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Chi ha detto che i fiori sono solo belli e profumati? Sono anche buoni… (FoodArt)

fiori

La cucina e la gastronomia italiana sono in continua evoluzione, e mentre si cerca di salvaguardare l’antico patrimonio culinario del Bel Paese, parallelamente molti Chef visionari ed esperti appassionati di cibo, vanno alla ricerca di nuovi sapori, rompendo gli schemi convenzionali sulla scelta degli ingredienti e puntando su materie prime un pò atipiche, anche se oggi la tendenza al consumo di fiori in cucina sembra diffondersi rapidamente.

In realtà, l’impiego dei fiori nelle ricette, anche le più tradizionali, è una consuetudine forgiata dalle culture orientali prima e occidentali poi, sia per donare un tocco di classe e stile alle pietanze, per aromatizzare le ricette, sia per le ottime proprietà organolettiche dei fiori commestibili ed edibili.

Negli ultimi anni l’impiego dei fiori in cucina è aumentato a dismisura, merito anche della corrente culinaria del FoodArt, che con l’utilizzo dei petali è riuscita a conferire maggior valore alle ricette, persino le più semplici, del resto anche l’occhio vuole la sua parte, opera della Sinestesia.

Bisogna però sottolineare che non tutti i fiori sono adatti al consumo umano, alcuni sono addirittura velenosi (il fiore di Oleandro) o in alcuni casi mortali, ma niente paura, basta fare attenzione e imparare a riconoscerli.

Sono sicuri?

Esistono diversi tipi di fiori e anche tra quelli commestibili basta rispettare delle semplici regole, utili nella scelta delle tipologie:

  • Accertarsi che una varietà sia commestibile ed edibile
  • Non consumare i fiori e i petali acquistati dai fiorai, in quanto potrebbero contenere residui chimici e di fitofarmaci
  • Non raccogliere fiori dai giardini, anche in questo caso potrebbero contenere sostanze chimiche nocive
  • Preferibilmente, consumare solo i petali
  • Accertarsi di non essere allergici ai componenti organolettici della varietà da mangiare

Osservando queste semplici regole, è possibile consumare i fiori in tutta sicurezza, anzi migliorano la qualità organolettica della ricetta, e gli occhi, il naso e il palato non possono fare altro che ringraziare.

Perchè consumarli?

Beh, come già accennato i fiori donano un tocco di stile, di eleganza ad ogni piatto, grazie ai loro colori accesi e sgargianti, conferiscono un sapore sensazionale alla pietanza ed un profumo naturale che restituisce una gradevole sensazione di benessere, ma non solo…

I fiori sono maestri del benessere fisico e mentale, grazie ai loro componenti ed alla struttura organolettica preziosissima, che però varia in relazione al tipo di “Cultivar” (varietà). Generalmente, alcuni fiori commestibili contengono Flavonoidi, Steroli, Oli Essenziali, Carotenoidi, Tannini, Antiossidanti, Vitamine e Proteine. Tutte queste preziose sostanze contenute nel petalo e nel germoglio, contribuiscono concretamente al benessere psico – fisico, dunque fanno bene sia all’organismo che alla mente, specialmente alla mente, visto che i fiori creano un “effetto armonizzante” e di relax .

Spesso, gli oli essenziali dei petali sono utilizzati come integratori dagli sportivi – agonisti.

 

Ma quali sono quelli commestibili?

Esistono diverse varietà, ciascuna con la sua struttura organolettica, con un suo timbro olfattivo ed un sapore esclusivo. Ecco l’elenco dei 15 fiori più consumati in cucina:

  • Fiore di Zucca
  • Menta
  • Basilico
  • Angelica
  • Gelsomino
  • Calendula
  • Camomilla
  • Finocchio
  • Coriandolo 
  • Fiordaliso
  • Girasole
  • Ibisco
  • Lavanda
  • Lilla 
  • Rosa

 

Dove si possono acquistare?

Oramai, il cunsumo dei fiori in cucina rappresenta una consuetudine sempre più diffusa, quindi è possibile trovare alcune varietà essiccate presso le catene della GDO, oppure nei network della vendita online di prodotti agroalimentari tripici e artigianali. In alternativa, direttamente alla fonte, ovvero presso il produttore stesso, l’importante è che questo sia abilitato e certificato al fine della somministrazione di fiori come alimenti.

Il consiglio migliore è quello di verificare che il produttore ed i fiori rispettino gli standard di sicurezza e igiene alimentare, dunque che dispongano della relativa certificazione.

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