Beverage

Il “Cinque Terre D.O.C.”, un vino esclusivo dal sapore del mare.

Lo specchio d’acqua situato all’estremo oriente della Liguria regala scorci naturalistici e paesaggistici unici e incantevoli.

E’ stato denominato, non a caso, “Golfo dei Poeti”, visto il lieto soggiornare di intellettuali del calibro di Lord Byron, George Sand, Percy B. Shelley, Lawrence oltre che al futurista Marinetti, al “Vate” D’Annunzio e allo scrittore e regista Mario Soldati.

Le “Cinque terre” (Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore), oltre ai borghi marinari di Portovenere, Lerici, Tellaro, sono luoghi seducenti che hanno trovato il loro spazio “rubando” metri preziosi alla florida natura circostante, e riuscendo nel miracolo di aumentarne la bellezza.

Alcuni vignaioli dotati di un giusto grado di incoscienza unito ad una sana “follia” hanno deciso di impiantare vigne, spesso di piccolissime dimensioni, abbarbicate tra le colline frastagliate che scivolano rapidamente verso il mare.

Lo spirito pioneristico e avventuriero di questi produttori è facilmente riscontrabile partecipando alle escursioni in vigna da loro organizzate, percorrendo le stradine a picco sul mare, che vengono utilizzate normalmente per la loro attività: sono strette, irte, irregolari ma hanno un punto di vista esclusivo ed impagabile dell’orizzonte.

In queste terre vengono prodotti principalmente due tipologie di vini estremamente differenti tra loro nel gusto: lo “Sciacchetrà” e il “Cinque Terre”. I

Il primo è certamente il più conosciuto, pregiato e ricercato dagli intenditori italiani e internazionali. E’ un vino dolce, di qualità eccelsa e composto dalla commistione di tre vitigni: “Bosco” (in maggioranza), “Albarola” e “Vermentino” (in piccole quantità).

Il “Cinque terre” è invece un vino di bacca bianca secco, formato sempre dall’unione dei tre vitigni sopracitati, ma in percentuali più similari rispetto al precedente.

La caratteristica peculiare di questo vino è il sapore di mare. E non potrebbe essere altrimenti se pensiamo che le vigne sono impiantate a pochi metri dal golfo.

Infatti la sapidità accentuata è dovuta non solo alla conformazione del terreno, ma anche alle correnti marine che depositano piccole quantità di sale sulle bucce e che ne influenzano, seppur marginalmente, il gusto.

Il suo profumo intenso deriva dagli aspri e irti terrazzamenti che rendono adatto il “Cinque Terre” per accompagnare i piatti di pesce, specialmente quelli con più personalità. Ma non solo. Infatti le peculiarità di questo vino ben si sposano con un piatto tradizionale della cucina ligure: le “trenette   o i croxetti al pesto”, da gustare con patate lesse e fagiolini.

La ricetta del “Pesto alla genovese” prevede i seguenti ingredienti: il basilico genovese D.O.P. (magari del quartiere genovese di Prà), l’olio extra vergine d’oliva esclusivamente della Riviera ligure, il formaggio grattugiato (a seconda delle usanze possono essere utilizzati il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano o il Pecorino sardo, tutti rigorosamente D.O.P.), i pinoli, l’aglio e qualche grano di sale grosso.

Inoltre è necessario possedere in casa un mortaio in marmo con abbinato un pestello in legno e armarsi di tanta pazienza per completare al meglio tutte le fasi della lavorazione. Tuttavia il risultato finale sarà un primo piatto succulento e delizioso.

Non vi resta dunque che passeggiare per gli splendidi caruggi (vicoletti) dei paesini affacciati sul golfo dei poeti ed acquistare il vostro “Cinque terre D.O.C.” preferito.

Molte le cantine da segnalare, tutte contraddistinte da una piccola produzione (poche migliaia di bottiglie) e tanta, tanta qualità. Tra queste mi piace ricordare l’azienda agricola “Forlini Cappelini” e l’azienda “Walter De Battè” di Riomaggiore, l’azienda agricola “Vetua” e la società agricola “Begasti” di Monterosso al Mare, e molti altri ancora.

Dove trovarli? Magari passeggiando per Porto Venere (o Portovenere), Patrimonio dell’Umanità UNESCO, potreste rifornirvi presso la storica enoteca La Caracca”, dove, dopo esservi ripresi dalla bellezza del negozio con i suoi antichi soffitti a volte, potrete acquistare l’eccellenza ligure e italiana del vino e un pesto, di loro produzione, tra i migliori in Liguria.

Un’ultima considerazione: le piccole dimensioni dei terrazzamenti vitati uniti all’asperità dei luoghi causano rese bassissime che, da un lato, permettono un’alta qualità del prodotto, ma che ne aumentano, obtorto collo, il costo a bottiglia.

Ma non preoccupatevi, il prezzo è tuttavia abbordabile e mai esagerato rispetto al piacere e al gusto di sorseggiare un vino che sa di mare, del mare del Golfo dei Poeti, amato da tutti coloro che hanno avuto il piacere di ammirarlo.

     caracca1           caracca2

Commenti

Commenti

You Might Also Like