Barolo sarmassa

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Vino Barolo sarmassa (o simili): elenco delle offerte di Maggio 2022

Bestseller No. 2
Barolo 2013 Sarmassa Brezza
  • Barolo 2013 Sarmassa Brezza
Bestseller No. 4
Barolo DOCG Borgogno 2016 0,75 L
2 Recensioni
Barolo DOCG Borgogno 2016 0,75 L
  • Dal 1761 la cantina più storica di Barolo. Ancora oggi le cantine sotterranee rappresentano una rara memoria storica di Langa, e i vini vengono prodotti secondo tradizione: lunghe fermentazioni spontanee senza l’utilizzo di lieviti selezionati in vasche di cemento, e lunghi affinamenti rigorosamente in grandi botti di rovere di Slavonia
  • Coltiviamo i nostri vigneti a Barolo, Madonna di Como, e nei Colli Tortonesi. Nel pieno rispetto della terra: non usiamo concimi chimici, non usiamo diserbanti, pratichiamo solamente trattamenti sostenibili, questo ci porterà con la vendemmia 2019 ad essere Biologici certificati
  • Fermentazione spontanea senza lieviti aggiunti in vasche in cemento di circa 12 giorni, con temperature a partire da 22 C fino ad arrivare a 29 C, con successiva macerazione a cappello sommerso per almeno 30 giorni a temperatura di 29 C. Di conseguenza dopo la svinatura si innesca la fermentazione malolattica, circa 15 giorni con temperatura costante a 22 C. Dopodiché il vino va in botti da 4500 L in rovere di slavonia ad affinare per 4 anni, seguono ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia
  • Il nostro Barolo nasce dall’unione nostri 5 vigneti cru a Barolo: Liste, Cannubi, Fossati, Cannubi San Lorenzo, San Pietro delle viole. Per questo esprime assieme l’eleganza e la potenza tipica del Barolo di Barolo e del vero Barolo di una volta
  • Rosso rubino con riflessi granato, leggermente aranciati. Al naso rivela bei profumi di viola appassita, note di piccoli frutti rossi e solo successivamente delicati sentori speziati. Al palato è secco, corposo, caratterizzato da un tannino austero ben bilanciato da un certo calore. Balsamico, chiude con un finale leggermente astringente, sul frutto. A tutto pasto, si abbina a piatti di carni rosse e a formaggi di media o lunga stagionatura. Anche da solo, a fine pasto
Bestseller No. 5
VIRNA BAROLO PREDA SARMASSA LIMITED EDITION 10 ANNI 2006
  • Produttore: Virna
  • Tipologia: Rosso fermo
  • Regione: Piemonte
  • Uvaggio: 100% Nebbiolo sottovarietà Lampia e Michet
  • Formato: 0,75L
Bestseller No. 6
Barolo Chinato Borgogno 0.5 l
5 Recensioni
Barolo Chinato Borgogno 0.5 l
  • Piemonte Barolo Chinato Borgogno
  • Tutto nasce da un infuso di 37 diverse essenze che lasciamo a macerare in alcol per almeno due mesi: radici, foglie, fiori, semi, frutti.
  • Dagli aromi più comuni come vaniglia, chiodi di garofano, genziana, rabarbaro, ai più insoliti come sandalo, cardamomo, calamo, macis fino.
  • Ma non ve le diciamo tutte… è un segreto!
  • Protagonista di questo vino aromatizzato è ovviamente la china nelle sue 3 classiche varietà: Calisaya, Soccimano, Soccirubra.
Bestseller No. 7
Lo Zoccolaio Cassetta Legno - Vino Rosso - Barbera D'Alba+Langhe Rosso+Barolo 3 Bottiglie x 750ml
96 Recensioni
Lo Zoccolaio Cassetta Legno - Vino Rosso - Barbera D'Alba+Langhe Rosso+Barolo 3 Bottiglie x 750ml
  • Vitigno: vari
  • Colore: bianco e rosso
  • Profumo: vari
  • Gusto: vari
  • Abbinamento: tutto pasto
Bestseller No. 9
Batasiolo, BAROLO DOCG RISERVA , Vino Rosso Fermo Secco, Vino Maturo prodotto da uve di Nebbiolo, Sapore Corposo
6 Recensioni
Batasiolo, BAROLO DOCG RISERVA , Vino Rosso Fermo Secco, Vino Maturo prodotto da uve di Nebbiolo, Sapore Corposo
  • Caratteri Distintivi: Particolarmente apprezzabile per gli amanti dei vini rotondi e vellutati, questo soddisfacente rosso da meditazione rappresenta il compagno ideale di pasti formali e tradizionali, nonché un’etichetta ambita per occasioni di festa e regali d’impatto.
  • Vinificazione: Le uve di Nebbiolo, raccolte manualmente nella seconda metà di ottobre, vengono diraspate, macerate e lasciate in fermentazione sulle bucce per almeno 10-12 giorni in vasche di acciaio, a temperatura controllata, con periodici rimontaggi. La maturazione avviene in botti di rovere di Slavonia per un minimo di 18 mesi e successivamente in serbatoi di acciaio inox. Dopo questo periodo l’affinamento prosegue in bottiglia.
  • Vitigni: Considerato il "Re dei vini", il Barolo deriva dalla vinificazione delle uve Nebbiolo in purezza all'interno degli undici comuni destinati. La buccia sottile, un lungo ciclo vegetativo, il colore scarico e una nobile astringenza sono le caratteristiche varietali predominanti per il simbolo del Piemonte e dell'Italia nel mondo.
  • Cenni Storici: Si pensa che i primi Barolo Riserva siano nati dalla dimenticanza da parte dei produttori delle loro botti in cantina. Paradossalmente, questa storia ha del verosimile e una volta rinvenuti, gli esemplari assaggiati risultavano decisamente accattivanti.
  • Brand: Esperienza umana, tradizione, ricerca, innovazione: grazie ai valori fondanti dell’azienda vitivinicola Batasiolo, l’arte millenaria della produzione del vino diventa eccellenza contemporanea.
Bestseller No. 10
Toso S.p.a Fiocco di Vite Confezione, 5 x 750 ml
107 Recensioni
Toso S.p.a Fiocco di Vite Confezione, 5 x 750 ml
  • Contenente: Moscato d’Asti docg, Piemonte Bianco frizzante doc, Prosecco frizzante doc, Piemonte Barbera frizzante doc, Bonarda dell’Oltrepò Pavese doc
  • Prosecco DOC: Secco e frizzante, questo Prosecco doc ha colore paglierino e un profumo lievemente aromatico e gradevole.
  • Moscato D'Asti DOCG: I grappoli di moscato bianco sono la base di questo vino bianco piemontese, caratterizzato da un colore dorato, un profumo aromatico e fragrante e un sapore dolce e stimolante.
  • Piemonte DOC: L'uva Cortese, accompagnata dallo Chardonnay, caratterizza questo pregiato vino frizzante, paglierino al colore, profumo fruttato e sapore armonico.
  • Bonarda dell'Oltrepo DOC: La Croatina delle colline dell'Oltrepo Pavese produce questo vino frizzante, di colore rosso intenso, profumo ampio e fragrante, sapore secco e piacevole. Vino rosso, fruttato, leggermente frizzante.

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Origini del Barolo

Fino a poco tempo fa si credeva che fino alla metà dell’Ottocento il Barolo fosse stato un vino dolce. Ciò era attribuito al fatto che la maturazione dell’uva nebbiolo a fine ottobre significava un costante abbassamento delle temperature al momento della vendemmia. Entro novembre e dicembre, le temperature in Piemonte sarebbero state abbastanza fredde da arrestare la fermentazione, lasciando una notevole quantità di zuccheri residui nel vino. Un’altra credenza popolare era che a metà del XIX secolo, Camillo Benso, conte di Cavour, il sindaco di Grinzane Cavour, invitò l’enologo francese Louis Oudart nella regione del Barolo per migliorare le tecniche di vinificazione dei produttori locali. Utilizzando tecniche mirate a migliorare l’igiene della cantina, Oudart è stato in grado di far fermentare il mosto di nebbiolo completamente asciutto, realizzando il primo Barolo moderno. Questo nuovo vino rosso “secco” divenne ben presto uno dei preferiti dalla nobiltà torinese e dai Savoia, dando origine alla descrizione popolare del Barolo come “il vino dei re, il re dei vini”.

L’idea che il Barolo fosse un vino dolce e che ci volesse un enologo francese per trasformarlo in un vino secco è stata recentemente messa in discussione, sulla base di nuove ricerche, da Kerin O’Keefe. Secondo questa revisione della storia del Barolo, Paolo Francesco Staglieno è stato responsabile della moderna versione secca. Fu autore di un manuale di enologia, Istruzione intorno al miglior metodo di fare e conservare i vini in Piemonte, pubblicato nel 1835. Fu Staglieno ad essere chiamato da Camillo Benso, conte di Cavour, che lo nominò enologo nella sua tenuta di Grinzane tra il 1836 e il 1841. Il compito di Staglieno era quello di produrre vini di qualità, orientati all’invecchiamento e abbastanza stabili da poter essere esportati. Staglieno faceva fermentare i vini a secco, cosa che all’epoca veniva chiamata “metodo Staglieno”. Oudart era un commerciante di uva e vino, non un enologo, che all’inizio dell’Ottocento si trasferì a Genova e fondò una cantina, la Maison Oudard et Bruché. Quando Oudart arrivò ad Alba, il re Carlo Alberto e Cavour stavano già seguendo le linee guida di Staglieno ed entrambi producevano vini secchi. Questa versione riveduta della storia del Barolo fu accolta positivamente da altri esperti.

A metà del XX secolo la produzione di vino nella zona del Barolo era dominata da grandi commercianti che acquistavano uve e vini da tutta la zona e li miscelavano. Negli anni ’60, i singoli proprietari iniziarono a imbottigliare in azienda e a produrre i vini dei singoli vigneti delle loro aziende. Negli anni ’80 si è avuta un’ampia gamma di imbottigliamenti di singoli vigneti, che ha portato ad una discussione tra i produttori della regione sulla prospettiva di sviluppare una classificazione Cru per i vigneti della zona. La catalogazione dei vigneti del Barolo ha una lunga storia che risale a Lorenzo Fantini alla fine dell’Ottocento e a Renato Ratti e Luigi Veronelli alla fine del Novecento, ma dal 2009 non esiste ancora una classificazione ufficiale all’interno della regione, ma nel 1980 la regione nel suo complesso è stata elevata a DOCG. Insieme al Barbaresco e al Brunello di Montalcino, il Barolo è stata una delle prime regioni vinicole italiane ad ottenere questa denominazione.

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