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Il sale fa male? Scopriamolo insieme

sale

Fin prima della nascita di Gesù Cristo il sale era considerato come una vera e propria moneta di scambio, ed era divenuto talmente pregiato da costringere i regnanti dell’epoca a costruire strade che ne agevolassero il trasporto e lo scambio.

Un po’ di storia

Che fosse nell’antica Mesopotamia, nell’Egitto o nel maestoso Impero Romano, l’oro bianco, così venne definito, costituiva un elemento fondamentale per agevolare il progredire delle società e delle civiltà passate.

E’ facile comprenderne il motivo. In primo luogo perché questa spezia permetteva di conservare i cibi, principalmente carne, pesce e verdura, garantendo una costante gradevolezza alle derrate alimentari.

Ai giorni d’oggi, grazie all’introduzione dei frigoriferi e di altre innovazioni tecnologiche, il sale ha perso parte della sua importanza sociale, pur rivestendo ancora un ruolo rilevante come ausilio alle nostre preparazioni culinarie, in quanto in grado di conferire maggior sapore, rendendo i nostri piatti più stuzzicanti.

Ma, ahimé, ai giorni d’oggi viene assunto, da noi italiani, in misura doppia o addirittura tripla rispetto alla normale necessità del nostro organismo, divenendo concausa di molte gravi patologie.

Il sale fa male?

I primi organi a subire gli effetti dannosi dal consumo eccessivo  sono i reni (nefropatia calcoli, etc.), seguiti dal cuore e dalle ossa (l’eccessiva assimilazione causa la perdita di calcio con il conseguimento indebolimento dello scheletro).

Inoltre un’assunzione di sale superiore ai 5 grammi al dì (dato consigliato dalla OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità) può causare ipertensione e obesità, in quanto un eccessivo apporto induce l’uomo ad assumere bevande, spesso gassate e quindi ricche di calorie.

Malgrado tutto è utile ricordare come la giusta dose di sale sia necessaria per il buon funzionamento del nostro organismo, specialmente nelle stagioni più calde o durante intensi periodi di allenamento fisico.

Tipologie 

Una prima distinzione è tra il sale marino, raccolto facendo evaporare l’acqua del mare in apposite saline, tramite procedimenti di antichissime origini, e la salgemma, estratta con macchinari dalle miniere site o nel sottosuolo terrestre o a cielo aperto.

Una seconda distinzione può essere tra il sale marino raffinato, povero di oligoelementi, il sale marino integrale, maggiormente naturale rispetto al precedente e caratterizzato da un sapore più accentuato, il sale iodato, i cui elementi standard sodio (Na) e cloro (Cl) vengono integrati con l’aggiunta di iodio, risultando utile per la regolazione della tiroide, oppure, al contrario, il sale senza iodio, indicato per coloro che soffrono di pressione arteriosa troppo elevata.

Le eccellenze produttive in Italia

In Italia possiamo vantare antiche e prestigiose produzioni di Oro Bianco. Scendendo dal settentrione al meridione troviamo le “saline di Cervia (RA)”, che donano un sale integrale marino caratterizzato da un sapore dolce, dovuto principalmente alla peculiare composizione dello stesso, quasi privo di cloruri amari.

Inoltre è naturalmente ricco di oligoelementi e di sostanze utili al nostro organismo.

In Sardegna, invece, viene raccolto il “Fior di sale”, amato dai professionisti della cucina e dai veri intenditori, grazie al sapore raffinato, delicato e di rara bontà.

Infine non possiamo non ricordare il “sale di Trapani”, vera e propria eccellenza italiana nel mondo, prodotto nei mesi estivi e ricco di potassio e magnesio.

Le eccellenze nel mondo

A livello mondiale ne esistono molte tipologie di altissima qualità e degne di nota: il fior di sale della Camargue, il “Blu di Persia” (che deriva dalla silvinite), il sale rosa dell’Himalaya e le varie tipologie delle isole Hawaii.

Conclusioni

Come abbiamo potuto capire da questo breve excursus l’assunzione dell’Oro Bianco nelle giuste ed esigue dosi, rappresenta un elemento fondamentale per il nostro organismo.

Proprio per questo motivo ricordiamoci sempre di acquistare solo sale di alta qualità, ricco di oligominerali e di sostanze positive per il nostro organismo.

E se è italiano, ancora meglio..

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