Barolo fontanafredda

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Vino Barolo fontanafredda (o simili): elenco delle offerte di Maggio 2021

Bestseller No. 2
Fontanafredda Serralunga D'Alba Barolo Docg 2014 Vino Rosso - 750 ml
  • Il colore è rosso granato con riflessi rubini
  • Naso netto e intenso con sentori di vaniglia, spezie
  • Corposo, vellutato e ben equilibrato
  • Secco, morbido, vellutato, armonico
  • Ideale con grandi piatti di carne rossa
Bestseller No. 3
Cassetta da 3 bottiglie: Barolo Serralunga d'Alba, Barbera d'Alba Raimonda, Roero Arneis Pradalupo Fontanafredda Fontanafredda 0,75 L Cassetta di legno
  • Nel calice, il Barolo è vino affascinante sin dal colore, rosso rubino con riflessi granati che, col tempo, si fanno aranciati. Il profumo è netto e intenso, ampio, con sentori tipicamente di fiori appassiti, spezie, foglie secche e sottobosco
  • Il Barbera d'Alba Raimonda ha un colore rosso rubino intenso, da giovane, tende al rosso granato con l'invecchiamento. Il profumo è assai intenso e caratteristico, floreale e fruttato al tempo stesso, con leggeri e piacevoli sentori di legno, spezie e vaniglia. Il sapore è ampio, persistente, piacevolmente secco e vellutato. Già buono dopo due anni dalla vendemmia, si avvantaggia ancora di un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia, a completarne carattere e personalità
  • Il Roero Arneis Pradalupo ha un colore giallo paglierino intenso con riflessi verdolini. All’olfatto il bouquet ricorda il profumo dei frutti esotici, della pera matura dei fiori di biancospino e del miele di acacia. In bocca è piacevolmente avvolgente, morbido, dolce con l’acidità che dona freschezza e sapidità al retrogusto. Servito fresco è un grande aperitivo A tavola è ideale con gli antipasti a base di pesce, primi piatti leggeri, risotti e paste
Bestseller No. 4
Barolo Serralunga D'Alba - 2015 - cantina Fontanafredda
  • Barolo DOCG Uva da cui è prodotto: Nebbiolo Affinamento: 24 mesi in botte – 12 mesi in bottiglia Temperatura di servizio: 18° C Gradazione alcolica: 13,5% vol.
  • Vinificazione: la fermentazione e’, secondo tradizione, effettuata a temperatura controllata (30-31 °C) in tini di acciaio inox a cappello galleggiante, per una durata di 15 giorni, con frequenti rimontaggi per ottimizzare l’estrazione delle sostanze polifenoliche.
  • Affinamen- to: un anno in barriques di rovere di Allier e un ulteriore anno in botti di 2.000-3.000 litri. Dopo una leggera chiarifica, il vino viene imbottigliato per un ulteriore affinamento, che varia in funzione delle caratteristi- che dell’annata, ma che non e’ mai inferiore a 12 mesi.
  • Affinamento: L’apice si raggiunge dopo 8-10 anni dalla vendemmia, ma varia poi nella durata, anche sensibilmente, a seconda delle annate.
  • NOTE DI DEGUSTAZIONI Il colore del vino e’ rosso rubino con riflessi granati. Il profumo e’ netto e intenso, con sentori di vaniglia, spezie, rosa appassita e sottobosco. Il sapore e’ asciutto, morbido, pieno, vellutato, armonico e lungamente persistente.
Bestseller No. 5
Fontanafredda Le Righe Barolo Chinato Vino Rosso - 500 ml
  • Un vino rosso rubino scuro
  • Rotondo pronunciato, caratteristico vellutato
  • Bellissimi aromi agrodolci nel gusto
  • Estremamente complesso con aromi di cannella, chiodi di garofano, noce moscata ed erbe selvatiche
  • Adatto sia come aperitivo che come digestivo
Bestseller No. 6
Barolo DOCG Fontanafredda 2017 0,75 L
  • Vinificazione: la fermentazione è di tipo tradizionale, effettuata in tini di acciaio inox a cappello galleggiante, con una durata media di 10-12 giorni a temperatura controllata (30-31 °C) e con frequenti rimontaggi. Segue una permanenza del mosto sulle bucce per qualche giorno, per ottimizzare la fase di estrazione delle sostanze polifenoliche e per favorire l'avvio della successiva fermentazione malolattica
  • Affinamento: almeno due anni vengono trascorsi nelle grandi botti di rovere (di Slavonia e della Francia centrale). Segue poi l'imbottigliamento e un affinamento in bottiglia che non è mai inferiore ai 12 mesi
  • Il frutto del lungo affinamento, grazie soprattutto alle doti naturali di questo prodotto, si sostanzia in un vino ricco di struttura, pieno e robusto, in grado di resistere bene negli anni
  • Nel calice, il Barolo è vino affascinante sin dal colore, rosso rubino con riflessi granati che, col tempo, si fanno aranciati. Il profumo è netto e intenso, ampio, con sentori tipicamente di fiori appassiti, spezie, foglie secche e sottobosco
  • Ideale l'accostamento a piatti di carni rosse, più o meno importanti a seconda dell'annata, e a formaggi di media o lunga stagionatura, ma può piacevolmente anche accompagnare l'amichevole conversare di fine pasto
Bestseller No. 7
Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Barolo DOCG del Comune di Monforte d'Alba, vino rosso italiano. Il Barolo Monforte d'Alba è ottenuto da uve Nebbiolo, provenienti solo da vigneti situati nel comune di Monforte d'Alba, uno degli 11 che compongono la zona del Barolo
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Bestseller No. 9
Barolo DOCG Vigna La Rosa Fontanafredda 2016 0,75 ℓ
  • Fontanafredda nasce da una storia d'amore: quello tra Re Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin.
  • Nebbiolo 100%
  • a tenuta di Fontanafredda viene acquistata nel 1858 da Vittorio Emanuele II per essere data in dono alla Bela Rosin
  • Una storia di successi, e difficoltà, fino alla cessione delle tenute a Monte dei Paschi di Siena. Nel 2009 Fontanafredda, dopo 70 anni, torna in mani piemontesi.
  • Il Fontanafredda Barolo DOCG Vigna La Rosa ha un colore rosso rubino con riflessi granati nel bicchiere.

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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