Nutriscienza

Comfort food, il cibo del buon umore

Tornare a casa e trovare il proprio piatto preferito sulla tavola, riscoprire il dolce prediletto dell’infanzia o la merenda che la nonna preparava a metà pomeriggio, profumi e sapori amati e noti che scatenano ricordi e sentimenti, talvolta nostalgici, personali o culturali, questo è il comfort food.

Si tratta di piatti comuni, generalmente quelli preparati a casa dalle mamme, dalle nonne o dalle zie; oppure in altri casi sono dolci o pietanze tipiche della propria città o del proprio paese che risvegliano ad ogni assaggio il ricordo di casa, di famiglia o di un’infanzia più o meno lontana.

Sin dagli anni settanta negli Stati Uniti esiste il concetto di cibo del ricordo che scatena sentimenti ed emozioni e negli anni sono state numerose le ricerche volte a dimostrare la fondatezza fisiologica della credenza piuttosto diffusa secondo cui il cibo influirebbe sull’umore.

Sebbene gli esiti non siano stati risolutivi, recentemente è stato quanto meno confermato che gli squilibri del regime alimentare possono causare sbalzi d’umore, come spiega il dottor Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione “Sebbene non esistano alimenti miracolosi capaci di tenere a bada la malinconia, alcuni accorgimenti nella dieta giornaliera possono garantire un cervello più incline al benessere”.

Ciò che è certo è che il cervello è in grado di compiere associazioni tra sensazioni sensoriali ed eventi piacevoli del passato, predisponendosi positivamente e determinando un generico stato di benessere.
Naturalmente, oltre ad essere strettamente legati al vissuti personale i cibi considerati comfort food hanno anche una componente socio-culturale e perciò variano da Paese a Paese, così per molti americani è il mashed potato, mentre in Francia spesso è il croque-monsieur, per Proust erano le madeleine, in Italia, invece, sono il gelato, la torta di mele, le lasagne o la pizza a riportare alla memoria momenti passati piacevoli ed emotivamente rilevanti.

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