Rubrica Agroalimentare

Fame d’Italia nel mondo

Il 2015 è stato un anno favorevole per le esportazioni agroalimentari, probabilmente sotto la spinta dell’Expo 2015 che ha promosso e sponsorizzato il made in Italy alimentare nel mondo.

Il settore agroalimentare italiano è tra i più importanti in assoluto, in particolare alcuni settori, quale il comparto vinicolo, caseario, ortofrutticolo e della pasta, che hanno fatto registrare un importante incremento dei tassi di crescita dell’export agroalimentare.

Questi sono i risultati che emergono dalle analisi della Coldiretti sui dati Istat in merito al commercio estero, che fanno segnare dei trend crescenti nei comparti strategici italiani.

L’Agroalimentare ha raggiunto un record storico nelle esportazioni, pari a 36 miliardi di euro nel corso del 2015.

L’Italia lascia il segno nei paesi comunitari con i prodotti d’eccellenza dell’Agroalimentare, apprezzati per la qualità intrinseca e gli standard di sicurezza; in particolare l’ortofrutta ha segnato un tasso di crescita delle esportazioni del +11%, l’olivicolo + 10%, la pasta + 9% ed infine il settore vinicolo con un tasso di crescita del + 6%, che ha raggiunto un record storico di 5,4 miliardi di fatturato nelle esportazioni.

L’Agroalimentare made in Italy ha dimostrato come l’Italia mostri dei segnali di crescita e come questa fase transitoria presenti delle opportunità di sviluppo per i principali comparti del settore alimentare, talvolta, grazie ai tassi di cambio favorevoli.

Secondo i dati della Coldiretti gran parte delle esportazioni agroalimentari, circa i 2/3, sono destinate ai mercati dei paesi della Comunità Europea, tuttavia anche gli Usa rappresentano un’importante mercato strategico, nel quale i prodotti alimentari made in Italy sono particolarmente apprezzati e divenuti delle Icone.

Se da un lato il successo del comparto agroalimentare rappresenta un risultato eccellente, esso può generare dei fenomeni d’Italian Sounding.

L’Agroalimentare italiano ha fatto registrare un risultato negativo nell’export con la Russia, con un drastico calo delle esportazioni del 26%, provocato dall’embargo.

 

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