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Il gusto parte dalla vista e non dal palato

vista

La vista è uno dei sensi più potenti nella scelta del cibo.

 

Quando entriamo al supermercato la prima cosa che salta all’occhio sono i prodotti esposti sugli scaffali, disposti in modo da esaltare i colori dei prodotti stessi. Ebbene, questa scelta non è casuale, è preceduta da un attento studio strategico, portato avanti da psicologi e uomini di Marketing, che hanno capito come il colore del cibo o delle confezioni possa influenzare l’acquisto dei prodotti.

Proprio i colori hanno un ruolo centrale e la vista è l’elemento sensoriale protagonista, basti pensare che in base al colore di un alimento, tramite gli occhi (sensori) e il complesso di nervi, il nostro cervello (elaboratore centrale) riesce a stabilire se questo è idoneo al conasumo, se è guasto o avariato, oppure se è di buona qualità, ancora se è buono o cattivo di sapore, semplicemente guardandolo.

Può sembrare strano ma è così, la vista influenza il gusto, infatti prima ancora di assaggiare un alimento, il nostro cervello elabora i dati visivi, ottenendo così un primo riscontro che ci spinge o meno a provare un prodotto; successivamente interviene il palato, grazie al quale il cervello ottiene altre informazioni sul sapore dell’alimento stesso, per poi incrociare le informazioni (percezioni) visive con quelle gustative, da cui si evince se il prodotto assaggiato è di nostro gradimento. Tuttavia, recenti studi hanno dimostrato che la vista ha un’influenza maggiore rispetto al gusto e questo è testimoniato dal fatto che in base ai colori di un alimento o prodotto, mediante i nostri occhi, il cervello recepisce se incontra i nostri gusti e se rispetta le nostre aspettative.

Quindi, il gusto nasce prima di tutto dalla vista e subito dopo dal palato, creando una mera interazione dei sensi, nota come sinestesia, ovvero un processo di integrazione o sovrapposizione di più elementi percettivi. Questa condizione porta il nostro cervello ad orientare la scelta in base all’elemento sensoriale che prevale di più rispetto all’altro. Infatti, quando al supermercato selezioniamo i prodotti da acquistare, spesso la scelta è dettata, inconsapevolmente, dal fattore visivo, dunque dai colori delle confezioni dei prodotti.

La vista prima del gusto

Può sembrare paradossale, ma si, la vista prevale sul gusto e influenza la percezione del sapore, più di quanto ci si aspetti. Questa condizione è testimoniata da due esperimenti fatti su dieci campioni, con caratteristiche diverse, a cui è stato chiesto di assaggiare due tipi di prodotto, somministrati in due modi diversi (a loro insaputa).

Il latte: i dieci campioni hanno assaggiato del comune latte vaccino è hanno riconosciuto la bontà del prodotto, successivamente lo scienziato che ha curato l’esperimento, ha versato del colorante alimentare rosso nello stesso tipo di latte e lo ha somministrato ai 10 campioni, ciascuno dei quali ha mostrato una certa perplessità prima di sorseggiare il latte colorato, in quanto il colore tendente al rosa del latte ha messo in allarme il cervello, influenzando la percezione di uno stesso prodotto. Dopo la degustazione, questi dieci volontari hanno fornito il loro riscontro, sostenendo che il latte fosse avariato, di sapore sgradevole e non idoneo al consumo, trattandosi, per lo più, dello stesso tipo di latte somministrato nella prima fase di degustazione.

Il vino: ai dieci volontari (campioni), è stato chiesto di assaggiare un comunissimo vino in brik della grande distribuzione, versato all’interno di due bottiglie con il medesimo formato ma con un tipo di etichettatura differente. La prima bottiglia riportava un’etichetta semplice, spartana, con dettagli grafici poco strutturati, per certi versi un pò squallida, mentre la seconda bottiglia presentava un’etichetta dai caratteri artigianali, pregiati, con sfumature e dettagli cromatici curati. Nel caso della prima bottiglia, dopo un breve focus sull’etichetta, e la degustazione del vino, i campioni hanno fornito il proprio riscontro, affermando che si trattava di un vino di bassa qualità, troppo fluido e dal sapore amaro e sgradevole. Subito dopo ai dieci volontari è stata somministrata la seconda bottiglia di vino (dello stesso tipo), certamente più curata. Anche in questo caso, dopo un breve focus sull’etichetta più raffinata, ai campioni è stato chiesto di provare il vino contenuto nella seconda bottiglia. Da questa seconda degustazione è scaturito che si trattava di un vino corposo, intesto, pastoso e dal retrogusto “floreale”, dunque un vino di buona qualità… E invece no… Il vino era sempre lo stesso!

Questi esperimenti, associati agli studi sulla sinestesia, dei più noti centri accademici d’Europa, come l’Università di Oxford, hanno dimostrato che il gusto parte prima di tutto dalla vista e che i colori, nonchè l’aspetto di un alimento risulta determinante ai fini della scelta del prodotto alimentare. Ed è su queste straordinarie e inaspettate dinamiche visive che gli esperti del marketing fanno leva per creare prodotti con confezioni (package), le cui sfumature cromatiche, i cui elementi grafici e la cui forma, possa determinare nell’acquirente una percezione di alta qualità.

Ricordiamo, come già affermato, che i colori giocano un ruolo guida nella percezione della qualità, è per questo che colori come il rosso e il verde vengono utilizzati per il package primario o secondario, in quanto conferiscono una netta “sensazione” di qualità, di freschezza.

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