Magazine

La storia del centerbe

12637256_1667987500128350_1511121143_oNell’Italia centrale da secoli si produce un liquore dalle numerose varianti aromatizzate in modo diverso di casa in casa e sin dal Medioevo il centerbe viene usato come tonico digestivo e toccasana prodotto dai farmacisti, impiegato in passato addirittura contro peste e colera.

Una delle regioni che ha maggiormente sviluppato e perfezionato la produzione del cianterba (o centerba, o centerbe) è l’Abruzzo e più precisamente una delle ricette più celebri è nata a Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, dove i monaci dell’abbazia dosavano sapientemente erbe officinali e aromatiche per ottenere un ricostituente che offrivano ai viaggiatori, ai pellegrini e ai pastori che si dirigevano in Puglia per la transumanza.

Successivamente, l’abbazia perse il suo primato e, alla fine del XVIII secolo, il farmacista Beniamino Toro creò la propria ricetta e commercializzò il suo centerbe artigianale, svincolandolo dall’esclusività e dalla mutabilità della produzione domestica e abbaziale.

L’infuso divenne velocemente famoso in tutto il centro-sud grazie al suo sapore composito e al suo aroma equilibrato, dovuto a una miscelazione sapiente degli ingredienti. Oltre alle piante di montagna, la composizione comprende alcol puro e sciroppo di zucchero in quantità ben studiate, affinché il prodotto finale non risulti né troppo dolce né eccessivamente alcolico, ma con una stratificazione di sapori che emerge lentamente durante la degustazione. La consistenza densa e corposa fa sì che gli aromi si sprigionino poco alla volta, rivelando tutta la sua ricchezza organolettica.

Durante l’assaggio è consigliabile fare scivolare il centerbe sulla lingua e tenerlo in bocca per qualche secondo, in modo che il calore corporeo faccia evaporare leggermente l’alcol contenuto nel liquore diffondendo tutti gli aromi contenuti nella miscela, lasciando percepire un sentore di agrumi ed erbaceo. Dopo averne deglutito una piccola quantità, assaporate il retrogusto che lascia in bocca scoprendone così tutta la complessità di sapore: lievemente piccante, balsamico, floreale e leggermente legnoso.

Commenti

Commenti

You Might Also Like