Barolo chinato

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Vino Barolo chinato (o simili): elenco delle offerte di Agosto 2022

Bestseller No. 1
Batasiolo, BAROLO CHINATO, Vino Rosso Fermo, Dolce Amaricante, Vino Aromatizzato da Dessert e da Meditazione
13 Recensioni
Batasiolo, BAROLO CHINATO, Vino Rosso Fermo, Dolce Amaricante, Vino Aromatizzato da Dessert e da Meditazione
  • CARATTERI DISTINTIVI: il Barolo Chinato è un elegante vino da meditazione, dal colore rosso granato con riflessi color mattone. Tra i sentori olfattivi spiccano intensi profumi di spezie ed erbe, chiodi di garofano, rabarbaro; al palato conferma le note olfattive e completa il ventaglio aromatico con frutta secca, cacao e caramello. Etereo, vellutato, armonico e dal finale tipicamente amarognolo
  • VINIFICAZIONE: La produzione del Barolo Chinato segue la classica procedura del Barolo tradizionale di Batasiolo, al quale viene aggiunto un infuso a base di corteccia di china calissaia, spezie ed erbe aromatiche
  • VITIGNI: Una storia che risale agli albori del ‘900, quando grazie a Giuseppe Cappellano le riserve di Barolo invecchiate per almeno 10 anni cominciarono ad essere utilizzate per la produzione di questo fine pasto. I tannini ormai vellutati e l’acidità non più prorompente si integrano alla perfezione con l’infuso aromatico e fanno del Barolo Chinato, con il Vermouth, un vino aromatizzato territoriale e orgogliosamente caratteristico
  • TERRITORIO: La nomenclatura spesso non lascia spazio ad interpretazioni: questo vino aromatizzato è originario delle Langhe
  • BRAND: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.
OffertaBestseller No. 3
Barolo Chinato, Ceretto - 500 ml
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Barolo Chinato, Ceretto - 500 ml
  • Ingredienti: 100% vino barolo docg erbe aromatiche
  • All'assaggio è un continuo susseguirsi di sapori che si chiude con una nota piacevolmente amarognola perfettamente bilanciata dallo zucchero
  • Un ottimo fìne pasto e può accompagnare egregiamente dessert a base di cioccolato
  • Prodotto di ottima qualità
OffertaBestseller No. 4
Cocchi Barolo Chinato - 500 Ml
33 Recensioni
Cocchi Barolo Chinato - 500 Ml
  • Bottiglia da 50 cl
  • Tostato buccia d' arancia, chiodi di garofano, ciliegie, eucalipto e fichi secchi sono tutti presenti; questi sapori evolve al palato in una battaglia di amaro versus sweet cappotto personaggi che la lingua; rabarbaro, data, sultana, chiodi di garofano, cinque spezie e orange bitters
  • Vitigno: nebbiolo
Bestseller No. 5
VL BORGOGNO BAROLO CHINATO CL 50
1 Recensioni
VL BORGOGNO BAROLO CHINATO CL 50
  • Zona di produzione: Piemonte - Uve: Nebbiolo 100%
  • Affinamento: N.D. - Colore: Rosso
  • Al naso: Profumo caratteristico di erbe e concia - Al palato: Il gusto e' caldo, rotondo, morbido e persistente
  • Temperatura di servizio: 14-16 - Abbinamenti gastronomici: Nei bicerin
  • Grado alcolico: 16% vol
Bestseller No. 7
Barolo Chinato Borgogno 0.5 l
6 Recensioni
Barolo Chinato Borgogno 0.5 l
  • Piemonte Barolo Chinato Borgogno
  • Tutto nasce da un infuso di 37 diverse essenze che lasciamo a macerare in alcol per almeno due mesi: radici, foglie, fiori, semi, frutti.
  • Dagli aromi più comuni come vaniglia, chiodi di garofano, genziana, rabarbaro, ai più insoliti come sandalo, cardamomo, calamo, macis fino.
  • Ma non ve le diciamo tutte… è un segreto!
  • Protagonista di questo vino aromatizzato è ovviamente la china nelle sue 3 classiche varietà: Calisaya, Soccimano, Soccirubra.
Bestseller No. 8
Barolo Chinato Cocchi 0.5 l
27 Recensioni
Barolo Chinato Cocchi 0.5 l
  • Zona di produzione: - Uve:
  • Affinamento: - Colore:
  • Al naso: - Al palato:
  • Temperatura di servizio: - Abbinamenti gastronomici:
  • Grado alcolico: % vol
Bestseller No. 9
Marchesi Di Barolo Barolo Chinato 50 Cl. - s.a.
4 Recensioni
Marchesi Di Barolo Barolo Chinato 50 Cl. - s.a.
  • Zona di produzione: Barolo (cn) ? Piemonte - Uve: Nebbiolo Da Barolo, Aromi Naturali
  • Affinamento: - Colore: Rosso
  • Al naso: Note di frutti neri e spezie dolci - Al palato: Dolce e aromatico
  • Temperatura di servizio: 14-16 - Abbinamenti gastronomici: Dolci, cioccolato, vino da meditazione
  • Grado alcolico: 16,5+1,5% vol
Bestseller No. 10
Rovero Barolo Chinato 0.5L
  • Dolci
  • Barolo DOCG
  • Piemonte
  • DOCG

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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