Rubrica Agroalimentare

Il cibo come souvenir: l’Italia sul tetto del mondo

Il Cibo

Cosa portare a casa dopo la vacanza in Italia?

Non un souvenir, ma un prodotto agroalimentare Made in Italy, questa la tendenza che gli stranieri in viaggio nel Belpaese stanno confermando con i loro acquisti. Ce lo dice la Coldiretti: il food shopping (62%) batte nettamente l’acquisto dei tradizionali souvenir (50%) tra le scelte dei visitatori esteri. Sono queste alcune delle recenti elaborazioni effettuate dalla maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana sullo studio “In viaggio attraverso l’Italia” di Confimprese.

Il made in Italy affascina soprattutto i russi, che scelgono il cibo italiano nell’87% dei loro viaggi come cadeaux da mettere in valigia. Un trend favorito anche dall’embargo che la Russia si è imposta verso frutta, vegetali, carne, pesce, latte e prodotti caseari provenienti dal resto del mondo a seguito delle sanzioni internazionali a lei comminate dalle principali nazioni europee e mondiali.

L’export agroalimentare italiano cavalca la cresta dell’onda in tutto il mondo e nel 2015 ha toccato il suo apice storico con 36,9 miliardi di fatturato, ben l’8% in più rispetto all’anno precedente. A conferma di questa eccellenza tutta tricolore, si registra un importante riconoscimento all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, premiato quale ristorante migliore al mondo da The World’s 50 Best Restaurants, considerato l’oscar dei cuochi.

Un riconoscimento inedito per l’Italia, che può vantare tra i suoi primati ben 4.886 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni e ottenuti secondo regole tradizionali protratte per almeno 25 anni, 283 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg.

L’Italia primeggia ancora nella sicurezza alimentare per il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari, attestandosi ad una percentuale (o,5%) nettamente inferiore alla media europea e a quella dei paesi extraeuropei.

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