Barolo prunotto 2015

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Vino Barolo prunotto 2015 (o simili): elenco delle offerte di Dicembre 2022

Bestseller No. 1
Prunotto Barolo 2015
  • Prunotto Barolo 2015
  • 0.75 L Bottle
OffertaBestseller No. 4
Prunotto Barolo Vino DOCG, 75 cl
10 Recensioni
Prunotto Barolo Vino DOCG, 75 cl
  • 1 Bottiglia da 750 ml
  • Un naso complesso e generoso
  • Aromi di petali di rosa, frutta rossa e note speziate
  • Al palato è pieno, equilibrato con tannini vellutati
  • Contenuto alcolico (alc/vol): 14.00%
Bestseller No. 6
Batasiolo, BAROLO DOCG, Vino Rosso Fermo, Secco, Area di Produzione del Barolo DOCG, Vino dal Sapore Equilibrato
23 Recensioni
Batasiolo, BAROLO DOCG, Vino Rosso Fermo, Secco, Area di Produzione del Barolo DOCG, Vino dal Sapore Equilibrato
  • CARATTERI DISTINTIVI: Un Barolo buono da bere, formale e distinto ma pur sempre conviviale, intenso e pronto fin da subito. Ideale per i pasti domenicali in famiglia, è il perfetto vino da scegliere quando cerchiamo il risultato a prescindere della spesa.
  • VINIFICAZIONE: Dopo un’attenta selezione dai vigneti dislocati nell’area di produzione, le uve vengono diraspate, macerate e lasciate in fermentazione sulle bucce per almeno 10-12 giorni in vasche di acciaio, a temperatura controllata, con periodici rimontaggi. La maturazione avviene in barrique di rovere francese e successivamente in serbatoi di acciaio inox. Dopo questo periodo l’affinamento prosegue in bottiglia.
  • VITIGNI: Considerato il "Re dei vini", deriva dalla vinificazione delle uve Nebbiolo in purezza all'interno dell’area di produzione del Barolo. La buccia sottile, un lungo ciclo vegetativo, il colore scarico e una nobile astringenza sono le caratteristiche varietali predominanti in Piemonte.
  • Barolo “Classico”: La bellezza di un Barolo DOCG sta nella sua capacità di narrare storie differenti attraverso uno stesso calice. Nonostante i vigneti singoli riscuotano più apprezzamento, è nel loro assemblaggio che sta la vera maestria di un viticoltore, in grado di dare voce in capitolo a ciascuno e garantire ogni anno la proposta di un prodotto fiero e risoluto, opportunamente calibrato in ogni suo aspetto e relativamente semplice da degustare.
  • BRAND: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.
Bestseller No. 7
CONFEZIONE ESCLUSIVA'MASI ICONICI' | COSTASERA Amarone Classico DOCG, CAMPOFIORIN Rosso Verona IGT, BONACOSTA Valpolicella Classico DOC | 3X750 ml | Confezione in legno
17 Recensioni
CONFEZIONE ESCLUSIVA"MASI ICONICI" | COSTASERA Amarone Classico DOCG, CAMPOFIORIN Rosso Verona IGT, BONACOSTA Valpolicella Classico DOC | 3X750 ml | Confezione in legno
  • MASI | radicata in Valpolicella Classica, produce e distribuisce Amarone e altri vini di pregio ispirati ai valori del territorio delle Venezie.
  • PRODOTTO | Confezione esclusiva che racchiude i vini divenuti icone internazionali di Masi nel mondo: Amarone Classico DOCG "Costasera" Rosso di Verona IGT "Campofiorin" Valpolicella Classico DOC "Bonacosta"
  • TECNICA | Il simbolo Masi Expertise Appaxximento certifica in etichetta la specializzazione di Masi nell’Appassimento, il processo di parziale disidratazione naturale delle uve per ottenere nel vino una maggiore concentrazione di colori, profumi e sapori.
  • VITIGNI | L'area Veronese vanta un patrimonio straodinario ricco di varietà di uve. Nel corso del tempo tre di queste hanno giocato un ruolo importante nella produzione dei vini della Valpolicella: la Corvina, la Rondinella e la Molinara."
  • IDEA REGALO | Dietro una bottiglia di vino si celano i segreti di un territorio, di una tradizione, di una storia da raccontare. Regalare vino pregiato significa regalare un’esperienza alla scoperta di un mondo fatto di passione e cultura.
Bestseller No. 8
Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
75 Recensioni
Lo Zoccolaio Barolo DOCG + Cassa Legno 1 X 750 ml
  • Vitigno: nebbiolo
  • Colore: rosso granato con sfumature arancio mattone che si intensificano col passare del tempo
  • Profumo: intenso e complesso ma delicato ed etereo allo stesso tempo
  • Gusto: caldo, pieno e asciutto
  • Abbinamenti: carne di manzo, selvaggina e stufati, bistecca, agnello, vitello, coniglio, cinghiale e cervo, ideale con formaggi di media o vecchia stagionatura

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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