Barolo fontanafredda

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Vino Barolo fontanafredda (o simili): elenco delle offerte di Agosto 2022

Bestseller No. 1
Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
1 Recensioni
Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Barolo DOCG del Comune di Monforte d'Alba, vino rosso italiano. Il Barolo Monforte d'Alba è ottenuto da uve Nebbiolo, provenienti solo da vigneti situati nel comune di Monforte d'Alba, uno degli 11 che compongono la zona del Barolo
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Bestseller No. 2
Fontanafredda Serralunga D'Alba Barolo Docg Vino Rosso - 750 ml
1 Recensioni
Fontanafredda Serralunga D'Alba Barolo Docg Vino Rosso - 750 ml
  • Il colore è rosso granato con riflessi rubini
  • Naso netto e intenso con sentori di vaniglia, spezie
  • Corposo, vellutato e ben equilibrato
  • Secco, morbido, vellutato, armonico
  • Ideale con grandi piatti di carne rossa
Bestseller No. 3
Barolo DOCG Vigna La Rosa Fontanafredda 2016 0,75 ℓ
  • Fontanafredda nasce da una storia d'amore: quello tra Re Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin.
  • Nebbiolo 100%
  • a tenuta di Fontanafredda viene acquistata nel 1858 da Vittorio Emanuele II per essere data in dono alla Bela Rosin
  • Una storia di successi, e difficoltà, fino alla cessione delle tenute a Monte dei Paschi di Siena. Nel 2009 Fontanafredda, dopo 70 anni, torna in mani piemontesi.
  • Il Fontanafredda Barolo DOCG Vigna La Rosa ha un colore rosso rubino con riflessi granati nel bicchiere.
Bestseller No. 6
Barolo DOCG Proprietà in Fontanafredda Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Il Barolo Proprietà in Fontanafredda sorge nei filari dall'omonimo cru Fontanafredda, situato al confine tra i terreni elveziani e tortoniani della DOCG Barolo
  • Si caratterizza per un colore rosso granato di media intensità, con riflessi rubino. All'olfatto dona un profumo ricco e avvolgente di frutta rossa, arricchite da eleganti note di viola. In bocca si rivela fresco e fruttato, con tannini compatti e ben levigati che accompagnano verso un finale gradevolmente lungo e persistente.
  • Si sposa alla perfezione con carni rosse e formaggi di stagionatura medio-lunga
Bestseller No. 7
Barolo Serralunga D'Alba MB 0,375 lt. - 2012 - Cantina Fontanafredda
  • Il colore del vino è rosso rubino con riflessi granati. Il profumo è netto e intenso
  • con sentori di vaniglia
  • spezie
  • rosa appassita e sottobosco. Il sapore è asciutto ma morbido
  • pieno
Bestseller No. 8
VL BORGOGNO BAROLO CHINATO CL 50
1 Recensioni
VL BORGOGNO BAROLO CHINATO CL 50
  • Zona di produzione: Piemonte - Uve: Nebbiolo 100%
  • Affinamento: N.D. - Colore: Rosso
  • Al naso: Profumo caratteristico di erbe e concia - Al palato: Il gusto e' caldo, rotondo, morbido e persistente
  • Temperatura di servizio: 14-16 - Abbinamenti gastronomici: Nei bicerin
  • Grado alcolico: 16% vol
Bestseller No. 10
Barolo di Serralunga d'Alba DOCG, Fontanafredda 75 cl. (case of 6)
  • Abbinamenti al cibo: Beef, mature cheese
  • Regione: Piemonte / Italy
  • UVE: 100% Nebbiolo

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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