Barolo borgogno

Cerchi il vino Barolo borgogno in offerta a Dicembre 2022? Probabilmente sai già che di Barolo borgogno ne esistono di diverse tipologie ed è prodotto da numerose cantine (es. Marchesi di Barolo, Fontanafredda, I Poderi Einaudi, ecc.).

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Vino Barolo borgogno (o simili): elenco delle offerte di Dicembre 2022

Bestseller No. 1
Barolo DOCG -Giacomo Borgogno- Riserva 1982 75cl 13,5%
  • Dai migliori vigneti di Barolo (Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole) nasce il Barolo Riserva 1982 Borgogno, caratterizzato dal tannino più potente degli ultimi 50 anni.
  • Lasciati affascinare dal colore rosso granato accompagnato dai più tipici sentori profumati: viola appassita, frutti rossi sotto spirito, note speziate.
  • Al palato è secco, e presenta tannini finalmente morbidi ma potenti, con un’ottima struttura ed equilibrio. La grande persistenza finale è poi il suo autentico carattere distintivo. Un’etichetta per veri intenditori.
  • Annata: 1982 Formato: 75 cl Paese: Italia Regione: Piemonte Vitigni: Nebbiolo 100%
Bestseller No. 2
Barolo DOCG -Giacomo Borgogno- Riserva 2005 75cl 13,5%
  • La Riserva 2005 dell'azienda Borgogno nasce da cinque dei migliori vigneti della denominazione Barolo (Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole).
  • La fermentazione viene effettuata con macerazione del sughero immerso. Il vino è invecchiato per 5 anni in grandi botti di rovere di Slavonia, seguito da un ulteriore 24 mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.
  • La Riserva 2005 della tenuta Borgogno è un nebbiolo al 100%
  • Il Barolo Riserva 2004 della tenuta di Borgogno è la perfetta espressione del suo terroir originale, esposto a sud/sud-est e piantato su terreni argillo-calcarei marnosi. Questo vino affascina per la sua grande eleganza, il suo bouquet che mescola armoniosamente aromi di viola e di frutti rossi e il suo grande potenziale d'invecchiamento.
  • Formato: 75 cl Gradazione: 13.5%
Bestseller No. 3
Lo Zoccolaio Barolo DOCG Riserva Ravera - Magnum - Cassa Legno - Vino Rosso - 1500 ml
11 Recensioni
Lo Zoccolaio Barolo DOCG Riserva Ravera - Magnum - Cassa Legno - Vino Rosso - 1500 ml
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Color: Rosso rubino che mostra una brillantezza cristallina.
  • Profumo: intenso, pieno e persistente; ricorda rose secche, fiori alpini e legno nobile.
  • Gusto: Aromi sfumati e persistenti e una buona acidità. Il Ravera è un vino piacevole e affascinante.
  • Abbinamenti: Può essere servito con grandi piatti a base di carne rossa e formaggi stagionati, può anche rendere piacevole il dopocena.
OffertaBestseller No. 4
Borgogno Barolo Liste 2015 - ml 750
  • Barolo DOCG Liste uve 100% Nebbiolo zone produzione Barolo – Mga Liste esposizione e altitudine sud / sud-est; da 270 a 330 mt s.l.m.; 6,75 ettari tipologia del terreno marne calcareo argillose, ricche di scheletro sistema di allevamento guyot modificato (archetto) densità dell’impianto 4.000 ceppi per ettaro epoca di vendemmia prime due settimane di Ottobre temperatura di servizio 18 °C
Bestseller No. 5
Barolo DOCG Borgogno 2016 0,75 L
2 Recensioni
Barolo DOCG Borgogno 2016 0,75 L
  • Dal 1761 la cantina più storica di Barolo. Ancora oggi le cantine sotterranee rappresentano una rara memoria storica di Langa, e i vini vengono prodotti secondo tradizione: lunghe fermentazioni spontanee senza l’utilizzo di lieviti selezionati in vasche di cemento, e lunghi affinamenti rigorosamente in grandi botti di rovere di Slavonia
  • Coltiviamo i nostri vigneti a Barolo, Madonna di Como, e nei Colli Tortonesi. Nel pieno rispetto della terra: non usiamo concimi chimici, non usiamo diserbanti, pratichiamo solamente trattamenti sostenibili, questo ci porterà con la vendemmia 2019 ad essere Biologici certificati
  • Fermentazione spontanea senza lieviti aggiunti in vasche in cemento di circa 12 giorni, con temperature a partire da 22 C fino ad arrivare a 29 C, con successiva macerazione a cappello sommerso per almeno 30 giorni a temperatura di 29 C. Di conseguenza dopo la svinatura si innesca la fermentazione malolattica, circa 15 giorni con temperatura costante a 22 C. Dopodiché il vino va in botti da 4500 L in rovere di slavonia ad affinare per 4 anni, seguono ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia
  • Il nostro Barolo nasce dall’unione nostri 5 vigneti cru a Barolo: Liste, Cannubi, Fossati, Cannubi San Lorenzo, San Pietro delle viole. Per questo esprime assieme l’eleganza e la potenza tipica del Barolo di Barolo e del vero Barolo di una volta
  • Rosso rubino con riflessi granato, leggermente aranciati. Al naso rivela bei profumi di viola appassita, note di piccoli frutti rossi e solo successivamente delicati sentori speziati. Al palato è secco, corposo, caratterizzato da un tannino austero ben bilanciato da un certo calore. Balsamico, chiude con un finale leggermente astringente, sul frutto. A tutto pasto, si abbina a piatti di carni rosse e a formaggi di media o lunga stagionatura. Anche da solo, a fine pasto
Bestseller No. 7
Barolo DOCG Borgogno 2017 0,75 ℓ
1 Recensioni
Barolo DOCG Borgogno 2017 0,75 ℓ
  • Piemonte
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo
Bestseller No. 8
Reversanti Barolo 2017 - Vino Piemontese Rosso - Vino Rosso Barolo DOCG - 0.75L (6 Bottiglie)
5 Recensioni
Reversanti Barolo 2017 - Vino Piemontese Rosso - Vino Rosso Barolo DOCG - 0.75L (6 Bottiglie)
  • PROFUMO: Intenso e persistente; colore rosso granata con aromi di rosa, liquirizia e spezie
  • PRODUZIONE: Prodotto in Piemonte; 100% da uva Nebbiolo
  • FERMENTAZIONE: Fermentato in vasche di acciaio inox e invecchiato 24 mesi in botti di rovere slavonia
  • ABBINAMENTI: Cacciagione, carne rossa alla griglia, piatti a base di tartufo e formaggi stagionati
  • GRADAZIONE: Alc. 14% - Valutazione Vivino 3,7 su 539 voti (Dic 2020)
Bestseller No. 10
Barolo Borgogno, cassetta in legno con 3 splendide annate 1998-2003-2011
  • Il Barolo di Borgogno è un elegante vino rosso prodotto con uve Nebbiolo che alla vista presenta un bel colore rosso granato intenso, con riflessi aranciati. Dal profumo intenso e composito, sviluppa un bouquet floreale e fruttato, con sentori di violetta e frutti di bosco, pepe e tabacco.
  • Al palato è equilibrato, con grande struttura e potenza, con un finale di grandi qualità e persistenza. E’ perfetto bere in abbinamento con paste ripiene, secondi di carne arrosto o stufata. E’ un ottimo vino da meditazione.
  • La cantina viene fondata da Bartolomeo Borgogno nel 1761: la storia della cantina e di questi vini è strettamente legata al 1861, anno dell’Unita d’Italia, in cui per il pranzo celebrativo viene utilizzato proprio il Barolo della cantina Borgogno.
  • Nel 1920 Cesare Borgogno gestisce la cantina: egli fu in grado di dimenticarsi di alcuni vini: in questo modo iniziano ad essere accumulati tutti i tipi di Barolo delle migliori annate. Oggi la cantina Borgogno produce solo vini tradizionali del Piemonte, e riesce a vendere oltre 60 000 bottiglie all’anno.

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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