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Il pesce azzuro: una vera delizia. Scopriamo due ricette con le acciughe!

pesce

La denominazione “pesce azzurro“ indica un numero elevato di specie ittiche caratterizzate dal dorso color azzurro/verdognolo e dal ventre tendente all’argento, che vivono prevalentemente nell’Oceano Atlantico, nei mari settentrionali dell’Europa e nel nostro mar Mediterraneo.

Questa definizione, pur non essendo di matrice scientifica bensì derivata dagli usi e dalle consuetudini commerciali, individua pesci a buon mercato utilizzati nella cosiddetta “cucina povera“, ma ricca di elementi nutrizionali fondamentali per l’uomo.

Sono gli “Omega 3“, degli acidi grassi che ricoprono una funzione di notevole importanza per il nostro organismo, soprattutto per il muscolo cardiaco e per il cervello.

Inoltre, questi acidi grassi hanno proprietà benefiche che permettono il prevenire della formazione di masse tumorali dannose, di abbassare il livello dei trigliceridi e di aiutare le donne durante la gravidanza.

Una delle specie più comune di pesce azzurro è l’acciuga, altresì conosciuta con il termine alice, soprattutto nelle regioni meridionali italiane. Ebbene, abbiamo scoperto forse “l’acqua calda”, ma i due termini “acciuga” e “alice” indicano la stessa varietà ittica.

Differente invece la sardina, un pesce azzurro simile all’acciuga, ma solitamente di dimensioni poco più grosse, con una linea più massiccia e meno affusolata e caratterizzata da un “musetto” diverso: con la parte inferiore più lunga la sardina, con la parte superiore più lunga l’acciuga.

Una ricetta ligure: le acciughe marinate all’olio

INGREDIENTI

  • Acciughe (acquistate fresche direttamente al porto o dal pescivendolo di fiducia);
  • Limoni non trattati BIO;
  • Olio extra vergine d’oliva Olio Evo Mancuso o Piano del Lentisco;
  • Aceto di vino bianco;
  • Aglio q.b.;
  • Prezzemolo q.b.;
  • Sale q.b.;
  • Pepe q.b.

PREPARAZIONE

Nessuno si preoccupi, la preparazione è estremamente semplice ma necessità  di due qualità  fondamentali: la pazienza e l’accuratezza.

Infatti, in primis dobbiamo pulire le acciughe ponendo una grande attenzione, lavandole sotto l’acqua corrente e asportando la testa e le lische interne. Dopo un secondo lavaggio per eliminare tutto il residuo degli organi interni, le nostre acciughe, aperte a libretto, sono pronte per essere adagiate nella teglia.

A questo punto è buona cosa lasciarle riposare un quarto d’ora nell’aceto, probabilmente a causa di un retaggio del passato, quando venivano sbollentate nell’aceto bianco di vino, per paura dei parassiti che potrebbero transitare nell’organismo umano.

Il passo successivo è quello di rimuovere l’aceto (che tuttavia da carattere al gusto del piatto) sostituendolo con abbondante succo di limone, appena spremuto. Questa fase è fondamentale in quanto questa particolare preparazione non prevede la cottura in forno ma la marinatura con il limone, quindi basterà aggiungere l’olio, il sale (senza esagerare) e lasciare riposare il tutto per qualche ora nel frigorifero. Al momento del servizio verranno aggiunti il prezzemolo e l’aglio tritati finemente.

Una variante della ricetta: le acciughe al tegame

Una succulenta variante è rappresentata dalle acciughe al tegame, ottenute seguendo la stessa minuziosa pulizia sopra descritta e inserendo le acciughe freschissime nel tegame cospargendolo di olio, limone, aglio e prezzemolo finemente tritati.

La grande differenza sta nella cottura, non più marinata nell’olio ma in forno per una quindicina di minuti!

Allora, quale delle due ricette avete scelto? Fateci sapere quale preferite!

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