Barolo cannubi

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Vino Barolo cannubi (o simili): elenco delle offerte di Dicembre 2022

Bestseller No. 1
Barolo DOCG -Giacomo Borgogno- Riserva 2005 75cl 13,5%
  • La Riserva 2005 dell'azienda Borgogno nasce da cinque dei migliori vigneti della denominazione Barolo (Liste, Cannubi, Cannubi San Lorenzo, Fossati, San Pietro delle Viole).
  • La fermentazione viene effettuata con macerazione del sughero immerso. Il vino è invecchiato per 5 anni in grandi botti di rovere di Slavonia, seguito da un ulteriore 24 mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.
  • La Riserva 2005 della tenuta Borgogno è un nebbiolo al 100%
  • Il Barolo Riserva 2004 della tenuta di Borgogno è la perfetta espressione del suo terroir originale, esposto a sud/sud-est e piantato su terreni argillo-calcarei marnosi. Questo vino affascina per la sua grande eleganza, il suo bouquet che mescola armoniosamente aromi di viola e di frutti rossi e il suo grande potenziale d'invecchiamento.
  • Formato: 75 cl Gradazione: 13.5%
Bestseller No. 2
Francesco Rinaldi Barolo Cannubi 2017
  • Rossi
  • Barolo DOCG
  • Piemonte
  • DOCG
Bestseller No. 3
BAROLO 2011 CANNUBI DOCG PIRA CHIARA BOSCHIS
  • BAROLO 2011 CANNUBI DOCG PIRA CHIARA BOSCHIS
Bestseller No. 5
Barolo Cannubi DOCG 2009 -Borgogno- 750ml 14.5%
  • Il Barolo Cannubi di Borgogno è un vino dallo stile classico e naturale, prodotto con uve Nebbiolo provenienti da vigneti collocati nel famoso Cru Cannubi, nel cuore delle Langhe. Elegante Barolo, si presenta alla vista con un colore rosso rubino con sfumature granata. Il bouquet è intenso e avvolgente, con note fruttate e speziate di frutta rossa, spezie, tabacco e legno.
  • Fermentazione naturale senza lieviti aggiunti, a temperatura controllata in vasche di cemento, invecchiamento per quattro anni in botti di rovere di Slavonia e di rovere francese, e da ultimo sei mesi di affinamento in bottiglia: semplici sono gli ingredienti e semplice è la ricetta, ma eccellente è il risultato, che prende il nome in questo caso di Barolo Cannubi, etichettato “Borgogno”
Bestseller No. 6
Batasiolo, BAROLO DOCG RISERVA, Vino Rosso Fermo Secco, Vino Maturo prodotto da uve di Nebbiolo, Sapore Corposo
11 Recensioni
Batasiolo, BAROLO DOCG RISERVA, Vino Rosso Fermo Secco, Vino Maturo prodotto da uve di Nebbiolo, Sapore Corposo
  • CARATTERI DISTINTIVI: Particolarmente apprezzabile per gli amanti dei vini rotondi e vellutati, questo soddisfacente rosso da meditazione rappresenta il compagno ideale di pasti formali e tradizionali, nonché un’etichetta ambita per occasioni di festa e regali d’impatto.
  • VINIFICAZIONE: Le uve di Nebbiolo, raccolte manualmente nella seconda metà di ottobre, vengono diraspate, macerate e lasciate in fermentazione sulle bucce per almeno 10-12 giorni in vasche di acciaio, a temperatura controllata, con periodici rimontaggi. La maturazione avviene in botti di rovere di Slavonia per un minimo di 18 mesi e successivamente in serbatoi di acciaio inox. Dopo questo periodo l’affinamento prosegue in bottiglia.
  • CENNI STORICI: Si pensa che i primi Barolo Riserva siano nati dalla dimenticanza da parte dei produttori delle loro botti in cantina. Paradossalmente, questa storia ha del verosimile e una volta rinvenuti, gli esemplari assaggiati risultavano decisamente accattivanti.
  • VITIGNI: Considerato il "Re dei vini", il Barolo deriva dalla vinificazione delle uve Nebbiolo in purezza all'interno degli undici comuni destinati. La buccia sottile, un lungo ciclo vegetativo, il colore scarico e una nobile astringenza sono le caratteristiche varietali predominanti in Piemonte.
  • BRAND: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.
Bestseller No. 8
Barolo Cannubi DOCG Borgogno 2013 0,75 L
1 Recensioni
Barolo Cannubi DOCG Borgogno 2013 0,75 L
  • Fermentazione naturale senza lieviti aggiunti in vasche in cemento di circa 12 giorni con temperature a partire da 22 C fino ad arrivare a 29 C con successiva macerazione a cappello sommerso per circa 40 – 50 giorni a temperatura di 29 C
  • Nebbiolo 100% - Di conseguenza dopo la svinatura si innesca la fermentazione malolattica durata 15 giorni con temperatura costante di 22 C. Dopodiché il vino va in botti da 4500 L in rovere di Slavonia e rovere Francese, ad affinare per 4 anni, per finire con 6 mesi di affinamento in bottiglia
  • Barolo

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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