Barolo oddero

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Vino Barolo oddero (o simili): elenco delle offerte di Dicembre 2022

Bestseller No. 1
ODDERO BAROLO 2016 DOCG 75 CL
  • Piemonte
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo
Bestseller No. 2
Oddero Barolo Villero 2017
  • Piemonte Barolo Villero DOCG Oddero
  • Nebbiolo 100%
  • Grande cura ed attenzione alla coltivazione della vite, severa selezione manuale delle uve sia in vigneto, sia in cantina su nastro trasportatore.
  • Diraspatura e pigiatura molto soffice, con sgranellatrice, fermentazione e macerazione per 25 giorni circa.
  • In botti di rovere di hl 40, per una durata di 30 mesi.
Bestseller No. 3
Barolo DOCG Oddero 2017 0,75 L
  • Vinificazione Rigida selezione manuale delle uve in vigneto. La fermentazione e la macerazione in acciaio inox per 20 giorni a temperatura controllata di 28-29° C avvengono separatamente per i tre vigneti, come anche la malolattica.
  • Affinamento separato dei Barolo di provenienza dai diversi vigneti in botti di rovere austriaco e di Slavonia, da 40 -60 e 75 Hl, per una durata di 30 mesi. Assemblaggio in primavera, imbottigliamento a fine estate, ulteriore affinamento in bottiglia, prima della commercializzazione, per un periodo di sei mesi.
  • Color rosso granato brillante, con riflessi più caldi con il passare del tempo. Profumo inconfondibile, assai gradevole, intenso ed etereo, molto persistente, a volte speziato, con sentori di tartufo, liquirizia, fiori appassiti. Sapore asciutto, con tannini importanti e pieni.
Bestseller No. 4
Barolo Oddero 2017
  • Barolo Oddero
  • 0.75 L Bottle
Bestseller No. 5
Barolo DOCG Oddero 2014 0,75 L
  • Piemonte
  • Nebbiolo 100%
  • Barolo
Bestseller No. 6
Oddero - Barolo Classico. Vino Rosso. Mr
  • VINIFICAZIONE: Rigida selezione manuale delle uve in vigneto. La fermentazione e macerazione in acciaio inox per 20 giorni a temperatura controllata di 28-29°C avvengono separatamente per i tre vigneti, così come la malotattica
  • AFFINAMENTO: Separato dei Barolo di provenienza dai diversi vigneti in botti di rovere austriaco e di Slavonia, da 40 60 e 75 Hl per una durata di 30 mesi Assemblaggio in primavera, imbottigliamento a fine estate. Ulteriore affinamento in bottiglia prima della commercializzazione per un periodo di sei mesi
  • COLORE: Rosso granato brillante con riflessi più caldi col passare del tempo
  • PROFUMO: Risulta inconfondibile, assai gradevole, intenso ed etereo. Molto persistente e a volte speziato, con sentori di tartufo, liquirizia e fiori appassiti
Bestseller No. 7
PODERI E CANTINE ODDERO Barolo Villero 2015
  • PODERI E CANTINE ODDERO Barolo Villero 2015
  • 0.75 L Bottle
Bestseller No. 8
Oddero -Barolo Vignarionda Riserva (box 6 x 0.75l) Mr. Vino Rosso
  • VINIFICAZIONE: Selezione delle uve in vigneto, fermentazione e macerazione regolare con rimontaggi e delestage della durata di 25 giorni
  • AFFINAMENTO: 4 anni in botti di rovere austriaco da 30 Hl, poi 10 anni in bottiglia fino alla messa sul mercato
  • COLORE: Rubino granato intenso, profondo, limpido
  • PROFUMO: Note agrumate, di ribes rosso, di sottobosco, di calcare bagnato, naso non completamente espresso, ma che inizia a guadagnarsi sensazioni più ampie
  • SAPORE: Più che rilassato rispetto al profumo, ampio, molto minerale, tannino non aggressivo, lungo, senza astringenze particolari
Bestseller No. 9
Oddero -Barolo Vignarionda Riserva (0,75l) Mr. Vino Rosso
  • VINIFICAZIONE: Selezione delle uve in vigneto, fermentazione e macerazione regolare con rimontaggi e delestage della durata di 25 giorni
  • AFFINAMENTO: 4 anni in botti di rovere austriaco da 30 Hl, poi 10 anni in bottiglia fino alla messa sul mercato
  • COLORE: Rubino granato intenso, profondo, limpido
  • PROFUMO: Note agrumate, di ribes rosso, di sottobosco, di calcare bagnato, naso non completamente espresso, ma che inizia a guadagnarsi sensazioni più ampie
  • SAPORE: Più che rilassato rispetto al profumo, ampio, molto minerale, tannino non aggressivo, lungo, senza astringenze particolari
Bestseller No. 10
ODDERO Barolo 2018
  • ODDERO Barolo
  • 0.75 L Bottle

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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