Beverage

La vigna sul mare. Alla scoperta del paradiso delle Cinque Terre (e dintorni)! (Parte prima)

Cinque Terre

Il lembo di terra che si estende dal paese di Lerici a Tellaro regala caratteristici e incantevoli scorci, che lo rendono una delle zone italiane più conosciute e amate. La natura, che a tratti è rimasta selvaggia e incontaminata, racconta un territorio che ha avuto la fortuna di non subire grandi violenze da parte dell’uomo.

Forse proprio per questo uno dei più intimisti poeti italiani, il premio Nobel Eugenio Montale, amava trascorrere le sue vacanze a Monterosso al mare, perla delle “Cinque Terre”. Nel borgo marinaro, probabilmente, tra gli anni 21 e 22 del secolo passato, Montale raccontò della bellezza dei limoni, albero che prospera nelle campagne fronte mare.

(omissis)

Quando un giorno da un portone mal chiuso
si riescono a vedere i frutti gialli dei limoni
tra gli alberi di una corte,
si scioglie il gelo del cuore
e le trombe d’oro fanno risuonare

nel petto la loro musica,
limpida e splendente come il sole

Sono ritornato in questi luoghi recentemente, in una luminosa giornata invernale, con il cielo terso grazie al vento che aveva scacciato via le nuvole, e un silenzio riempito dallo sciabordio del mare e da qualche voce lontana.

Camminando in una creuza (mulattiera) e dirigendomi verso l’interno, mi sono imbattuto in alcune vigne che, non a caso, vengono definite eroiche.

In effetti, ammirare questi tralci di vite abbarbicati sulla collina, difficilmente accessibili, che godono del sapore del mare e dell’incantevole vista del Golfo dei Poeti, sferzati dal vento e scaldati dal sole, gonfia il cuore di gioia, alla stessa guisa dei limoni per Montale.

Le vigne, spesso di piccolissime dimensioni, hanno trovato il loro spazio “rubando” terreno alla florida natura circostante, riuscendo a rendere questi luoghi ancora più seducenti e ammalianti.

Per questo motivo la produzione locale dei vini delle Cinqueterre è estremamente limitata, selezionata, peculiare, e specializzata principalmente nei vini di bacca bianca, oltre al celeberrimo passito “Sciacchetrà”.

I vitigni Bosco, Albarola, e Vermentino che, uniti tra loro, danno vita al “Cinqueterre D.O.C.”, acquisiscono, in queste terre, il sapore di mare, grazie al sale che si deposita sulle bucce dei grappoli d’uva (oltre alle caratteristiche uniche del terreno in cui sorgono).

Questo vino secco e sapido, dove prevalgono sentori fruttati (agrumi) e i profumi della macchia mediterranea, fresco e con note minerali è adatto per accompagnare i piatti di pesce della tradizione ligure, oppure i secondi a base di carne bianca.

Ma il vero protagonista delle Cinque Terre e del Golfo dei Poeti è certamente lo Sciacchetrà, vino passito sui graticci appositamente posizionati all’ombra, dalla resa bassissima (sotto il 35%), frutto della commistione dei vitigni Bosco, Albarola, e Vermentino, adatto sia per essere degustato insieme a formaggi piccanti o stagionati che con pasticceria secca o perché no, con il panettone genovese, dall’intrigante colore giallo ambrato brillante con riflessi dorati, appassionante nei suoi sentori di spezie e di frutta secca, caldo e suadente, mai stucchevole, anche grazie a una lievissima sapidità, sempre presente.

Personalmente, ritenendolo un nettare intimista, preferisco riservarlo al dopo cena, a sera tarda, quando i discorsi si fanno più radi e i rumori si affievoliscono.

Continua…

Commenti

Commenti

You Might Also Like