Rubrica Agroalimentare

Dopo il sisma anche il gelo, agricoltura e allevamento in ginocchio

Gelo

In questi giorni l’ondata di gelo ha “imbiancato” le strade italiane, persino nel mezzogiorno, in zone dove la neve cade di rado, ma quando capita crea uno scenario suggestivo.

Purtroppo, però, i primi giorni del 2017, caratterizzati da un clima quasi “Polare”, hanno messo in ginocchio gli agricoltori e gli allevatori, anche nelle aree più miti dell’Italia Meridionale, dove si è meno strutturati e pronti ad affrontare una simile ondata di gelo.

In particolare, l’eccessiva quantità di neve caduta nelle ore precedenti ha provocato danni ingenti all’agricoltura, a causa delle “ustioni da freddo” rilevate nei raccolti, ormai perduti, in quanto non idonei alla vendita, come nel caso degli ortaggi invernali quali: i carciofi, i finocchi e le cicorie. Un danno consistente per gli agricoltori, che hanno fatto registrare, solo nel Sud Italia, danni diretti (ai raccolti) per decine e decine di milioni di Euro, a cui si sommano i danni indiretti alle strutture delle aziende agricole, crollate sotto il peso della neve.

Ma non è finita, Coldiretti lancia l’allarme anche per le attività di allevamento, forse le più colpite dall’ondata di gelo, rimaste isolate per giorni, con il bestiame esposto al freddo, prive di fornitura idrica, poichè le rigide temperature hanno fatto congelare le condutture, e con tonnellate di latte fresco andato perduto.

Questa situazione drammatica è aggravata dal fatto che alcune zone d’Italia, quelle colpite dal “sisma”, versano in uno stato di forte disagio a causa dei danni subiti dal terremoto, a cui si va ad aggiungere il problema legato all’ondata di gelo. Infatti, molti allevatori del Mezzogiorno chiedono il supporto delle Istituzioni, affinchè non vengano lasciati soli nei loro “disagi” indotti dal sisma prima, dal freddo poi.

Un altro problema sollevato dalle attività agricole e di allevamento consta della perdita dei raccolti, dei capi di bestiame, che si sono arresi al gelo, e al deterioramento di centinaia di tonnellate di latte, creando un ingente danno economico per l’intera filiera Lattiero-Casearia, come se i disagi provocati dal sisma non fossero abbastanza.

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