Rubrica Agroalimentare

Gli Agrumeti della Puglia sono a rischio? La CIA: non creiamo allarmismi

CTV

L’Italia è uno dei paesi che ha fatto registrare nel 2015 una forte espansione dei fatturati e dei volumi di export degli agrumi marcati “Tricolore”, infatti questo settore entra a pieno titolo nella classifica dei primi cinque macro settori dell’Agroalimentare made in Italy.

Purtroppo il pericolo è dietro l’angolo e genera dei “disagi” notevoli alle coltivazioni agrumicole, come nel caso della Puglia, dove l’importazione “clandestina” di agrumi e materiale vegetale, ha provocato danni ingenti, generati da infezioni delle piantagioni di agrumi.

E’ il caso dell’infezione da CTV (Citrus Tristeza Virus), un virus la cui nomenclatura identifica lo stato sintomatologico delle piantagioni di agrumi, per cui si riduce la produzione di frutti per singola unità (pianta), i rami tendono a disseccarsi e ad appassire, le foglie non più irrorate cadono e la pianta diviene spoglia, per tale ragione appare “triste”, ed è per questo motivo si parla di Tristeza Virus.

Dai dati del 2009, prima del decreto per la lotta al CTV, si evince come nella provincia di Taranto sono stati “eradicati”: completamente circa 120 ettari di agrumeti, 74 ettari in maniera parziale, mentre 23 ettari restano in attesa di decreto, per un’eventuale estirpazione.

Ovviamente, per bloccare o attenuare gli effetti del virus Tristeza, si estirpano interi campi di agrumi. Quando tutte le piante risultano infette, si eradica in maniera parziale quando le unità colpite dal virus sono maggiori del 30%, mentre per valori d’infezione minori del 30%, allora si effettuano delle valutazioni in attesa che venga decretata l’azione correttiva da mettere in atto.

Per fortuna nel 2015, dai dati di laboratorio si evince un drastico calo delle infezioni da CTV agli agrumeti del tarantino, probabilmente grazie alle azioni e strategie adottate per controllare questa piaga del virus Tristeza.

Infatti – sostiene la CIA – le piante colpite dal virus rientrano entro il 4% del totale, sulla base di questo dato le informazioni pubblicate sui 2000 ettari di agrumeti colpiti da CTV sono inesatte.

E’ proprio la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) a denunciare le cause di queste epidemie, ovvero l’importazione dall’estero di agrumi, materiale vegetale e piante, spesso portatrici di virus o parassiti, che nel breve e medio termine sono in grado di sterminare ettari ed ettari di piantagioni, dunque le amministrazioni dovrebbero varare dei piani e delle politiche, che blocchino l’accesso a quei tipi di “materiale vegetale infetto” che può implicare ingenti danni all’agricoltura nazionale: serve un monitoraggio più accurato.

Secondo Francesco Passeri, presidente provinciale della CIA di Taranto, una soluzione possibile per annientare queste importazioni selvagge di materia vegetale infetta e le conseguenti epidemie, consiste nell’istituire un nuovo Piano Agrumicolo Nazionale, che preveda aiuti economici per i produttori agricoli, facilitandone il set up e l’upgrade delle aziende di produzione agricole, finalizzati ad incrementare i volumi di produzione; un monitoraggio e dei controlli più rigidi, che blocchino a monte il diffondersi di epidemie come quella indotta dal CTV; a maggior ragione se consideriamo, come afferma Raffaele Ignazzi vice presidente vicario della CIA di Taranto, il carico burocratico cui gli imprenditori agricoli devono far fronte nel corso della loro attività.

Serve, quindi, un supporto strategico per salvaguardare le produzioni di agrumi pugliesi e made in Italy, da interferenze provenienti dall’estero!

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