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Il tramonto del Tartufo Bianco d’Alba, l’icona italiana in pericolo

Tartufo

Nelle Langhe, risuona deciso l’eco del pericolo per l’economia albese e per l’immagine di un prodotto tipico della gastronomia piemontese, il Tartufo Bianco d’Alba.

E’ presto detto, il mondo del Tartufo è in fermento, parliamo, appunto di una varietà particolarmente pregiata, quella Bianca D’Alba DOP, un’icona dell’Agroalimentare made in Italy, al quale viene dedicata, nel mese di Ottobre e Novembre, la Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, un vero e proprio convogliatore di turisti, che ha, in parte, determinato la fama e il prestigio di questo prodotto piemontese, apprezzato in tutto il mondo.

Tutto questo fervore è stato causato da una disposizione della Legge 752/85, nella bozza del Piano Nazionale di Filiera, il quale verrà discusso Venerdì a Bologna. La 752/85 per identificare il Tuber Magnatum Pico permette di adoperare nomenclature, o meglio, denominazioni come: “Tartufo Bianco”, “Tartufo d’Alba” o “Tartufo Piemontese”, aprendo le porte a possibili violazioni per falsificazione o eventuale uso improprio della Denominazione di Origine per identificare varietà di tartufi con provenienze differenti, giovando dell’immagine e del prestigio di un Brand consolidato nei decenni e divenuto famoso a livello globale, tipico fenomeno di Piedmont Sounding, a danno dell’economia di Alba e per l’intera economia del Piemonte.

Il rischio è concreto, difatti i piemontesi potrebbero assistere ad un netto calo del valore aggiunto del Tartufo Bianco DOP, un vero e propirio marchio del made in Italy, basato su una lunga tradizione decennale che lega il Trifulau al Tabui nella ricerca di questo Oro Bianco del Piemonte.

Persino il Centro Nazionale Studi Tartufo ammette che è il rischio esiste, ma non lasceranno nulla di intentato, poichè ci sono ancora parecchi topic da trattare, riguardo al Tartufo Bianco d’Alba.

Infatti, i vertici d’Alba e della Regione Piemonte si sono mobilitati, poichè vedono sfumare una perla radicata nella cultura piemontese, ed è ciò che ha spinto il Sindaco d’Alba Marello a scrivere una lettera al Mipaaf (Ministero delle Politiche Alimentari Agricole e Forestali), sottolineando che la perdita della DOP determinerebbe un grave e, ancor peggio, ingente danno per l’economia di molte aree, comunque rurali e per il Piemonte, rischiando di vanificare anni di promozione strategica, di sponsorizzazione e di consolidamento di un Brand riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, simbolo dell’Italianità e dell’alta gastronomia dello stivale.

Piuttosto – scrive il Sindaco Marello – la proposta di un piano di lungo periodo consente di affrontare i temi più caldi della disciplina normativa del Tartufo Bianco d’Alba, quali ad esempio: il coordinamento delle regole di raccolta e dei controlli di filiera, la gestione dell’intera rete di raccolta e la corretta definizione degli aspetti fiscali, integrando un efficace sistema di monitoraggio.

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