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La manna, l’altro cannolo di Sicilia

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Nella Bibbia quando il popolo di Israele stava per giungere al monte Sinai la manna comincia a scendere dal cielo per nutrire i pellegrini che vagavano nel deserto dopo essere sfuggiti alla schiavitù in Egitto.

Quel cibo divino rimase per lungo tempo il  loro unico nutrimento nonostante avessero altre provviste perché che fosse cruda o cotta aveva sempre un sapore gradevole ed era molto nutriente. Sono molte le teorie su cosa fosse veramente la manna biblica, ma ciò che oggi conosciamo con questo nome è la linfa della corteccia di alcune varietà di frassino raccolta con maestria dai frassinicoltori.

La maggiore produzione è concentrata in Sicilia nel territorio del Parco delle Madonie, in particolare tra Pollina e Castelbuono. Nell’isola la tradizione della raccolta risale al 1080, anno della prima menzione documentata della manna, anche se la coltivazione del frassino è precedente, probabilmente risalente alla dominazione islamica.

Da secoli, a partire dalla seconda metà di luglio e fino alla fine di settembre ogni mattina gli ntaccaluòri impugnano il loro speciale coltello chiamato mannaruolo e praticano un’incisione trasversale al tronco detta ntacca; dopodiché si armano di archetto, paletta e scatola per raccogliere la linfa facendola scivolare sull’archetto per formare il pregiato cannolo bianco. Oggi per sfruttare al meglio la produzione dell’albero si usano dei fili di nylon che permettono di formare cannoli più lunghi.

L’unicità di questo prodotto gli è valso sia il riconoscimento di prodotto agroalimetare tradizionale (PAT) da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali, sia quello di Presidio Slow Food. Infatti, oltre a essere un dolcificante a basso contenuto di glucosio e fruttosio adatto ai diabetici, la manna è un alimento dalle molte proprietà, tra le più note quella di blando lassativo adatto sia ai bambini che agli anziani, perché a differenza di altre sostanze, anche naturali, ristabilisce l’equilibrio intestinale in modo delicato e non aggressivo.

Inoltre, può essere utilizzato in caso di tosse, soprattutto se grassa, per la sua azione espettorante, fluidificante, emolliente e sedativa che influisce positivamente sull’apparato respiratorio anche in caso di bronchiti croniche, faringiti, laringiti e tonsilliti grazie al suo potere decongestionante. Ma c’è di più, la manna è anche un ottimo cosmetico a causa dell’alto contenuto di oligoelementi e antiossidanti.

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