Rubrica Agroalimentare

Il made in Italy in vetta, la carne piemontese diventa I.G.P.

Bovini Piemontesi della Coscia

Il made in Italy agroalimentare taglia un altro traguardo importante, alla conquista di una nuova vetta!

I prodotti made in Italy, vantano un prestigio eccezionale a livello globale, infatti l’Italia è famosa per i suoi prodotti d’eccellenza come il vino, la frutta e gli ortaggi, la pasta, i dolci tradizionali e la carne.

Proprio il comparto della carne nel 2016 ha fatto registrare ottimi risultati in termini fatturato e ha chiuso l’anno con il conseguimento di un ottimo traguardo, ovvero il riconoscimento I.G.P. per la carne di “Vitelloni Piemontesi della Coscia”, anche grazie a supporto della Coldiretti che ha sostenuto l’iniziativa insieme ai suoi allevatori del Piemonte.

Per questa straordinaria razza Bovina si aprono nuove frontiere, grazie alla pubblicazione della domanda di registrazione nella Gazzetta Ufficiale UE serie C del 23 Dicembre 2016, un trampolino di lancio essenziale nella valorizzazione di un’altra perla del made in Italy, per lo più famosa in tutto il mondo per le peculiarità intrinseche e organolettiche, di cui vi parliamo sotto.

Con il riconoscimento I.G.P. dei “Vitelloni Piemontesi della Coscia” si apre un nuovo capitolo, dunque, che restituisce un maggior valore aggiunto non solo al bestiame e alla carne che se ne ricava, bensì per l’intera filiera produttiva, che prima del riconoscimento ha fatto registrare, per la sola razza bovina in questione, fatturati importanti, prossimi ai 500 milioni di Euro per quanto concerne l’attività di allevamento, valori che fluttuano notevolmente se consideriamo l’intero circuito produttivo della filiera, oltrepassando la soglia di 1 miliardo di Euro.

Quindi l’I.G.P. restituisce altro valore all’intera filiera dei “Vitelloni Piemontesi della Coscia”, che, giusto per fornire altri numeri, implica ad oggi un volume di capi di bestiame di razza, appunto, pari a 350 mila unità, spalmate tra le 6 mila aziende che operano in un contesto geografico che vanta delle aree montane ottime per il pascolo dei bovini stessi. L’intera filiera, inoltre, conta ben 15 mila impiegati, tra collaboratori e personale dipendente specializzati nel settore.

Quindi, possiamo affermare con assoluta certezza che questo importante riconoscimento, ottenuto grazie al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e alla Comunità Europea e sostenuta da Coldiretti,tende a valorizzare l’intera filiera e ciò che ruota attorno all’oggetto della tutela, dunque la Biodiversita e le aree montane destinate al pascolo di questa imponente razza bovina.

Ma cosa rende questa razza bovina così speciale? 

Beh, per rispondere a questa domanda apparentemente semplice, dovreste prima osservare un capo di razza, per farvi un’idea delle dimensioni e poi assaggiarne la carne.

I “Vitelloni Piemontesi della Coscia”  grazie al “carattere della coscia” – afferma Coldiretti – che contraddistingue questi esemplari da altre razze, per le caratteristiche organolettiche, la consistenza e il sapore della carne, vanta un elevato contenuto di proteine e una quantità ridotta di lipidi. Ed è proprio l’imponente massa muscolare di questi capi la principale peculiarità, basta guardare i quarti posteriori intuirne la mole, frutto dell’azione di un gene che non è più in grado di regolare la produzione di “Miostatina”, determinando un eccessivo sviluppo muscolare dei capi di bestiame appartenenti a questa razza.

L’I.G.P. “Vitelloni Piemontesi della Coscia” è riservata alle carni ottenute da esemplari maschi e femmine iscritti al Libro Genealogico relativo, o da figli di “genitori” entrambi registrati presso tale archivio, ma di età superiore ai 12 mesi, allevati in Piemonte o presso alcuni comuni della Liguria, siti in provincia di Savona e Imperia.

Le carni dei “Vitelloni Piemontesi della Coscia” sono accompagnate da un’etichetta, che riporta la denominazione I.G.P. e il relativo logo, il simbolo dell’UE e la denominazione di vendita ” Bovino adulto”.

Il 2016 si è chiuso con un’importante traguardo raggiunto per l’agroalimentare made in Italy, ma il 2017 svelerà le nuove frontiere per il settore e gli ambiziosi obiettivi da conseguire per sostenere e valorizzare la crescita del comparto della carne.

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