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La cucina vegana come scelta etica filosofica, ma attenzione…

La cucina vegana si basa sui fondamenti del regime alimentare vegano, che esclude ogni genere di prodotto animale e derivato, quali: carne, pesce, uova, latte e derivati e miele.

Lo stile nutrizionale vegano è stato al centro di numerosi dibattiti, in quanto ritenuto carente di micronutrienti essenziali (Vitamina B12, Vitamina D, Calcio e Zinco), altrimenti integrati con un supporto addizionale (Integratori alimentari).

Le ragioni per cui i consumatori aderiscono al modello nutrizionale vegano risiedono soprattutto nelle scelte etiche e filosofiche. Spesso i Vegani sono anche animalisti, con una forte predisposizione alla tutela e salvaguardia dell’ambiente ed alla sostenibilità.

L’ADA (Academy of Nutrition and Dietetics, ex American Dietetic Association)  ha sottolineato come le carenze dei micronutrienti possano generare dei problemi di salute, per cui è opportuno bilanciare in modo corretto gli alimenti determinando un apporto di nutrienti essenziali sulla base delle peculiarità del consumatore. Il regime alimentare vegano esclude o limita il consumo di prodotti idrogenati, incrementando l’assunzione di cibi biologici, con maggior contenuto di vitamine e sali minerali, in particolar modo dei prodotti come la verdura e la frutta di stagione.

La cucina vegana sostituisce alcuni prodotti alimentari con altri ritenuti più sani, ad esempio l’aceto di vino viene rimpiazzato dall’aceto di mele, considerato più aromatico, lo zucchero bianco sostituito con sciroppo d’agave, malto di riso, malto d’orzo e malto di mais, il cui potere dolcificante è addirittura superiore, con qualità nutrizionali migliori.

La cucina vegana prevede il consumo di quantità limitate di sale marino, spesso sostituito da prodotti a base di soia o il Gomasio, prodotto ricavato da semi di sesamo tostati ed alghe. I semi di sesamo contengono una buona dose di calcio e fungono da spezia nei condimenti per insalate. Il regime vegano differisce dal tradizionale per i prodotti alimentari utilizzati, specializzandosi su uno stile di consumo basato su semi, bulbi, funghi, ortaggi e frutta.

Le patate rosse sostituiscono quelle bianche per il minor contenuto di solanina, alcaloide prodotto dalle solanacee come protezione contro insetti e parassiti. La presenza di questa sostanza tossica limita il consumo di solanacee come peperoni, pomodori e melanzane.

Nell’alimentazione Vegana non può mancare la frutta secca, seppure in quantità limitate, in genere entro i 10-15 grammi, soprattutto le mandorle poichè ricche di sali minerali, potassio e amminoacidi.

I cereali rappresentano i principali elementi costituenti il regime Vegano, tra questi citiamo: Orzo, Riso, Farro, Kamut, Grano Saraceno, Avena, Segale, Miglio, Amaranto e Quinoa. Come per la cucina tradizionale anche la Vegana permette di variare le combinazioni di alimenti, creando per lo più dei piatti gustosi.

La cucina vegana impiega diversi tipi di alghe, grazie alle loro proprietà alimentari ed al contenuto di vitamine A, B, C, E, K, Magnesio, Potassio, Ferro e Iodio. Queste sono, però, prive di B12, in genere contenuta nella carne e derivati.

Il Tè è uno tra i prodotti alimentari caratteristici del modello Vegano, con potere benefico e depurativo:

Tè Bancha: bevanda ricca di Vitamina A e C, Niacina, Calcio e Ferro. E’ un ottimo integratore e ricostituente
Tè Kukicha: privo di teina, i cui rami vanno fatti bollire e poi filtrati
Tè Hojicha: con un minimo contenuto di teina
Tè Yannoh: ottenuto dalla tostatura dei cereali è un sostituto del caffè
Tè Mu: è una miscela di 16 erbe tra cui il ginseng, è uno stimolante del metabolismo
Te della Radice di Loto: è curativo ed un buon purificante

La cucina vegana ha delle buone qualità nutrizionali, ma richiede un parere medico specializzato per il bilanciamento di alcuni micronutrienti, spesso assenti negli alimenti impiegati nella cucina Vegana.

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