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Estate, voglia di..riso! Ecco alcune curiosità.. (PARTE 1°)

riso

Il riso (nome scientifico Oryza sativa) è probabilmente uno degli alimenti con maggiore storia. Infatti, questa pianta della famiglia delle graminacee, veniva già coltivata ben settemila anni fa, nella Cina e nell’indocina e secolo dopo secolo, si diffuse nella culla della civiltà occidentale, nell’Egitto, fino ad approdare nelle nostre terre.

riso

I maggiori produttori di riso

Ancora ai giorni d’oggi i maggior produttori di riso sono la Cina, che unisce una grande estensione di terre dedicati alla pianta erbacea a un buon rendimento q/ha, grazie all’introduzione di avanzate metodologie di lavoro, l’India, che vanta il primato per estensione di coltivazione, l’Indocina e la parte più orientale del globo (Corea, indonesia, Filippine, Giappone). Nel continente africano spicca invece l’Egitto.

L’Italia e l’occidente

L’occidente è da sempre più dedito alla coltivazione del frumento, del mais e dei cereali in genere. Ciononostante esistono importanti produzioni negli Stati Uniti d’America, nell’Italia e nella Spagna.

Nella nostra penisola la coltivazione del riso è maggiormente diffusa nel triangolo padano Vercelli-Novara-Alessandria, dove vengono immessi in circolazione chicchi di altissima qualità.

L’habitat preferito dal riso

Se avete letto con attenzione le precedenti righe sarà facile comprendere quale sia il clima ideale per la coltivazione del riso. Tutti i maggior produttori beneficiano di un clima monsonico, caratterizzato dalla presenza dei monsoni, venti caldi ed estremamente “umidi” che soffiano dal mare durante il periodo estivo e pre-autunnale. (Si tenga presente che la produzione del continente asiatico supera il 90% del totale).

Grazie al loro elevatissimo carico di pioggia (a volte purtroppo devastanti e portatore di morte), garantiscono alle piante di riso l’acqua necessaria alla loro proliferazione.

L’habitat italiano e “nord occidentale”

In Italia e nei paesi maggiormente a nord del globo terrestre viene invece utilizzata la tecnica dell’inondazione del terreno con rinnovamento quotidiano dell’acqua.

Questa metodologia permette alle piante di riso di beneficiare del caldo del sole e del calore incamerato di giorno e rilasciato di notte dall’acqua, evitando temperature troppo rigide che potrebbero inficiare il raccolto.

Alcune varietà di riso a largo utilizzo

In Italia vengono utilizzate varie tipologie di riso, spesso molto diverse tra loro e adatte a usi eterogenei e ricette.

Per i nostri risotti più gustosi è d’obbligo utilizzare il “Carnaroli”, tipico del triangolo padano Vercelli-Novara-Alessandria, ricco di amido e adatto a una cottura a fiamma bassa, ovvero l’”Arborio”, tipico della cittadina di Arborio (VC) che ne vanta la prima produzione, caratterizzato da chicchi di grande dimensione e capace di assorbire moltissima acqua durante la cottura.

L’“Integrale” è un riso non raffinato e quindi maggiormente carico di nutrienti. Insieme al “Vialone nano”, IGP tipico del veronese, è indicato per le zuppe e per le minestre.

Le varietà “Roma” e “Baldo” si presentano ricche di amido e caratterizzate da un’innata versatilità che li rende adatti a molteplici preparazioni (risi, risi mantecati, insalate fredde, timballi, etc.).

Il “Venere nero”, ricco di fibre e antiossidanti, è certamente una varietà peculiare e più appariscente grazie al suo colore scuro, adatto per le cene più succulenti e chic, come quelle a base di pesce.

Per ultimo trattiamo due tipologie estremamente differenti nell’aspetto ma caratterizzate da un sapore più dolce: il “Basmati” e l’”Originario”.

Il primo, dal chicco di forma allungata, viene utilizzato dagli italiani per la preparazioni di piatti speziati e di insalate fredde mentre il secondo, dal chicco di forma tonda, per la preparazione di dolci.

Ma quali sono le proprietà del riso? E quali le ricette più gustose? Lo scoprirete nella seconda parte dell’articolo. A presto..

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