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“Historiae” del Taurasi. Da Tito Livio ai Giorni d’oggi. (Parte 1)

Aglianico

Tito Livio può essere definito come il principale storico dell’età augustea. Si cimentò in un’impresa ardua, quella di raccontare, in modo preciso ed analitico, la storia di Roma a partire dalla sua fondazione, per mano di Romolo, il 21 aprile del 753 A.C.(almeno secondo la leggenda), fino alla nascita del Salvatore Gesù Cristo.

La sua opera principale, “Ad urbe condita”, altrimenti conosciuta come “Historiae”, consta di ben 142 libri ma, malgrado sia già una collana mastodontica, la si ritiene incompleta. Purtroppo sono giunti ai nostri tempi solo 35 di questi tomi ed alcuni solo parziali. In un tratto dell’opera lo storico descrive la Taurasia definendola “..dalle vigne opime”.

In effetti, già all’epoca, in quelle terre vicino ad Avellino si potevano scorgere distese di vigne che producevano un vino delizioso. Il “Taurasi rosso”, così lo definisce ai giorni d’oggi il nuovo Disciplinare D.O.C.G., è un vino prodotto con almeno l’85% del vitigno Aglianico.

Cenni sul vitigno Aglianico

L’Aglianico è uno dei vitigni di bacca nera maggiormente impiantati nel meridione d’Italia (viene preceduto, in questa particolare classifica, solo dal Nero D’Avola, altrimenti chiamato “Calabrese Nero”, dal Primitivo e dal Negro Amaro). Le due più conosciute e apprezzate produzioni sono l’Aglianico del Taburno, vino campano tipico della provincia di Benevento e l’Aglianico del Vulture”, vino lucano pregiatissimo della provincia di Potenza.

Qui, grazie ad un terreno pregno di sali minerali e di potassio, dovuto ai pendii adagiati su un vulcano inattivo, il vitigno trova un ambiente ideale tale da far assumere al vino caratteristiche simile al principe del vino piemontese: il Barolo.

L’Aglianico è un vino rosso che probabilmente deve il suo nome alla parola greca “Hellenica”, che ne definiva probabilmente la provenienza (la Magna Grecia). In effetti si pensa che i primi ceppi vennero portati dalla Grecia alcuni secoli prima della nascita di Gesù Cristo.

L’Aglianico è un vino rosso secco, molto elegante, che ama trascorrere qualche mese nelle barriques e che lascia trasparire sentori di frutta di bosco, di viola, di ciliegia, con alcune produzioni che regalano note speziate di tabacco e di vaniglia. Spesso di gradazione elevata, anche superiore ai 14°, ha un profumo intenso e ha un’armoniosa presenza di tannini. Ha un finale lungo e persistente.

E’ fatto per essere consumato dopo qualche anno dall’imbottigliamento e si consiglia il servizio alla temperatura di 18° – 20° centigradi. E’ de plano che gli abbinamenti culinari preferiti siano arrosti, brasati, selvaggina e formaggi stagionati.

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