Rubrica Agroalimentare

La piaga del falso Made in Italy alle Olimpiadi di Rio 2016

Rio 2016

Il made in Italy è sempre stato un marchio distintivo della produzione agroalimentare tricolore, un brand consolidato ad alto valore aggiunto. Purtroppo, però, tutto questo prestigio richiama l’attenzione dei produttori esteri, che sono la causa dell’Italian Sounding.

Addirittura il fenomeno dell’Italian Sounding sbarca alle Olimpiadi di Rio 2016, una vera e propria piaga, che leva spazio ai prodotti made in Italy autentici, provocando un danno d’immagine ad uno dei comparti più importanti per la nostra economia.

Le olimpiadi di Rio 2016 – afferma Coldiretti – rischia di diventare un palcoscenico di prodotti alimentari taroccati, falsi made in Italy.

Questi prodotti provengono, prevalentemente dal Brasile, uno dei principali produttori di cibo italiano contraffatto, come il Parmesao, la brutta copia del salame Milano e la pomarola; tutti prodotti con packaging che riportano tratti di “Italianità”:

  • Bandiera Italiana
  • Slogan identificativi del tricolore
  • Monumenti italiani
  • Simboli tipici del made in Italy

Coldiretti e il Coni hanno presentato l’accordo con Casa Italia di Rio 2016, che prevede la divulgazione di un Hasgtag, #Riomangioitaliano e la somministrazione di autentico cibo made in Italy per gli atleti azzurri.

Purtroppo – denuncia Coldiretti – l’Italian Sounding rischia di trarre in inganno migliaia di tifosi da tutto il mondo, che giungono in Brasile per assistere dal vivo alle olimpiadi di Rio 2016.
Ovviamente in molti ristoranti, pizzerie e supermercati è possibile acquistare prodotti Brasiliani spacciati per made in Italy, sebbene le qualità, le proprietà e le caratteristiche non hanno nulla a che vedere con gli autentici prodotti italiani.

Grazie alla Task Force di Coldiretti è stata scoperta e resa nota la commercializzazione di prodotti italiani contraffatti, tipo il Gran Formaggio tipo Grana Padano, la Pomarola, una pessima copia del salame Milano e il Parmesao, tutti prodotti rigorosamente brasiliani, ma con simboli e tratti made in Italy nelle confezioni.

Quindi, come combattere questo fenomeno dilagante a Rio 2016?

Grazie all’accordo tra Coldiretti e il Coni e alla campagna #Riomangioitaliano, verrà proposto ai nostri atleti e agli ospiti di Casa Italia il Top della produzione agroalimentare italiana ed un menù ad hoc, rigorosamente Made in Italy.

Questa iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare i consumatori in merito al tema dell’Italian Sounding e valorizzare l’agroalimentare italiano, quello autentico dalle qualità e proprietà che hanno reso il marchio made in Italy uno status symbol, un elemento identitario del Bel Paese, che nel 2015 ha fatto registrare un record in termini di export, sfiorando i 37 miliardi di Euro.

Gli azzurri sono ambasciatori del made in Italy, ma ciascuno di noi deve impegnarsi nel salvaguardare questo marchio d’eccellenza, un tesoro comune che va protetto individualmente acquistando prodotti italiani, del resto la valorizzazione del made in Italy parte dal contributo dei consumatori, che come gli atleti azzurri diventano ambasciatori dell’agroalimentare italiano.

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