Nutriscienza

La Dieta Mediterranea, modello alimentare patrimonio UNESCO

La Dieta Mediterranea è da sempre considerata sinonimo di genuinità e benessere. Fino agli anni ’50 è stata il modello tipico nutrizionale dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il boom economico e l’influenza di altri tipi di diete hanno fatto sì che sulle tavole entrassero cibi più grassi, con un incremento delle proteine animali. La dieta mediterranea, però, è sempre stata lodata dagli esperti della nutrizione e vista come esempio alimentare, per questo motivo negli ultimi anni è stata rivalutata, promossa e valorizzata.

Gli alimenti alla base della dieta mediterranea sono verdure, frutta, pesce, cereali, olio d’oliva, erbe aromatiche, carni bianche, vino rosso. Nella loro giusta proporzione sono perfettamente concordi con la piramide alimentare. I motivi per cui questa dieta è raccomandata dagli esperti sono diversi.

Essa è ricca di fibre, contiene pochi grassi saturi, assicura un adeguato apporto di nutrienti, è basata su cibi naturali poco elaborati ed è ricca di acido oleico. Queste caratteristiche fanno sì che la salute ne tragga grande beneficio e si prevengano malattie gravi come diabete, obesità e problemi cardiovascolari. Gli acidi grassi Omega 3 forniti da questa dieta, per esempio, hanno proprietà antitrombotiche e abbassano il colesterolo.

Nel 2007 l’Italia chiese all’UNESCO l’inserimento della Dieta Mediterranea nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. In seguito ad un convegno tenutosi a Nairobi nel 2010, il comitato intergovernativo si pronunciò a favore dell’iscrizione della dieta all’interno dei patrimoni UNESCO sia per il suo status rappresentativo che per la salvaguardia, riconoscendone l’appartenenza a Italia, Grecia, Spagna e Marocco. Nel 2013 questo riconoscimento si estese a Cipro, Croazia e Portogallo.

La Dieta Mediterranea rappresenta inoltre un insieme di elementi intangibili che la rendono preziosa. Le competenze, le tradizioni, il rispetto per il territorio e la biodiversità, la conoscenza di pratiche come la raccolta, la conservazione, la trasformazione e la preparazione dei cibi costituiscono un patrimonio unico, da preservare e promuovere in tutto il mondo.

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