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I canestrelli di Torriglia: e torna il buonumore!

canestrelli

Il comune di Torriglia è un piccolo ma grazioso borgo situato nell’entroterra genovese, che vanta una storia millenaria. Infatti si stima che la cittadina esistesse già durante l’epoca romana, e venne contesa dalle principali famiglie nobiliari ligure (nell’antica Genova riuniti in “alberghi”), divise tra l’appoggio al Pontefice (i Guelfi) e all’imperatore (i Ghibellini).

Nel XIII secolo avvenne il passaggio di consegne tra la famiglia dei Malaspina e i Fieschi che, fino alla presa del potere del casato dei Doria nel XVI secolo, segnarono le sorti del paese.

Con il passare dei secoli Genova divenne una provincia industrializzata che basò la propria ricchezza sui traffici via mare, grazie all’espansione dei suoi porti.

Nel XX secolo il comune di Torriglia divenne, dunque, un luogo di residenza estiva delle signorie genovesi, che ivi trovavano rifugio alla ricerca di serenità, tranquillità e pace, riscoprendo i valori della natura e dei prodotti genuini della campagna.

Torriglia è rinomata in tutta la Liguria per la produzione di un dolce: i celeberrimi canestrelli. Per prima cosa dobbiamo metterci il cuore in pace: questa tipologia di canestrelli sono un dolce tutt’altro che ipocalorico, visto la forte presenza di burro e zucchero che, sommati insieme, raggiungono quasi la percentuale della farina.

Spesso, come in questo caso, il gusto supera ampiamente qualche rimorso per la linea, che può essere facilmente ritrovata grazie a una bella passeggiata nei boschi limitrofi, alla ricerca di castagne e funghi porcini.

INGREDIENTI:

  • Farina 500 g;
  • Burro 300 g;
  • Zucchero 150 g;
  • Tuorli d’uova (n.3 circa di medie dimensioni extra fresche);
  • Scorza di limone grattugiata q.b.
  • Rhum (versione originale) o Marsala q.b (almeno nella versione del Comune di Montoggio);
  • Vaniglia (una bustina) q.b.
  • Zucchero a velo.

La preparazione è “sulla carta” abbastanza semplice, infatti basta adagiare in mezzo alla farina il burro a cubetti (con la sola accortezza di averlo tirato fuori dal frigorifero una mezz’oretta prima), la scorza di limone, la vaniglina, l’uovo, il Rhum o il Marsala e lo zucchero.

Dopodiché, dopo aver amalgamato per bene gli ingredienti fino a formare un unico impasto, lo si avvolge nella carta trasparente e viene lasciato riposare almeno una mezz’oretta nel frigorifero.

Infine si dovrà tirare per bene la pasta, utilizzando il mattarello in legno, fino a quando avrà raggiunto lo spessore giusto, a questo punto si potranno formare i biscotti con la formina dei canestrelli.

Il consiglio della nonna: la formina ha la classica forma a margherita che donerà un bellissimo aspetto ai vostri biscotti, ma vi farà, apparentemente, sprecare molto impasto. Non preoccupatevi! Prendete i “rimasugli” e rilavorateli seguendo il procedimento appena descritto. Non dimenticatevi, alla fine, di spennellare alcuni biscotti con l’uovo: assumeranno un colore caldo e dorato. I restanti li potrete ricoprire con lo zucchero a velo, per la gioia dei bambini e dei grandi più golosi!

Cottura: quanto basta, una ventina di minuti a fuoco intorno ai 180 gradi.

Da oggi, dunque, avete un motivo in più per fare una gita fuori porta nell’entroterra ligure: i canestrelli vi aspettano appena sfornati, caldi di forno!

 

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