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Il consorzio Parmigiano Reggiano combatte l’Italian Sounding negli Usa

Il Consorzio Parmigiano Reggiano ha avviato un’ indagine per denunciare gli effetti di un fenomeno sempre più diffuso, l’Italian Sounding.

Questo fenomeno rappresenta una reale minaccia per il settore agroalimentare, in questo caso per il comparto caseario Made in Italy, a danno di un prodotto che rappresenta una pietra miliare nel mondo dei formaggi italiani di qualità, causando un risvolto negativo per produttori, generando un danno d’immagine ed economico ai consumatori inconsapevoli dell’inganno.

Il Consorzio Parmigiano Reggiano intende combattere questo fenomeno, denunciando alla Commissione Europea i danni provocati da questa pratica “ingannevole”. L’Unione Europea ha avviato i negoziati TTIP con gli Stati Uniti, denunciando il fenomeno dell’Italian Sounding, al fine di combattere la contraffazione del prodotto e limitare l’ingente danno economico e d’immagine per i produttori italiani, garantendo la massima trasparenza ai consumatori indicando l’effettiva provenienza del prodotto.

L’indagine del Consorzio ha messo in luce il danno provocato dall’Italian Sounding negli Usa, sottolineando i quantitativi di prodotti contraffatti, distribuiti come “Parmesan”, che ammonta a ben 100000 tonnellate, collocate nel mercato statunitense con confezioni che richiamano il Made in Italy.

Il Consorzio mette in luce una ricerca sviluppata dall’Aicod, secondo cui questo fenomeno ha un impatto negativo anche sui consumatori; ne consegue un danno economico importante per i produttori. Gli esiti della ricerca evidenziano come il 66% dei consumatori americani identificano il “Parmesan” come un formaggio duro, di provenienza italiana e con caratteristiche peculiari inequivocabili.

Il Consorzio ha dimostrato, mediante delle interviste ai consumatori, come questi vengano tratti in inganno dall’Italian Sounding. Durante l’intervista il consorzio ha mostrato due confezioni di prodotto Parmesan“, di cui una prima priva di richiami al made in Italy e l’altra con evidenti riferimenti al tricolore.

Il 38% degli intervistati ha riconosciuto il “Parmesan” nel prodotto privo di richiami al tricolore, purtroppo la situazione si è rivelata più grave del previsto poiché oltre il 60% degli intervistati ha identificato il “Parmesan” nel prodotto con la confezione caratterizzata dall’Italian Sounding.

Spesso i produttori di Parmesan contraffatto fanno ricorso alla bandiera tricolore italiana oppure ad un monumento che ne asserisca l’origine italiana, traendo in inganno il consumatore americano ignaro, convinto di acquistare un prodotto Made in Italy. Il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, sottolinea che il fenomeno colpisce milioni di consumatori, determinando un grave pregiudizio all’incremento delle esportazioni del Parmigiano Reggiano “autentico”, da cui consegue un danno economico per i produttori italiani.

Le statistiche confermano come in realtà l’attenuazione del fenomeno può incrementare i volumi di vendita di Parmigiano “autentico”Gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato nell’ambito delle esportazioni, con circa 6.600 tonnellate di Parmigiano collocate, pari al 17,8% delle quantità esportate (Francia e Germania sono i principali mercati di sbocco). Ogni anno vengono esportate 44.000 tonnellate di Parmigiano.

Questo volume di esportazione è destinato a crescere, a maggior ragione se l’intervento dell’UE e i negoziati con gli Usa riuscissero ad attenuare l’Italian Sounding, determinando una fluttuazione dei volumi di Parmigiano esportabili, prendendo il posto dei prodotti contraffatti. Il Consorzio Parmigiano Reggiano intende combattere questo fenomeno, come dichiara Alai, che secondo la normativa europea sul Dop è irregolare, mentre negli Stati Uniti rappresenta una pratica lecita.

L’unico modo per sconfiggere tale fenomeno consiste nel comunicare ed informare il consumatore americano dell’inganno da parte dei produttori statunitensi. Gli esiti della ricerca effettuata nel 2015 verranno presentati a Bruxelles nel 2016, dimostrando come la distribuzione di un prodotto Dop contraffatto implica un danno per i produttori “autentici” che per il consumatore.

L’indagine del Consorzio sposta l’attenzione sull’inganno a scapito del consumatore americano, in quanto rappresenta l’unico terreno comune, mediante il quale raggiungere un compromesso tra UE e Usa, al fine di limitare l’Italian Sounding. L’obiettivo del negoziato consiste nell’applicazione di una Policy internazionale sul rispetto delle indicazioni di origine e geografiche del prodotto, a favore di una corretta informazione e della trasparenza nei confronti del consumatore.

L’iniziativa del Consorzio rappresenta un modello da seguire per limitare gli effetti dell’ Italian Sounding, per salvaguardare il vero “Made in Italy” ed il consumatore.

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