Rubrica Agroalimentare

Danni enormi all’agricoltura, colpa del maltempo? Non solo…

Maltempo

Ancora una volta il “patrimonio agricolo nazionale” subisce un grave colpo, che ha visto nel maltempo la causa principale dei danni arrecati all’agricoltura italiana, alle aziende e alle fattorie. Purtroppo i cambiamenti climatici hanno un risvolto diretto sulle attività agricole e sulle produzioni, provocando ingenti danni, stimati in 14 miliardi di euro andati in fumo negli ultimi dieci anni, a causa delle fluttuazioni del clima, sulla base dei dati del CREA.

Purtroppo, tutta l’Italia ha subito forti perdite di materiale agricolo e di frutti, dal Piemonte, con le sue piante aromatiche e le nocciole tipiche, alla Sicilia, con i suoi agrumi famosi in tutto il mondo.

Nel caso della Sicilia, da Sciacca a Ribera sono stati registrati dei dati allarmanti in termini di perdita del raccolto, pari al 50% del totale, in particolare a causa degli allagamenti, delle frane e smottamenti.

Dunque, il maltempo “mette in ginocchio” l’agricoltura italiana, ed è per questo che Coldiretti ha chiesto di istituire un “Tavolo di Crisi” per analizzare la situazione e attuare delle azioni correttive, con dei piani di supporto per le aziende colpite dai disagi climatici ed economici correlati.

E’ necessario sottolineare che questo scenario, quasi catastrofico, non è da imputare solo al maltempo, piuttosto alle falle dei sistemi urbanistici italiani.

Infatti il modello di sviluppo urbanistico lungo tutto lo stivale mostra segnali allarmanti, poiché alcuni comuni si sviluppano in aree a rischio alluvioni, frane o smottamenti, circa l’88% dei comuni italiani con una densità di popolazione equivalente pari a 7 milioni di abitanti, circa il 9% dell’intera popolazione italiana.

L’abbandono delle campagne, pari al 15%, ha contribuito alla cementificazione intensiva, che ha fatto perdere in un ventennio ben 2,15 milioni di ettari di terreni, in grado di drenare l’acqua piovana e limitare i danni in caso di alluvioni o bombe d’acqua.

Ogni giorno – afferma Coldiretti – sparisce una fetta di terreni agricoli pari a 288 ettari, a favore della cementificazione intensiva, che espone le comunità dei centri urbani e le produzioni agricole locali a gravi rischi, spesso catastrofici.

Per combattere questo pessimo modello di sviluppo urbanistico, che riduce la “capacità di drenaggio” del suolo urbano, molte associazioni di categoria, come Coldiretti, ACLI, FAI, SlowFood e altre hanno attivato una campagna, #SALVAILSUOLO, per promuovere la salvaguardia del suolo e favorire lo sviluppo sostenibile delle aree urbane.

Le aree agricole italiane mostrano segni di sofferenza, possiamo contribuire con una firma alla salvaguardia del suolo, dei raccolti e dell’economia agricola italiana.

https://www.salvailsuolo.it

Fonte: Coldiretti – CREA
Immagine: 3bmeteo

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