Rubrica Agroalimentare

L’Autunno e la strage delle Castagne

Castagne

Da sempre l’Autunno è sinonimo di Castagne, e sono proprio queste a segnalarne l’arrivo, regalando uno scenario mozzafiato caratteristico, in cui i colori marrone e giallo scuro predominano sul paesaggio, quasi fiabesco.

Purtroppo quest’anno le notizie sullo stato dei raccolti delle Castagne non sono positive, anzi i dati per il 2016 sono sconfortanti, vuoi per motivi climatici di siccità, vuoi per le conseguenze del parassita di origine Cinese, il Cinipide, che ha fatto seccare gli alberi di castagno, provocando danni ingenti per il settore, addirittura – sottolinea Coldirettinel 2016 abbiamo raggiunto un minimo storico nei raccolti di Castagne dall’Unità d’Italia.

A maggior ragione nel Mezzogiorno, dove le azioni correttive sono in pieno svolgimento, mentre nel Nord Italia si registra un risultato, seppur di poco, più confortante grazie all’intervento controllato di un parassitoide, il Torymus Sinensis, che ha la funzione di attaccare il Cinipide e debellare nel lungo periodo questa ingente “strage delle Castagne”.

Ricordiamo – afferma Coldiretti – che i raccolti italiani, nell’ultimo decennio, si sono ridotti ad un terzo, passando da circa 60 Ktonnellate a meno di 20 Ktonnellate, un dato allarmante specie se paragonato ai raccolti dell’inizio del secolo scorso, oltre le 820 Ktonnellate. E’ un trend negativo quello del 2016, per lo più se consideriamo l’economie che gravitano attorno al mondo delle Castagne: le Sagre autunnali, l’escursioni turistiche per la raccolta e la produzione di legno di Castagno.

Gli alberi di Castagno salvaguardano, inoltre, l’habitat naturale della selvaggina , di alcuni funghi e di frutti tipici dell’ambiente boschivo, quindi hanno un ruolo di straordinaria importanza.

Purtroppo, la drastica riduzione nella produzione italiana “apre le porte” all’import estero di castagne provenienti dalla Spagna, da Portogallo o dall’Albania, come già accaduto. Basti guardare i tassi d’import del 2010 e quelli del 2015, cresciuti di oltre il 600%, passando da 6 Ktonnellate a 32 Ktonnellate di Castagne spacciate per made in Italy .

Dunque, l’obiettivo dei prossimi anni consiste nel debellare il parassita ed ogni attacco ai Castagni, ripristinando nel tempo gli antichi volumi di raccolto, mentre nel breve periodo i consumatori devono accertarsi sulla provenienza oppure recarsi presso i mercati locali a Km0, così da incentivare la crescita del settore delle Castagne, correlati e derivati, al fine di abbattere od attenuare il fenomeno dell’Italian Sounding.

(Fonte: Coldiretti)

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