Rubrica Agroalimentare

Finalmente la tracciabilità del latte e dei suoi derivati. Scopri come!

latte

Da poche ore è finalmente entrato in vigore il Decreto Interministeriale che impone l’obbligo di indicare, nell’etichetta dei prodotti lattiero-caseari, che vengono venduti giornalmente nei nostri supermercati, il paese d’origine e di trasformazione del latte e dei suoi derivati.

Questo grazie ad un Decreto datato 9 dicembre 2016 e pubblicato in G.U. il 19/01/2017, firmato dal Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, ed emanato subito dopo il via libera dall’Unione Europea.

Cosa prevede il Decreto?

Il decreto impone alle aziende di indicare sulle proprie etichette, in maniera chiara e precisa, l’origine della materia prima e il luogo dove è stata lavorata, trasformata e/o condizionata.

La legge statuisce dunque il diritto del consumatore di conoscere chiaramente e con certezza il luogo di origine del prodotto, garantendo la tracciabilità delle diverse fasi della produzione.

A quali prodotti si riferisce il Decreto?

Al latte, al burro, agli yogurt, alla mozzarella, ai formaggi e ai latticini di origine animale (latte vaccino, ovicaprino, bufalino o di altra origine).

Cosa troveremo sull’etichetta?

L’etichetta delle bottiglie del latte o le confezioni dei formaggi che troveremo sugli scaffali dei supermercati in Italia dovranno mostrare, alla stessa guisa dell’olio e di altri prodotti già soggetti a tale obbligo, delle sigle che indicheranno, senza possibilità di errore, la provenienza del prodotto.

Quindi, tutti noi, inizieremo a familiarizzare con sigle del tipo: “Origine del latte Italia”, “Latte di Paesi UE”, oppure “Latte condizionato o trasformato in paesi UE”..etc. etc..

 

Alcune eccezioni..

Restano esclusi solo i prodotti che già godono dell’appellativo “D.O.P.” (Denominazione di origine protetta), “I.G.P.” (Indicazione geografica protetta) o “S.T.G.” (Specialità Tradizionale Garantita).

Gli alimenti che si fregiano di questi riconoscimenti sono già soggetti alle regole ferree dei disciplinari di produzione che, a loro volta, sono leggi regionali o dello stato e che disciplinano, minuziosamente, tutte le fasi della produzione di questi prodotti alimentari, garantendo, al consumatore, tutte le informazioni necessarie per un consumo consapevole.

Le motivazioni del Decreto 

I prodotti agroalimentari italiani sono considerati, in tutto il mondo, come alimenti genuini, gustosi e prestigiosi.

Questo Decreto permette di salvaguardare tutte quelle aziende italiane sane che puntano a uno standard qualitativo elevato, contro i competitors stranieri che, sfruttando un’insana concorrenza sleale, immettono in commercio alimenti scadenti a basso prezzo, spacciandoli come nostrani.

Il Governo punta dunque a recuperare una fetta importante di mercato e di fatturato e di rivalutare, definitivamente, il marchio “Made in Italy”.

 

Ambiti di miglioramento 

Il Decreto ha riempito un vuoto legislativo in un importante settore agroalimentare ma, ad oggi, un terzo del carrello della spesa resta scoperto dalle tutele e dagli obblighi di informazioni al consumatore, tra cui alimenti succulenti quali i salumi.

Stayfood.it, il sito dell’eccellenza italiana, è da sempre vicino a tutti coloro che rivendicano il diritto ad un’informazione completa, approfondita e alla ricerca di alimenti di qualità elevata.

 

Conclusioni 

Il Decreto da solo non basta, per avere il successo sperato dal Governo italiano e dai produttori è necessaria una presa di coscienza di tutti i consumatori italiani, che dovranno comprendere l’importanza della lettura dell’etichetta, con la consapevolezza che il tempo dedicato ad ampliare la conoscenza sugli alimenti di cui ci nutriamo è prezioso e soprattutto doveroso, imprescindibile ed essenziale per il mantenimento di una corretta alimentazione.

Approfondimenti 

Per tutti coloro che volessero approfondire l’argomento vi consigliamo di consultare il Decreto Interministeriale del 9 dicembre 2016 (G.U n. 15 del 19/1/2017) e la Circolare del 2/2/2017 del Ministero dello Sviluppo Economico, che fornisce i dovuti chiarimenti al Decreto sopraccitato.

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