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Il vino per Natale? Pörlapà, una barbera davvero entusiasmante!

Natale

Il giorno di Natale è probabilmente la festa più sentita e amata dagli italiani. A seconda della tradizione, si iniziano i festeggiamenti già la sera precedente, attendendo la nascita del Bambin Gesù, oppure dalla mattina, con l’apertura dei doni ricevuti sotto l’albero.

Che sia cena o un pranzo, gli italiani organizzano un banchetto succulento, spesso ripetuto negli anni nei piatti tipici, tramandati da generazioni. Impossibile sbagliare qualcosa. Malgrado il giorno di Natale ispiri a tutti bontà, sul pranzo non si perdona niente.

Decisione fondamentale diviene il vino prescelto per accompagnare il piatto forte della giornata. Spesso si preferisce virare verso un vitigno nobile, pregiato, poco acquistato durante l’anno. Qui, però, nascono i problemi (di budget).

Infatti per acquistare una buona bottiglia di Amarone, Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Taurasi, tanto per citare alcune eccellenze italiane, non sempre bastano 15-20 euro a bottiglia.

Spesso si rischia di acquistare un prodotto non all’altezza del prestigio del vitigno. Allora perché non considerarne uno più popolare, che ha scaldato i cuori dei contadini, degli operai e dei giovani che hanno animato con i loro ideali e il loro sacrificio il Risorgimento italiano: la Barbera.

Nel mio libro, Arte&vino, dedico il secondo capitolo a questo vitigno, che da sempre mi affascina e lo paragono all’imponente quadro “Il quarto stato” di Pellizza da Volpedo.

Il primo pensiero che si associa alla Barbera è il Piemonte, il secondo è la peculiare acidità che lo contraddistingue e lo rende unico, il terzo è la rabbia per averne comprata una sola bottiglia e rendersi conto di averla già finita.

A molti lettori la mia scelta di servire una Barbera superiore il giorno di Natale parrà quantomeno avventata se non addirittura bislacca. Invece no, e ve ne spiego i motivi.

Immaginate di acquistare una bottiglia di Barbera superiore della cantina Boeri, dove in una sparuta frazione di Costigliole d’Asti, sulla collina di Bricco Quaglia, da più di cento anni si produce avendo in mente un unico scopo: un vino di qualità alla portata di tutti.

Tradizione che si sposa, nei decenni, con l’innovazione, che diviene una costanza per quelle cantine che vogliono evolversi rispettando le normative e garantendo un prodotto finale sicuro e squisito.

Tuttavia il rispetto della natura e della vigna viene posto al centro del progetto: infatti tutte le tecniche produttive sono estremamente naturali e nel rispetto del territorio. Da queste premesse non poteva che nascere un vino da ammirare.

Proprio per questi motivi la cantina Boeri ha deciso di attribuire il nome “Pörlapà” (un’esclamazione dialettale che esprime stupore) al suo Barbera superiore.

Proviene da ceppi di circa 35 anni impiantati con esposizione a sud, sud-est, in un suolo a base calcarea mista ad argilla, e dopo una vendemmia manuale a fine settembre viene lasciato macerare qualche giorno sulle bucce (circa una settimana), fino all’affinamento in barrique per 18 mesi.

Il risultato? Un vino dal colore rosso rubino estremamente intenso, che al naso regala sentori di frutta matura e al palato si presenta dal sapore pieno e corposo. I 14,5°C si fanno sentire, ma sono perfetti per il pranzo di Natale, intrinsecamente esagerato per natura.

Il prezzo di una delle migliori Barbera superiore in circolazione? Popolare per essere offerto in una giornata speciale, infatti siamo in una forbice di prezzo inferiore ai 20 €.

La Barbera è infatti un vino per tutti, normalmente di prezzo medio basso, in quanto si scontra, quotidianamente, con i grandi vitigni piemontesi derivanti dalle uve Nebbiolo, malgrado che, nelle sue versioni più pregiate, non abbia nulla da invidiare per qualità, pienezza e appagamento rispetto al Barolo e al Barbaresco.

Però è un vino che rivendica, con orgoglio, le sue peculiarità e la sua storia. Proprio per questo l’ho paragonato all’opera “Il quarto stato” dipinto tra il 1900 e il 1901 dal pittore divisionista Pellizza da Volpedo e frutto di un’intensa opera di studi pregressi.

L’opera racconta la storia di una classe sociale, quella degli ultimi, che con orgoglio e maggiore consapevolezza della propria forza, rivendica una nuova considerazione nella società borghese post rivoluzione industriale dell’epoca.

I due uomini e la donna con il bambino raffigurati in primo piano rappresentano tutte le generazioni e i generi, e procedono con passo deciso e gagliardo, ponendo lo sguardo all’orizzonte, senza paura, sapendo che il popolo li segue, approvando.

Alla stessa guisa la Barbera guarda avanti, senza timore, in un mondo di oggi dove il nuovo gusto sembra indirizzato verso costosissimi blend di vitigni, spesso di derivazione bordolese, fiero della sua purezza, della sua storia e delle sue asperità.

Questo concetto è stato ben compreso non solo dalla cantina Boeri, che esporta il “Pörlapà” in 15 stati e in tre continenti differenti, ma dagli appassionati del vino, che lo hanno apprezzato e che ne riconoscono giornalmente il valore e la bontà.

Il Natale è una giornata pura, portatrice di valori quali il rispetto del prossimo e della accoglienza degli ultimi, anche di quelli che marciavano verso un futuro migliore per i loro figli, alla maniera di Pellizza da Volpedo.

Allora per questa giornata mi piace scegliere un vino monovarietale, superbo nel gusto ma non nel prezzo, orgoglioso di essere Barbera, prodotto dall’uomo (e dalla cantina Boeri) nel rispetto della natura e con gli stessi sacrifici di cento anni fa, con lo stesso amore, con la stessa voglia di stupire.

“Pörlapà”!

 

 

 

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