Barolo fontanafredda 2015

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Vino Barolo fontanafredda 2015 (o simili): elenco delle offerte di Luglio 2021

Bestseller No. 2
Barolo DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Vinificazione: la fermentazione è di tipo tradizionale, effettuata in tini di acciaio inox a cappello galleggiante, con una durata media di 10-12 giorni a temperatura controllata (30-31 °C) e con frequenti rimontaggi. Segue una permanenza del mosto sulle bucce per qualche giorno, per ottimizzare la fase di estrazione delle sostanze polifenoliche e per favorire l'avvio della successiva fermentazione malolattica
  • Affinamento: almeno due anni vengono trascorsi nelle grandi botti di rovere (di Slavonia e della Francia centrale). Segue poi l'imbottigliamento e un affinamento in bottiglia che non è mai inferiore ai 12 mesi
  • Il frutto del lungo affinamento, grazie soprattutto alle doti naturali di questo prodotto, si sostanzia in un vino ricco di struttura, pieno e robusto, in grado di resistere bene negli anni
  • Nel calice, il Barolo è vino affascinante sin dal colore, rosso rubino con riflessi granati che, col tempo, si fanno aranciati. Il profumo è netto e intenso, ampio, con sentori tipicamente di fiori appassiti, spezie, foglie secche e sottobosco
  • Ideale l'accostamento a piatti di carni rosse, più o meno importanti a seconda dell'annata, e a formaggi di media o lunga stagionatura, ma può piacevolmente anche accompagnare l'amichevole conversare di fine pasto
Bestseller No. 3
Barolo Monforte d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Barolo DOCG del Comune di Monforte d'Alba, vino rosso italiano. Il Barolo Monforte d'Alba è ottenuto da uve Nebbiolo, provenienti solo da vigneti situati nel comune di Monforte d'Alba, uno degli 11 che compongono la zona del Barolo
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Bestseller No. 4
Barolo DOCG Proprietà in Fontanafredda Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Il Barolo Proprietà in Fontanafredda sorge nei filari dall'omonimo cru Fontanafredda, situato al confine tra i terreni elveziani e tortoniani della DOCG Barolo
  • Si caratterizza per un colore rosso granato di media intensità, con riflessi rubino. All'olfatto dona un profumo ricco e avvolgente di frutta rossa, arricchite da eleganti note di viola. In bocca si rivela fresco e fruttato, con tannini compatti e ben levigati che accompagnano verso un finale gradevolmente lungo e persistente.
  • Si sposa alla perfezione con carni rosse e formaggi di stagionatura medio-lunga
Bestseller No. 7
Barolo Serralunga D'Alba - 2015 - cantina Fontanafredda
  • Barolo DOCG Uva da cui è prodotto: Nebbiolo Affinamento: 24 mesi in botte – 12 mesi in bottiglia Temperatura di servizio: 18° C Gradazione alcolica: 13,5% vol.
  • Vinificazione: la fermentazione e’, secondo tradizione, effettuata a temperatura controllata (30-31 °C) in tini di acciaio inox a cappello galleggiante, per una durata di 15 giorni, con frequenti rimontaggi per ottimizzare l’estrazione delle sostanze polifenoliche.
  • Affinamen- to: un anno in barriques di rovere di Allier e un ulteriore anno in botti di 2.000-3.000 litri. Dopo una leggera chiarifica, il vino viene imbottigliato per un ulteriore affinamento, che varia in funzione delle caratteristi- che dell’annata, ma che non e’ mai inferiore a 12 mesi.
  • Affinamento: L’apice si raggiunge dopo 8-10 anni dalla vendemmia, ma varia poi nella durata, anche sensibilmente, a seconda delle annate.
  • NOTE DI DEGUSTAZIONI Il colore del vino e’ rosso rubino con riflessi granati. Il profumo e’ netto e intenso, con sentori di vaniglia, spezie, rosa appassita e sottobosco. Il sapore e’ asciutto, morbido, pieno, vellutato, armonico e lungamente persistente.
Bestseller No. 8
Barolo Serralunga D'Alba - 2015 - cantina Fontanafredda
  • Il colore del vino è rosso rubino con riflessi granati. Il profumo è netto e intenso
  • con sentori di vaniglia
  • spezie
  • rosa appassita e sottobosco. Il sapore è asciutto ma morbido
  • pieno
Bestseller No. 9
Barolo Serralunga d'Alba DOCG Fontanafredda 2015 0,75 L
  • Vinificazione: la fermentazione è, secondo tradizione, effettuata a temperatura controllata (30-31° C) in tini di acciaio inox a cappello galleggiante, per una durata di 15 giorni, con frequenti rimontaggi per ottimizzare l’estrazione delle sostanze polifenoliche.
  • Affinamento: un anno in barriques di rovere di Allier e un ulteriore anno in botti di 2.000-3.000 litri, sempre di rovere di Allier. Dopo una leggera chiarifica, il vino viene imbottigliato per un ulteriore affinamento, che varia in funzione delle caratteristiche dell’annata, ma che non è mai inferiore a 12 mesi. L’apice dell’affinamento si raggiunge dopo 8-10 anni dalla vendemmia, ma varia poi nella durata, anche sensibilmente, a seconda delle annate
  • Il colore del vino è rosso rubino con riflessi granati. Il profumo è netto e intenso, con sentori di vaniglia, spezie, rosa appassita e sottobosco. Il sapore è asciutto, morbido, pieno, vellutato, armonico e lungamente persistente.
  • Ideale nell’accostamento a piatti di carni rosse importanti e a formaggi di media e lunga stagionatura. Può piacevolmente anche accompagnare il conversare di fine pasto.
OffertaBestseller No. 10
Batasiolo, BAROLO CHINATO, Vino Rosso Fermo, Dolce Amaricante, Vino Aromatizzato da Dessert e da Meditazione
  • Caratteri distintivi: il Barolo Chinato è un elegante vino da meditazione, dal colore rosso granato con riflessi color mattone. Tra i sentori olfattivi spiccano intensi profumi di spezie ed erbe, chiodi di garofano, rabarbaro; al palato conferma le note olfattive e completa il ventaglio aromatico con frutta secca, cacao e caramello. Etereo, vellutato, armonico e dal finale tipicamente amarognolo.
  • Vinificazione: La produzione del Barolo Chinato segue la classica procedura del Barolo tradizionale di Batasiolo, al quale viene aggiunto un infuso a base di corteccia di china calissaia, spezie ed erbe aromatiche.
  • Vitigni: Una storia che risale agli albori del ‘900, quando grazie a Giuseppe Cappellano le riserve di Barolo invecchiate per almeno 10 anni cominciarono ad essere utilizzate per la produzione di questo fine pasto. I tannini ormai vellutati e l’acidità non più prorompente si integrano alla perfezione con l’infuso aromatico e fanno del Barolo Chinato, con il Vermut, un vino aromatizzato territoriale e orgogliosamente caratteristico.
  • Territorio: La nomenclatura spesso non lascia spazio ad interpretazioni: questo vino aromatizzato è originario delle Langhe e della provincia di Cuneo; sono pochi i produttori esterni che sperimentano la sua produzione e spesso le differenze tra l’uno e l’altro si devono proprio alla posizione dei vigneti di Nebbiolo ed alle diverse scelte di maturazione e affinamento.
  • Brand: Batasiolo, una miscela di tradizione e modernità. Alla continua ricerca della migliore sinergia con la natura: le migliori innovazioni tecnologiche per l’analisi e il monitoraggio permettono di intervenire solo se necessario e di avere cura di ogni aspetto che concorre a creare vini di eccellente qualità.

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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