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La bellezza: intrinseca percezione emozionale che coinvolge i cinque sensi

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Cosa è realmente la bellezza, un’effettiva condizione naturale o una percezione emozionale ad opera dei 5 sensi?

Più volte nel corso della nostra vita sarà capitato di esprimere un giudizio positivo su qualcosa che ci circonda, che sia una persona, un oggetto, un paesaggio, un alimento che consideriamo “bello“.

Bene, ma la bellezza è una caratteristica intrinseca innata o è solo il risultato della percezione sensoriale dell’universo circostante?

Effettivamente, questa è una domanda ricorrente. Il detto: “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace“, in parte rappresenta una reale condizione percettiva.

La bellezza, difatti, è l’insieme delle peculiarità e delle qualità percepite ad opera dei 5 sensi, che suscitano in noi una gradevole sensazione nella percezione del mondo che ci circonda e che, grazie all’esperienza maturata nel corso della vita, attiva un meccanismo di confronto con uno standard o un canone acquisito in precedenza o innato, da cui consegue uno stato emozionale positivo, che ci fa apprezzare ciò che ci circonda.

Tuttavia, bisogna sottolineare che la bellezza è anche una qualità innata, un elemento o tratto distintivo, che fa parte della natura intrinseca di ciò che inconsciamente stiamo esaminando, che sfocia in una comparazione, anche in questo caso, con un canone acquisito nel corso del tempo.

Quindi, la bellezza è prevalentemente una percezione soggettiva di un elemento o del mondo circostante, frutto dell’elaborazione delle informazioni acquisite tramite i 5 sensi, in grado di evocare uno stato di profonda approvazione, gradimento e piacere, condizione che viene attribuita all’elemento esaminato e adoperato successivamente, come termine di paragone con altri nuovi elementi nell’universo circostante.

La bellezza, è una caratteristica che si ritrova nell’ambito dell’ambiente che ci circonda, infatti spesso si considera “bello” un luogo, un prodotto, un piatto, una persona, ma bella può essere anche la narrazione di una poesia o di un racconto, dunque tutto ciò che restituisce un gradevole senso di piacere.

Per comprendere meglio il concetto affiancheremo due contesti apparentemente distanti, dietro cui si cela un comune denominatore: la bellezza innata e percepita.

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Osservando la foto, salta subito all’occhio la chiara e soave bellezza fisica della modella, Ileana Lentini, che attira l’attenzione, mediante il senso della “vista“, di chi la osserva. Tuttavia, con uno sguardo più attento si riesce a percepire un’altra forma di bellezza, in questo caso complementare alla prima, ovvero quella che si cela dietro il mondo del vino, messa in risalto dal calice e dalla botte, alle spalle della meravigliosa Ileana. Questi due elementi (calice e botte) svelano, una forma di bellezza concreta relativa alla peculiare caratteristica del vino e una astratta che rivela tutta la sapienza, la conoscenza, l’abilità e la tradizione tramandata nel tempo, che determina un risultato di straordinaria importanza per gli intenditori del vino, che a sua volta risiede nella qualità intrinseca del vino stesso, un comparto complesso dell’agroalimentare italiano.

Possiamo, quindi, affermare che come nel caso della botte e del calice di vino e della modella di straordinaria bellezza, in primo piano nella fotografia; ogni cosa presente nell’universo circostante può essere considerata “bella”, sia essa astratta che concreta, basta solo che sia in grado di attirare anche uno dei nostri 5 sensi.

Nel mondo del Food o meglio della FoodArt il concetto di bellezza è stato applicato al cibo, definito in genere “buono” e non “bello“, tuttavia le odierne correnti artistiche, grazie ad un’analisi ottica più attenta, quindi ai nostri sensi, sono riuscite a creare delle vere e proprie opere dal cibo, divenendo anche molte “belle” e buone.

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