Magazine

Cantuccio toscano Vs biscotto di Prato

cantuccio

Il cantuccio è il biscotto per eccellenza della tradizione toscana.

La sua caratteristica è quella di essere un biscotto secco, a base di mandorle, dalla superficie dorata e la forma allungata, ottenuto tagliando a fette un impasto caldo fatto con farina, zucchero, mandorle, uova e burro. Solitamente, tradizione vuole che lo si accompagni a un bicchiere di vin santo.

Nel 2011 l’Assocantuccini – sotto la quale si riuniscono le più importanti aziende toscane, con a capo Ubaldo Corsini – ha fatto richiesta all’Unione Europea di etichettare i cantucci toscani come prodotto a marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta).

Il riconoscimento è arrivato, scatenando da un lato la soddisfazione dei produttori, ma dall’altro innescando l’ennesima diatriba sulla differenza tra cantuccio toscano e biscotto di Prato.

Pur essendo prodotti simili, in realtà esistono delle variazioni nella ricetta che i produttori locali rimarcano con orgoglio, tanto da aver creato un Consorzio per il Biscotto di Prato, a tutela delle sue peculiarità.

Il cantuccio toscano IGP deve contenere almeno un 20% di mandorle dolci intere per ogni chilo di impasto, lunghezza non oltre i 10 cm e spessore non superiore ai 2,8 cm. Secondo Assocantuccini, oggi il cantuccio toscano è il terzo biscotto più famoso al mondo.

Di contro, il biscotto di Prato – anch’esso eccellenza regionale – presenta una ricetta più semplice, sempre a base di farina, uova, zucchero, mandole (e pinoli), ma senza l’aggiunta di lieviti o aromi.

Entrambi gli enti a tutela del prodotto, seppur differenziati in alcune parti della ricetta, sostengono che il riconoscimento dell’Unione Europea faccia bene al territorio; tuttavia, il dibattito si è incentrato sulla necessità o meno di istituire un marchio IGP anche per il Biscotto di Prato.

Al di là del merito della questione, va accolto positivamente l’elenco stra-numeroso di prodotti locali italiani riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea sotto le etichette IGP, DoC e DOP.

Ancora una volta il nostro paese si conferma leader nella gastronomia internazionale.

Autore: Andrea Baio

 

Commenti

Commenti

You Might Also Like