Magazine

Italian Sounding, il cibo che sembra italiano ma non lo è

italian sounding

I prodotti enogastronomici italiani non solo sono tra i migliori al mondo per caratteristiche organolettiche, ma sono anche tra i più controllati, una garanzia di qualità sotto tutti i punti di vista; perciò sono anche i più imitati e a tal proposito è relativamente recente il fenomeno dell’Italian Sounding.

Si tratta di una pratica che la Direzione Generale Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi in collaborazione con Federalimentare cerca di contrastare da anni, infatti già nel 2011 e 2013 ha messo in atto due progetti volti a sensibilizzare i consumatori sull’importanza della filiera italiana, educandoli nel contempo a riconoscere le differenze di qualità tra i prodotti originali e le contraffazioni. Italian Sounding è un’espressione che indica un’attività che usa nomi, immagini e simboli che ricordano quelli italiani, che suonano italiani, ma che hanno tutt’altra origine.

Naturalmente è un fenomeno che danneggia sia l’immagine del prodotto Made in Italy, sia l’economia agroalimentare del bel paese perché le materie prime non sono le stesse e i controlli di qualità e di sicurezza ovviamente non rispettano gli standard dell’Italia per cui il consumatore finale rimane deluso, e il marchio viene screditato; inoltre, l’acquisto di tali merci contraffatte toglie mercato ai prodotti originali.

Il danno procurato all’economia italiana non è da poco dal momento che questa truffa ai danni degli acquirenti fa perdere ai mercati legali circa 4 miliardi di euro l’anno che si traducono, secondo Confagricoltura, in circa 20mila posti di lavoro in meno all’anno; ma c’è di più, se si riuscisse a porre fine a questa pratica si potrebbero creare fino a 300mila posti di lavoro.

La lotta a questa concorrenza sleale prosegue senza sosta raggiungendo anche dei buoni risultati: nella prima metà del 2015 sono state sequestrate più di 150 tonnellate di cibi contraffatti che riproducevano marchi e denominazioni di prodotti di tutte le regioni dello stivale.

Così si va dai Kapeleti alla Mortadela della Romania, alla Zottarella in Germania fino al Prisecco aromatizzato alla frutta in Inghilterra, mentre in Estonia viene prodotto il sugo bolognese. Tutti nomi che possono ingannare il malcapitato acquirente straniero che poco sa della lingua e della qualità italiana finendo per cadere nella trappola dell’Italian Sounding.

Commenti

Commenti

Leggi anche