un Barolo dalle molteplici espressioni, scorrevole e immediato, interpretazione vera del Cru di La Morra.
  • BRAND: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.
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Barolo Bartolo Mascarello 2013
  • Barolo Bartolo Mascarello 2013
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BARTOLO MASCARELLO Barolo 2017 Etichetta d'Autore
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  • -cornice con fiore in primo piano e paesaggio collinare in secondo piano-
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Barolo Bartolo Mascarello 2011
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Barolo Bartolo Mascarello 2012
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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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