Beverage

Il chinotto, un amaro piacere italiano

Di colore scuro e ambrato, caratterizzato da un sapore piacevolmente amaro e frizzante il chinotto è una bevanda analcolica di origine tutta italiana che, seppure non famoso come altre leccornie gastronomiche, ha seguito i migranti del bel paese in tutto il mondo, dall’Australia al Canada, passando per le botteghe specializzate in prodotti italiani.

Questa dissetante bibita, forse un po’ rétro, ma con ottime possibilità di avere un futuro decisamente vintage, è fatta con il frutto dell’omonimo agrume, il Citrus myrtifolia, che viene coltivato per lo più in Italia, in particolare in Liguria, Toscana, Sicilia e Calabria.

La pianta di chinotto sarebbe stata importata in Europa da un viaggiatore livornese o savonese intorno alla fine del sedicesimo secolo di ritorno da un viaggio in Cina e proprio al nome del paese di origine deriverebbe la denominazione comune. Alcuni, d’altra parte, affermano che l’albero sia il risultato di una semplice mutazione dell’arancio amaro, perciò assolutamente autoctono del Mediterraneo.

La bevanda ha una storia altrettanto ambigua c’è chi pensa che sia stata inventata nel 1932 dalla società bergamasca San Pellegrino oppure dalla Recoaro che negli anni cinquanta aveva la maggiore fetta di mercato; per altri il brevetto originale apparterrebbe all’azienda fondata nel 1949 da Pietro Neri nel viterbese, che tra l’altro tra gli anni cinquanta e settanta era molto in auge grazie agli slogan accattivanti che grazie ad allitterazioni, rime e giochi di parole diventarono veri e propri tormentoni (Non è chinotto se non c’e l’8; Se bevi NERI…NE RI bevi; Sapore raro, dissetante dolce e amaro).

Chiunque siano stati gli inventori in molti sono ancora loro grati perché la bevanda quatta quatta ha saputo ritagliarsi una nicchia di affezionati che probabilmente culmina nella zona di Genova e della Liguria in generale.

Nel tempo le ricette si sono differenziate, ma hanno in comune la gran parte degli ingredienti, ma mentre taluni si pregiano di usare solo chinotti di Savona che sono presidio Slow Food; altri appongono la dicitura chinotto originale; infine, c’è chi dichiara di attenersi all’antica ricetta.

Ciò che è certo è che ormai la produzione della bevanda nata nel centro nord della penisola si è diffusa con successo un po’ ovunque trovando interpretazioni specifiche in ogni regione in cui è approdata, dalla Sicilia alla Lombardia.

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