Barolo piemonte

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Vino Barolo piemonte (o simili): elenco delle offerte di Agosto 2022

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Lo Zoccolaio Cassetta Legno 2 La Doria Gavi + 2 Villa Lanata Piemonte Rosato + 2 Lo Zoccolaio Barolo - Pacco 6 x 750 ml
5 Recensioni
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  • Vitigno: cortese, pinot nero, nebbiolo
  • Colore: bianco e rosso
  • Profumo:vari
  • Gusto: vari
  • Abbinamento: tutto pasto
Bestseller No. 2
6/A Barolo: Piemonte
  • Canavesi, Valeria (Autore)
Bestseller No. 5
Laficaia Barolo DOCG, Vino rosso Piemonte, Barolo Piemonte, Uva Nebbiolo, Castiglione Falletto, Vino delle Langhe, Vino per Occasioni importanti - 1 Bottiglia da 750ML
  • Piemontese Tipico - Prodotto da Uve 100% Nebbiolo, da vigneti in Castiglione Falletto. Le uve, raccolte a piena maturazione, vengono immediatamente lavorate quando raggiungono la cantina. La fermentazione tumultuosa, che si svolge ad alte temperature, per estrarre al massimo colore e tannino, è seguita da macerazione a cappello sommerso, e dura circa 6 settimane secondo il metodo tradizionale
  • Rosso da Invecchiamento - Il Barolo Laficaia matura in botti tradizionali di rovere di Slavonia di grande capacità e viene poi affinato in bottiglia prima di essere venduto
  • Profumo Complesso - L'aroma è sottile, evoluto, intenso, pervasivo e persistente con note che spaziano dai frutti di bosco a sentori di tabacco e spezie; un gusto caldo, corposo, complesso, asciutto ed equilibrato. La sua natura austera è determinata dalla presenza di tannini dolci e complessi che non sono mai invasivi
  • Rosso da grandi Occasioni - Questo Barolo delle Langhe è ottimo in accompagnamento a formaggi come robiola, grana padano e toma, o formaggi di capra e pecora. Perfetto con primi piatti di terra, vino da risotto con porcini oppure tajarin con tartufo. Perfetto come vino rosso per arrosti e selvaggina
  • Confezione: 1 Bottiglia di Vino Rosso Barolo DOCG Laficaia da 750 ML
Bestseller No. 7
Blut & Barolo: Ein Hundekrimi aus dem Piemont
4 Recensioni
Blut & Barolo: Ein Hundekrimi aus dem Piemont
  • Henn, Carsten Sebastian (Autore)
Bestseller No. 8
Vino Rosso Barolo Cesare Pavese Vallebelbo Vini e Spumanti del Piemonte
  • Classificazione: Vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita Provenienza: Barolo, Serralunga d'Alba, La Morra, Castiglione Falletto Vitigno: Nebbiolo nelle sottovarietà Michet, Lampia e Rosè Vigneti: Di media collina terreni marnosi, calcarei Produzione uva: Mediamente 60-70 ql/Ha
  • Colore: Rosso granato con riflessi caratteristici aranciati Profumo: Caratteristico, etereo, gradevole, intenso
  • Sapore: Asciutto, pieno, austero, robusto ma vellutato, di grande armonia
  • Gradazione: svolta 13,5° Acidità totale: 5 per mille
  • Abbinamenti gastronomici: Selvaggina, brasati e piatti elaborati, formaggi piccanti Temperatura di servizio: 20/22°
Bestseller No. 10
Toso S.p.a Toso Barolo DOCG, Vino Rosso prestigioso, Piemonte, 750ml
28 Recensioni
Toso S.p.a Toso Barolo DOCG, Vino Rosso prestigioso, Piemonte, 750ml
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Di colore rosso tendente al granato, con riflessi aranciati, ha profumo caratteristico, etereo e sapore vellutato, austero ed asciutto. Vendemmia 2016
  • Vino prestigioso, esprime al meglio le sue qualità in accompagnamento a selvaggina, carni rosse e formaggi stagionati
  • Servire a temperatura ambiente; si consiglia di stappare la bottiglia almeno un’ora del servizio
  • Piemonte; affinamento di almeno 38 mesi di cui 18 in botti di rovere/castagno

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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